Gli italiani non rinunciano al caffè. Lo ridisegnano. Siamo la patria dell’espresso, giusto? Ebbene, l’82 per cento dichiara di alternare il tradizionale espresso con il decaffeinato almeno una volta al giorno. È quanto emerso dall’indagine Swoa (Social web opinion analysis), condotta da Nescafé Dolce Gusto su 1.200 utenti tra i 20 e i 50 anni. Non è una rinuncia al rito, ma piuttosto una sua evoluzione, anche dettata dalle tendenze salutiste del momento.
Ma proviamo ad allargare gli orizzonti, e andare oltre il panorama italiano. Scopriamo che il dato si inserisce in un contesto globale in forte espansione. Secondo il report Global Growth Insights, infatti, il mercato mondiale del caffè decaffeinato ha raggiunto nel 2025 un valore di quasi 2,7 miliardi di dollari, ed è destinato a sfiorare i tre miliardi nel 2026, con una crescita dell’11 per cento. Il tasso di crescita annuo composto tra il 2025 e il 2030, in base alle stime di Mordor Intelligence, si attesterà intorno al 6,6 per cento. Numeri che raccontano qualcosa di più di una moda passeggera.
Il caffè durante la giornata
Per decenni, il caffè è stato soprattutto un «rituale mattutino». Solo il 14 per cento degli italiani lo associava a momenti diversi dalla colazione. Oggi lo scenario è completamente diverso. Quasi un italiano su due gestisce il consumo di caffeina in modo articolato, scegliendo la tipologia di caffè in base all’ora e al contesto.
Persino il decaffeinato ha trovato il suo spazio preciso nella giornata. Lo si beve soprattutto la sera e dopo cena, per il 48 per cento degli intervistati, come una cerimonia che accompagna il passaggio verso il riposo. Oppure lo si sceglie nel pomeriggio, durante le pause di lavoro (42 per cento). Il 35 per cento, infine, lo consuma dopo pranzo. Non un volgare surrogato, dunque. No, è un vero e proprio caffè con una sua collocazione e una sua funzione definita.
La nicchia in cui si inserisce il deca
Quello che emerge dalla ricerca è un profondo cambio di prospettiva culturale. Per il 73 per cento degli italiani il decaffeinato è una scelta coerente con il proprio stile di vita. Il 59 per cento lo considera un’opzione moderna e intelligente. E, udite udite, il 44 per cento lo definisce addirittura un caffè «completo», a cui non manca nulla in termini di gusto rispetto all’originale.
Alla base di questa crescita c’è una crescente attenzione alla routine quotidiana. Il caffè decaffeinato, insomma, non è più il caffè di chi «non può», per varie motivazioni, bere l’espresso. È diventato il caffè di chi può berlo, ma sceglie qualcosa di diverso.
