Le elezioni amministrative di domenica e lunedì delineano un quadro positivo per il centrodestra, che conferma e in alcuni casi amplia i propri risultati rispetto alla vigilia. Meno incoraggiante, ma ormai questo non è più una novità, il dato sull’affluenza.
Dove si è votato
Al Nord la partita più suggestiva era quella di Venezia, dove il centrodestra ha tentato di difendere l’eredità di Luigi Brugnaro, sindaco uscente, schierando il suo assessore Simone Venturini, contro il senatore Pd Andrea Martella.
Al Sud, gli occhi erano puntati su Salerno, dove l’ex governatore Vincenzo De Luca ha tentato di riconquistare la città dove fu eletto sindaco per la prima volta nel 1993.
A Reggio Calabria, il centrodestra ha schierato undici liste a sostegno di Francesco Cannizzaro, vice capogruppo di Forza Italia alla Camera, sostenuto anche da Azione.
L’affluenza
L’affluenza complessiva si è attestata intorno al 60,1%, in calo di circa cinque punti rispetto alla tornata precedente, quando fu del 64,9%.
Il trend ribassista conferma la crescente disaffezione degli italiani per la politica. Tra i capoluoghi toscani, il calo è stato particolarmente marcato a Prato, dove la partecipazione si è fermata al 55,72% a fronte del 64,01% precedente, e ad Arezzo al 59,30% rispetto al 66,97%.
Il Centrodestra vince a Venezia e Reggio Calabria, De Luca trionfa a Salerno
A Venezia è il centrodestra a trionfare. Battendo tutti i sondaggi della vigilia, Simone Venturini, è stato eletto nuovo sindaco della città lagunare già al primo turno, superando il 50% delle preferenze e battendo il candidato del centrosinistra Andrea Martella.
Una vittoria inattesa, che la premier Giorgi Meloni ha definito “mondiale”, come riferito dal senatore veneziano di Fratelli d’Atalia, Raffaele Speranzon, direttamente dal comitato elettorale.
Proprio mentre il neoeletto sindaco era a colloquio con i giornalisti, è arrivata la telefonata della premier. Venturini ha invitato Meloni a Venezia e lei ha risposto che “aspettami, vengo a trovarti” aggiungendo poi “sono molto contenta”.
A Reggio Calabria la vittoria di Francesco Cannizzaro al primo turno appare già delineata: le proiezioni lo collocano tra il 64 e il 68% dei consensi, con Domenico Battaglia del centrosinistra fermo tra il 21 e il 25%.
Anche ad Arezzo è avanti il candidato del centrodestra, Marcello Comanducci, che guida con il 46,1%, il candidato del centrosinistra Vincenzo Ceccarelli è al 33,5%, mentre Marco Donati, sostenuto da liste civiche e Azione, si ferma al 14,6%.
A Salerno Vincenzo De Luca trionfa con una forchetta compresa tra il 56 e il 60%, ben distanziando i rivali.
Tra le città in cui il centrosinistra è in vantaggio figurano Lecco, Chieti, Andria, Macerata e Mantova, mentre il centrodestra è in testa anche a Pistoia e Agrigento.
Il governo supera il test delle amministrative
Queste elezioni rappresentavano il primo banco di prova per la maggioranza dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia di marzo, e avrebbero dovuto fornire indicazioni sullo stato di salute del governo nonché sulla competitività del cosiddetto campo largo formato da Pd e M5S. Il verdetto, almeno dalle urne di oggi, premia il centrodestra.
I risultati parziali sembrano quindi presentare una coalizione di governo in forma nelle piazze più importanti: Venezia potenzialmente conquistata al primo turno, Reggio Calabria espugnata con un margine storico, Arezzo avviata verso un ballottaggio favorevole. Tre simboli che pesano.
Sul fronte opposto, il campo largo Pd-M5S incassa la tenuta in alcune città del Centro-Nord e il trionfo isolato di De Luca a Salerno, anche se quello del governatore uscente è un caso politicamente a sé, costruito su un radicamento personale più che su un’onda nazionale.
In serata è arrivato il commento del vicepremier e segretario nazionale di Fi, Antonio Tajani: “A Reggio Calabria stravince il candidato sindaco di Forza Italia Ciccio Cannizzaro. È la sintesi di una tornata elettorale che ha visto il centro-destra uscire consolidato nei consensi“, ha scritto in un un post su X.
L’impressione è quindi che a Palazzo Chigi si possa tirare un sospiro di sollievo, la batosta del referendum è superata.
