Il diluvio di fischi che ha accompagnato l’uscita dal campo al minuto 77 di una deludente prestazione contro l’Udinese segna il punto di non ritorno nella storia del rapporto tra Rafael Leao e il Milan. Bocciatura totale da parte dell’esigente pubblico di San Siro che al portoghese non perdona più nulla: non l’atteggiamento in campo, che pare svogliato anche nei giorni migliori ma è insopportabile soprattutto in quelli peggiori, e nemmeno l’equivoco tattico che si trascina dietro e che solo Pioli nella magica primavera del 2022 è riuscito a risolvere.
Leao è certamente il giocatore con maggiore talento (Modric a parte) della rosa rossonera. Ma è anche una sorta di luce intermittente che conserva una discreta quantità di punti oscuri. Ama giocare esterno, ma copre poco esponendo la fase difensiva a un perenne affanno. Se viene spostato più in mezzo o vicino alla porta conserva i soliti numeri in materia di gol, ma perde gli assist che da sempre sono il suo valore aggiunto. Né carne, né pesce.
Leao e il contratto che scade nel 2028: cederlo ora?
A questo si aggiunge la scadenza del suo contratto che comincia ad avvicinarsi pericolosamente: 30 giugno 2028. Uno schema già vissuto dal mondo Milan fino all’inizio dell’estate 2023, quando la faticosa trattativa per evitare il rischio di perdere il portoghese a parametro zero 24 mesi più tardi. Discussione durissima e costata al club di via Aldo Rossi anche l’anticipo del pagamento della multa che Leao doveva versare allo Sporting Lisbona: 20 milioni di euro tirati fuori eliminando una clausola sulla percentuale da riconoscere in caso di futura cessione.
Leao guadagna tanto: 5 milioni di euro netti più bonus. E’ il calciatore più pagato della rosa ma non fa la differenza. Anzi. Una combinazione che ha portato la dirigenza a congelare ogni ipotesi di ulteriore rinnovo fino al 2030 legando l’attaccante (classe 1999) alla maglia milanista per quasi tutta la carriera.
La piega che sta prendendo la stagione fa il resto. Il portoghese sta deludendo, non è tutta colpa sua ma è un dato di fatto. E la platea di San Siro lo ha messo nel mirino, condizione spesso incompatibile con la permanenza come racconta la storia delle parabole discendenti dei campioni o presunti tali che hanno indossato le maglie di Inter e Milan. Se San Siro fischia come un loggione della Scala, il tenore lascia.
La stagione di Leao in numeri
Leao ha solidi alibi da presentare al tribunale che lo sta bocciando. Intanto la simil pubalgia che si trascina dal mese di novembre e che lo condiziona non poco in campo: non scatta, non ha spunto, deve rinunciare a quella che è la sua caratteristica migliore e cioè sfidare in velocità a campo aperto gli avversari. Un limite imposto non solo dall’infortunio ma anche dal ruolo che Allegri gli ha disegnato mettendo il Milan con la difesa a cinque per proteggere meglio gli esterni: adattato come prima punta il portoghese ha dimostrato di non avere le skills giuste.
Quando mancano una manciata di partite alla fine della stagione i numeri lo confermano. Ha segnato 10 gol e fornito 2 assist, bilancio accettabile per le realizzazioni ma in picchiata come fornitore di grandi occasioni. Basta dare un’occhiata allo storico al Milan per rendersene conto: tolto il primo anno di “lancio” Leao ha chiuso nel 2021 a quota 13 (7+6), nel 2022 dello scudetto di rimonta a quota 26 (14+12) e poi con il primato di 31 (16+15) nel 2023 e a quota 29 (15+14) nel 2024 e 25 (12+13) nella tribolata annata di Fonseca e Conceiçao.
Leao sul mercato: quanto costa
Quanto costa Leao sul mercato internazionale? Dimenticarsi la clausola rescissoria fissata al momento della firma del prolungamento di contratto fino al 2028: i 175 milioni di euro che dovevano proteggere il Milan dall’esplosione del talento portoghese non sono più attuali. Non ci sono avvicinamenti a quella cifra e, in questo momento, non risultano nemmeno grandi club europei interessati a Leao perché la stagione pessima, e lontano dal palcoscenico della Champions League, lo ha certamente penalizzato come appeal.
Indicativamente in via Aldo Rossi potrebbero brindare se strappassero la metà di quella clausola: 80-85 milioni di euro. A bilancio il peso del cartellino di Leao sarà a giugno molto basso, intorno ai 6-8 milioni, il che significa che si tratterebbe di una maxi plusvalenza da conteggiare per intero. Ad averla. Perché il rischio è che la quotazione possa essere anche inferiore, a meno che non si metta in moto il mercato ricchissimo dell’Arabia Saudita. E cosa farebbe il Milan davanti a un assegno non superiore ai 50? L’interesse di tutti è che Leao chiuda in maniera dignitosa la stagione in rossonero e faccia un buon Mondiale. Potrebbe essere la exit strategy perfetta.
