Le prove ufficiali per determinare la griglia di partenza del gran premio di Monaco a Montecarlo ribaltano le indicazioni delle libere del venerdì e suggeriscono due certezze: Kimi Antonelli è un talento naturale che in poco più di un anno sta diventando la star della Formula 1. Se a diciannove anni guidi con questa autorevolezza sul circuito cittadino più difficile del mondo vuol dire che hai già raggiunto la maturità di un fuoriclasse. Perchè come dicono i piloti: a Montecarlo bisogna saper guidare e la differenza di prestazioni tra Kimi e George Russell, suo compagno di scuderia, dimostra quanto incida il pilota. L’altra certezza è sul livello di capacità di intervenire sulla macchina dimostrato dal team Mercedes, più sulla monoposto di Antonelli che su quella di Russell a dire il vero, ma comunque determinante per rovesciare il pronostico che vedeva la Ferrari grande favorita per la pole position.
Ferrari un passo indietro
Invece le macchine di Maranello devono accontentarsi della seconda fila e il più deluso è sicuramente Charles Leclerc che sul circuito di casa sua ha accarezzato a lungo di conquistare la pole position, ma che alla fine si ritrova dietro anche al suo compagno di scuderia Lewis Hamilton. Ma il monegasco ha commesso un errore nell’ultimo tentativo e ha chiuso con il quarto tempo. Sotto gli occhi della famosissima fidanzata Kim Kardashian, l’inglese ha ottenuto il terzo tempo e poi ha sottolineato: “Una qualifica bellissima, è molto divertente quando c’è pochissima differenza di centesimi tra una macchina e l’altra. A un certo punto pensavo di aver fatto la pole position. Per la gara sono ottimista anche se dobbiamo capire che cosa è cambiato da venerdì a sabato perchè nella prima giornata eravamo i più veloci”.
La felicità di Kimi
Felicissimo ovviamente Kimi Antonelli alla quarta pole consecutiva. Il diciannovenne bolognese batte un altro record, è il più giovane della storia a conquistare la pole position a Montecarlo. “È stato un giro magico – ha ammesso l’italiano – eravamo molto vicini e con Max la battaglia era dura, ma è stato incredibile riuscire a tirare fuori il massimo”.
