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Dopo 53 anni l’uomo torna verso la Luna: il lancio Artemis 2 in partenza il 1° aprile

Dopo 53 anni l’uomo torna verso la Luna: il lancio Artemis 2 in partenza il 1° aprile

La Nasa prepara il lancio di Artemis 2: quattro astronauti voleranno intorno alla Luna per dieci giorni a bordo della capsula Orion. Ma la missione resta rischiosa e la finestra di lancio è strettissima.

Dopo diversi rinvii la nuova missione lunare con equipaggio del programma Artemis 2 potrebbe essere lanciata il primo aprile. Lo ha annunciato la Nasa nella giornata di giovedì 12 marzo dopo l’ultima verifica sullo stato della prontezza al volo. I funzionari dell’agenzia spaziale americana hanno affermato di puntare a trasferire il razzo SLS (Space Launch System) e la navicella spaziale Orion sulla piattaforma di lancio 39B entro il 19 marzo in vista di un tentativo di lancio previsto per il primo giorno del prossimo mese, a condizione che vengano completati i lavori rimanenti.

Il rinvio e la nuova finestra di lancio

Inizialmente il lancio era stato programmato all’inizio di questo mese, ma una perdita di elio dal sistema di alimentazione aveva costretto i tecnici a riportare il gigantesco razzo nell’hangar di assemblaggio. I lavori sono stati eseguiti a tempo di record e ora pare tutto pronto per poter sfruttare la nuova finestra di lancio – dettata dalla posizione relativa della Luna rispetto alla Terra – che di verificherà dall’uno al sei aprile. L’attesa è molta soprattutto per un fatto: si tratterebbe della prima missione con equipaggio sulla Luna dopo l’Apollo 17 del 1972. In un post sul social X, l’Ufficio comunicazione dell’Ente spaziale statunitense ha diffuso questa nota: “Puntiamo al 19 marzo per spostare il razzo sulla piattaforma di lancio del Nasa Kennedy in vista di un tentativo di lancio il 1° aprile, a condizione che i lavori sulla piattaforma siano completati.”

I rischi della missione secondo la Nasa

Alla domanda su quanto sia effettivamente rischiosa questa missione, la Nasa ha preferito non rilasciare dichiarazioni ma ricordare che sia necessario procedere con ogni precauzione, senza affrontare azzardi, anche perché tale impresa con questo razzo non è mai stata tentata prima e dunque bisogna fare i conti con una scarsità di informazioni disponibili.” Di fatto dal centro Nasa di Houston ricordano che “tutte le missioni spaziali con equipaggio sono rischiose e Artemis 2 sarà soltanto il secondo volo del programma Artemis e il primo a trasportare astronauti, quindi non ci sono ancora dati sufficienti per quantificare correttamente i rischi connessi. Secondo la Nasa ci sono sei potenziali date di lancio in aprile (1, 3-6 e 30); ogni finestra dura 120 minuti in tutte queste date. Questo significa che esistono soltanto poche opportunità in un arco di un mese e alcune di queste potrebbero essere annullate a causa del maltempo o della necessità di rifornire materiali come il carburante per i razzi.

Il viaggio di Orion intorno alla Luna

Ma se tutto filerà liscio, Artemis 2 decollerà dal Kennedy Space Center, Florida, con a bordo l’astronauta canadese Jeremy Hansen e gli americani Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch in un viaggio di circa 10 giorni intorno alla Luna a bordo della capsula Orion, che però non si dirigerà direttamente sulla Luna: il razzo Sls porterà prima Orion in orbita terrestre alta, dove l’equipaggio e i team a terra effettueranno una serie di controlli per assicurarsi che la capsula sia pronta per il suo viaggio. Pertanto, il giorno e l’ora del lancio devono consentire al razzo di posizionare la Orion in quell’orbita per essere correttamente allineata con la Terra e la Luna al momento della manovra translunare che, come suggerisce il nome, metterà la navicella in rotta verso il nostro satellite. Orion sorvolerà la Luna seguendo una traiettoria di “ritorno libero” sfruttando la gravità lunare per tornare verso la Terra, senza bisogno di altre significative accensioni dei motori.

Carburante, luce solare e rientro sulla Terra

E il carburante è proprio una delle variabili da gestire con attenzione: il fabbisogno energetico di Orion limita ulteriormente la finestra di lancio della missione. La traiettoria deve garantire che Orion non rimanga al buio per più di 90 minuti consecutivi, in modo che i pannelli solari possano ricevere e convertire la luce solare in elettricità. Dunque i responsabili della pianificazione della missione escludono le date di lancio che potrebbero portare Orion a entrare in eclissi prolungate durante il volo. Nell’ultima fase della missione, durante il suo rientro ad alta velocità dalla Luna, il sistema di protezione termica di Orion, largo cinque metri, dovrà resistere a temperature elevatissime per garantire la sicurezza dei membri dell’equipaggio. Stando agli studi probabilistici, esiste un rischio di fallimento complessivo di 1 possibilità su 30 durante una missione con equipaggio Artemis sulla superficie lunare e di 1 su 40 durante la fase operativa sulla Luna. Un rischio elevato se paragonato a quello delle missioni di SpaceX verso la Stazione Spaziale, di 1 su 200, ma molto più ridotto rispetto a quello delle missioni Apollo degli anni Sessanta, di 1 su 10.

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