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Rob Jetten nuovo premier dei Paesi Bassi: a 38 anni è il più giovane nella storia

Rob Jetten nuovo premier dei Paesi Bassi: a 38 anni è il più giovane nella storia

Rob Jetten è il nuovo premier dei Paesi Bassi: a 38 anni è il più giovane nella storia e il primo dichiaratamente gay. Il leader dei Democratici 66 guida un governo di minoranza dopo la vittoria sull’ultradestra di Geert Wilders, con priorità su difesa, clima e rafforzamento del ruolo dell’Olanda in Europa

L’Aia volta pagina. Dopo mesi di incertezza politica e trattative serrate, i Paesi Bassi hanno un nuovo governo e un nuovo volto alla guida dell’esecutivo: Rob Jetten. A soli 38 anni è il più giovane primo ministro mai insediato nella storia olandese e il primo leader del Paese dichiaratamente gay. Un passaggio che ha un peso simbolico evidente, ma che si inserisce soprattutto in una fase politica delicata per l’intero continente.

Leader dei Democratici 66, formazione centrista e dichiaratamente pro-europea, Jetten ha ottenuto una vittoria che molti osservatori hanno definito a sorpresa alle elezioni del 22 ottobre, superando l’ultradestra guidata da Geert Wilders. Il risultato ha segnato un argine all’avanzata delle forze più radicali, in un momento in cui Francia e Germania stanno attraversando forti tensioni politiche interne.

Un governo di minoranza nato dopo 117 giorni di trattative

L’esecutivo guidato da Jetten nasce 117 giorni dopo le elezioni anticipate convocate in seguito alla caduta, nell’estate 2025, del governo di Dick Schoof. È un governo di minoranza: la coalizione composta da D66, Appello Cristiano Democratico (Cda) e Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (Vvd) può contare su 66 seggi su 150 alla Camera.

Numeri che impongono pragmatismo e capacità negoziale. Ogni provvedimento dovrà trovare sostegni esterni per essere approvato, rendendo la stabilità dell’esecutivo legata alla costruzione di maggioranze variabili. Un banco di prova immediato per un premier giovane, ma già abituato a muoversi in scenari complessi.

Chi è Rob Jetten: dal Brabante al vertice del governo

Nato nel 1987 a Veghel, nel Brabante settentrionale, Jetten si è laureato in Scienze della Pubblica amministrazione all’Università di Nijmegen. Prima di dedicarsi a tempo pieno alla politica ha lavorato in ProRail, la società ferroviaria nazionale, ricoprendo incarichi da consulente e manager regionale.

La politica, tuttavia, è sempre stata la sua traiettoria naturale. Attivo fin da giovane nei Democratici 66, nel 2022 è stato ministro per il Clima e l’Energia nel governo guidato da Mark Rutte, consolidando un profilo europeista e riformista. Nel 2023 è diventato leader del partito, fino alla vittoria elettorale che lo ha portato alla guida del Paese.

La sua affermazione viene letta anche come un segnale di tregua rispetto all’onda lunga dell’ultradestra in Europa. Non una svolta ideologica radicale, ma la riaffermazione di un centro politico che punta su diritti civili, integrazione europea e transizione ecologica.

Difesa, clima e rapporto con Bruxelles

Tra le priorità annunciate dal nuovo premier figurano un significativo aumento della spesa per la difesa, con l’obiettivo di raggiungere il target Nato del 5% del Pil, e la prosecuzione dei piani per ridurre le emissioni del potente settore zootecnico olandese, tema che negli ultimi anni ha generato proteste e tensioni interne.

Poco prima del giuramento, Jetten ha sintetizzato sui social la linea del nuovo esecutivo: costruire su ciò che può essere migliorato, con coraggio e collaborazione, evitando di fermarsi alle criticità.

Da Bruxelles sono arrivate immediate congratulazioni. La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha espresso la volontà di lavorare insieme per un’Unione europea più forte, in un contesto continentale attraversato da cambiamenti profondi e nuovi equilibri.

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