Max Allegri ha un contratto che lo lega al Milan fino al 30 giugno 2027 e in caso di qualificazione si prolungherà di altri dodici mesi. Un impegno a medio-lungo termine, insomma che teoricamente lo dovrebbe rendere non eleggibile per la panchina della nazionale che a giugno scoprirà il nome del prossimo ct, quello della ripartenza dopo lo choc della terza mancata qualificazione consecutiva al Mondiale.
Eppure il nome di Allegri compare in pianta stabile nello scouting ristretto che circola tra i candidati alla guida della Figc. Che sia l’uomo di Giovanni Malagò, chiamato a scendere in campo dalla Lega Calcio Serie A, oppure semplicemente un profilo spendibile per tutti vista esperienza e curriculum, il tecnico livornese è in corsa per la panchina della nazionale e nelle ultime settimane non è sfuggito come lui stesso non abbia mai chiuso la porta allo scenario. Anzi.
Le due mancate chiusure di Allegri all’idea della nazionale…
Così alla vigilia della trasferta a Napoli, in quel momento decisiva per iscriversi alla lotta scudetto: “Sono al Milan, sono contento, e spero ci rimanerci a lungo. Siamo partiti con l’obiettivo di rientrare in Champions, che è una competizione talmente affascinante alla quale mi tocca riabituarmici perché negli ultimi anni non ci ho partecipato. Mi piacerebbe giocarla con il Milan”. Obiezione: il suo futuro al Milan dipende da lei, perché dice ‘se dovessi rimanere…’? Risposta: “La vita è imprevedibile, non sai mai quello che succede…”.
Sette giorni più tardi, ancora: “Prima dell’allenatore devono scegliere il presidente, poi da lì decideranno…”. Nessuna chiusura a doppia mandata, ma una sorta di ammiccamento che non trova riscontro nella situazione contrattuale con il Milan e nemmeno nel percorso intrapreso, perché pur con qualche rallentamento primaverile i rossoneri sono in pole position per garantirsi un posto nella prossima Champions League.
La profonda ristrutturazione che attende il Milan
Dunque? Chi è vicino ad Allegri e ne raccoglie le confidenza assicura che Max è concentrato su presente e futuro del Milan. Ha in testa solo la ricerca della soluzione per uscire dalla crisi di aprile (tre sconfitte nelle ultime quattro partite) e ha già avviato il percorso di pianificazione di quello che sarà da giugno in poi. Il Milan che torna in Europa, qualunque essa sia anche nel peggiore degli scenari, avrà bisogno di una campagna di rafforzamento sia quantitativa che qualitativa importante. Non basterà la rosa ridotta all’osso allenata quest’anno con una sola competizione da affrontare e bisognerà mettere mano con coraggio e investimenti ai punti deboli che si sono evidenziati anche quando i risultati arrivavano.
Ci sono da sciogliere nodi difficili a cominciare dal futuro di Leao, stella offuscata e in rottura prolungata con il popolo rossonero oltre che equivoco tattico che Allegri che ha provato a impostarlo attaccante centrale senza grandi risultati. E c’è il fisiologico riequilibrio interno al Milan in vista del prossimo progetto sportivo. Quando la scorsa estate ha accettato l’offerta di Furlani e Cardinale, Allegri era un allenatore fermo da un anno e uscito male dall’ultima esperienza con la Juventus. Aveva bisogno di rilanciarsi e Milanello era il posto ideale: un matrimonio perfetto con una società scottata da un’annata fallimentare in cui l’errore principale era stato non affidarsi a una guida esperta e solida.
Chi farà il mercato del Milan?
Un anno dopo lo scenario è cambiato. Dire che Allegri vuole essere maggiormente centrale nelle strategie sportive del Milan è fin riduttivo. La sessione invernale, con il balletto intorno all’attaccante francese Mateta prima cercato, poi preso, poi scartato alle visite mediche, ha portato alla luce un doppio binario nella gestione tecnica che non può non diventare un problema. Chi guida sul mercato? Tare con Allegri o Furlani, che del club è l’anima economico finanziaria oltre che espressione diretta della proprietà?
Non c’è necessariamente uno scontro tra Allegri e il Milan. Anzi. C’è, però, una dialettica interna che oggi incide sulla volontà dell’allenatore di dire con chiarezza che sarà lui il tecnico della prossima stagione, senza se e senza ma. I tempi delle scelte federali e in via Aldo Rossi coincidono: tra fine maggio e fine giugno. E’ possibile che il nodo comunicativo venga sciolto prima, ma è certo che quando si è premurato di infilare un paio di periodi ipotetici nelle risposte a proposito del futuro a Milanello Allegri non abbia semplicemente sbagliato ad esprimersi. La porta non è chiusa e il suo nome circola molto a Roma nei dintorni della sede della Figc.
