Un incidente ferroviario di vaste proporzioni ha colpito la Spagna alle 19.39 di domenica 18 gennaio, quando due treni ad alta velocità sono deragliati nei pressi di Adamuz, provincia di Cordova. Il bilancio aggiornato della Junta de Andalucía parla di 39 morti e 122 feriti, 48 dei quali ancora ricoverati — cinque minori e dodici persone in terapia intensiva, 74 passeggeri sono stati già dimessi.
La dinamica: l’Iryo invade l’altro binario e travolge l’Alvia
Secondo le prime ricostruzioni, un treno Iryo partito da Malaga e diretto a Madrid, con 317 passeggeri, è deragliato invadendo il binario adiacente. Nello stesso momento sopraggiungeva un Alvia diretto a Huelva con 200 persone a bordo, colpito in pieno e fatto deragliare a sua volta.
Almeno due o tre vagoni sono finiti in un terrapieno profondo cinque metri, rendendo complesse le operazioni di soccorso. «La situazione è molto grave», ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità Antonio Sanz, confermando la presenza di vittime nei vagoni più difficili da raggiungere.
L’ipotesi principale: un giunto saltato che apre un varco fra i binari
Tra le linee investigative al vaglio dei tecnici emerge una possibilità ritenuta plausibile: un giunto potrebbe essere saltato prima del passaggio dell’Iryo, creando uno spazio progressivamente crescente tra due sezioni di binario.
Le prime carrozze sarebbero riuscite a transitare mentre la fenditura si ampliava; l’ottava carrozza, invece, avrebbe ceduto, trascinando con sé la sesta e la settima.
L’elemento che sorprende gli inquirenti è il punto esatto dell’incidente: un rettilineo della linea ad alta velocità, rinnovato nel maggio 2025 dopo lavori costati 700 milioni di euro.
«È un incidente strano, difficile da spiegare», ha dichiarato il ministro dei Trasporti Óscar Puente, ricordando che l’Iryo coinvolto era «praticamente nuovo».
Le comunicazioni delle compagnie e i numeri per i familiari
La compagnia Iryo ha comunicato che l’ultima revisione del treno risale al 15 gennaio e ha attivato un numero per i familiari (900001402). Un servizio analogo è stato aperto da Renfe per i passeggeri dell’Alvia (900101020).
I racconti: «È stato come un terremoto»
Un giornalista di RNE, Salvador Jiménez, a bordo dell’Iryo, ha descritto gli istanti dell’impatto: «Gli ultimi due vagoni si sono ribaltati. Abbiamo rotto i finestrini con i martelletti per evacuare».
Altri testimoni raccontano passeggeri rimasti intrappolati al buio, in attesa dei soccorsi.
Una madre ha riferito a TVE la telefonata disperata della figlia, viaggiatrice dell’Alvia: «Mi ha detto che erano riusciti a uscire dal vagone, ma che c’erano molti morti. Renfe in stazione non sapeva ancora nulla».
Cordoglio e reazioni istituzionali
Il primo ministro Pedro Sánchez è arrivato ad Adamuz la mattina del 19 gennaio, parlando di «notte di profondo dolore» e assicurando la vicinanza del governo alle famiglie delle vittime.
Messaggi di cordoglio sono arrivati dai reali di Spagna, Felipe VI e Letizia, e dai principali leader europei.
Dal Ministero degli Esteri italiano fanno sapere che al momento non risultano connazionali coinvolti. Il Console Generale d’Italia a Madrid è sul posto per eventuale assistenza.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso su X la «vicinanza al popolo spagnolo», mentre la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha inviato «le più sentite condoglianze».
Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che la Francia è «al fianco della Spagna».
