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Agosto di lavoro, tutti gli scontenti del calciomercato

Agosto di lavoro, tutti gli scontenti del calciomercato
Gian Piero Gasperini (Getty Images)

Un mese alla chiusura della sessione estiva e i tecnici della Serie A cominciano a spazientirsi: ecco perché nessuna delle big può dirsi vicina ad aver chiuso il proprio mercato.

Venti giorni al via ufficiale della stagione e un mese alla chiusura della sessione estiva del calciomercato. Tra colpi sfumati e affari da definire, posizioni da coprire e buchi da riempire, l’esercito degli scontenti si allarga. Le prime amichevoli di un certo peso hanno dato il via alla girandola delle proteste e dei messaggi in codice lanciati dagli allenatori alle rispettive società. Chi più direttamente, chi ricorrendo a lunghi giri di parole, in tanti sono entrati in pressing: serve comprare perché le rose non sono complete e, anche se numericamente appaiono esagerate, la verità è che molti non si fidano del materiale a disposizione.

L’ultimo in ordine di tempo ad alzare la voce è stato Gian Piero Gasperini dopo aver visto la sua Roma prendere quattro schiaffi dal Cardiff. L’arrivo di Santiago Castro, strappato al Bologna per 35 milioni di euro, non è bastato a placare il tecnico che in primavera ha vinto la battaglia interna a Trigoria mandando via prima Claudio Ranieri e poi Frederick Massara. Alla Roma servono rinforzi e in fretta, soprattutto sugli esterni offensivi. Copione già recitato l’estate scorsa senza soddisfazione immediata: la differenza è che oggi Gasperini non può attaccare direttamente i Friedkin che lo hanno accontentato in tutto e per tutto nelle questioni interne alla società.

A modo suo non può essere contento nemmeno Luciano Spalletti, anche se Carnevali gli ha consegnato all’ultimo minuto utile prima della partenza per la tournée orientale il centravanti che cercava (Kolo Muani) e il colpo fin qui più interessante del mercato (Alajbegovic). Spalletti sfoglia nervoso i petali della margherita di una sessione difficile per la Juventus, impegnata a riparare gli errori del passato e a cercare di tenere in equilibrio i conti economici. A giugno il tecnico aveva spiegato di volere un portiere nuovo e ancora manca. Manca un altro attaccante e non si vede il centrocampista di qualità che servirebbe senza dover immaginare un difficoltoso recupero di Douglas Luiz.

Massimiliano Allegri sta festeggiando il centenario del Napoli e pesando la rosa a disposizione. Anche a lui servono forze fresche e in fretta, ma de Laurentiis ha chiarito che prima bisognerà sfoltire e vendere e poi si passerà agli acquisti. L’estate napoletana è stata un susseguirsi di colpi abbozzati e persi per mancanza di tempismo. Ora si punta all’uscita di Lukaku verso gli Stati Uniti per liberare qualche risorsa da reinvestire. 

Christian Chivu ha detto apertamente di aspettarsi esterno destro in sostituzione del partito Dumfries. Concede all’Inter il tempo per fare bene le cose, senza sbagliare la mossa, ma ha spiegato senza troppi giri di parole che così come adesso alla squadra manca qualcosa. E non è detto ci si debba fermare soltanto alla laterale, visto che il tecnico rumeno a amerebbe vedersi a recapitare anche un difensore centrale titolare. 

Rúben Amorim ha vissuto una settimana da dio, ricevendo in dono da Cardinale Gonzalo Ramos e Gila. Il Milan è partito col botto, poi si è fermato. Ora il tempo comincia a scarseggiare e, soprattutto sugli esterni, la squadra è lontana da quella che serve all’allenatore portoghese che ha un’idea di calcio in cui sulle fasce è necessario che si sommino fisicità e tecnica. Rimane sempre il nodo Leão da sciogliere: il Milan si aspetta un assegno da almeno 50 milioni di euro con formula di cessione definitiva, fin qui nessuno si è avvicinato a queste condizioni.

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