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Caro carburanti, Salvini incontra le compagnie petrolifere: “Obiettivo riduzione immediata dei prezzi”

Caro carburanti, Salvini incontra le compagnie petrolifere: “Obiettivo riduzione immediata dei prezzi”

Il ministro dei Trasporti a colloquio con i rappresentanti delle compagnie petrolifere, l’obiettivo è ridurre i prezzi del carburante. In serata si terrà una riunione del Consiglio dei Ministri.

Il prezzo alla pompa di benzina continua a salire; l’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy segnala che nella giornata di mercoledì 18 marzo il prezzo medio in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale, si è attestato a 1,867 euro/litro per la benzina e 2,103 euro/litro per il gasolio.

Le notizie dal Medio Oriente non portano certo alcun sollievo, con il prezzo del petrolio Brent che ne soffre di riflesso, essendo ormai in pianta stabile sopra i 100 dollari al barile.

Salvini: “Tetto ai prezzi della benzina in CdM”

Proprio per far fronte al caro dei carburanti, oggi è andato in scena presso la Prefettura di Milano l’incontro in programma tra il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e le principali aziende petrolifere e della distribuzione carburante.

Oltre al ministro Salvini hanno presenziato rappresentanti di Eni, Ip, Tamoil, Q8, oltre alle pompe bianche Vega Carburanti, Pad Multienergy, Retitalia, Costantin, Keropetrol, Beyfin, San Marco Petroli, Energas, Toil e Giap Holding.

L’obiettivo è nell’immediato ridurre i prezzi alla pompa di benzina, quindi bloccare l’aumento e bloccare le speculazioni, aiutare famiglie e imprese e mettere un tetto al prezzo del gasolio e della benzina”, così si è espresso il Ministro Salvini prima di iniziare l’incontro con i petrolieri

C’è un consiglio dei ministri questa sera e già dalle prossime ore, gli italiani che vanno a fare benzina paghino meno rispetto a quello che stanno pagando oggi”.

L’obiettivo del Governo è raggiungere un accordo per avere un tetto al prezzo del diesel “sotto 1,9 euro al litro”, con un taglio complessivo di “20-25 centesimi al litro” anche per la benzina.

Il no alle accise mobili

L’ipotesi di attivare le accise mobili per calmierare i prezzi alla pompa aveva animato per giorni il dibattito politico, salvo poi essere di fatto accantonata. Il Ministero Economia e Finanze ha deciso di congelare il provvedimento per avviare ulteriori verifiche sulla reale efficacia del meccanismo.

Il motivo è principalmente finanziario, perché con le regole attuali e l’extragettito IVA accumulato in soli dieci giorni di crisi, il taglio delle accise non avrebbe superato i 5 centesimi al litro, molto meno dei 25 centesimi garantiti dal governo Draghi nel 2022, che però poteva contare su mesi di accumulo fiscale.

Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha messo un freno netto, ricordando che quella misura costò circa un miliardo al mese e non fermò l’inflazione, con benefici andati in gran parte ai ceti più abbienti.

La porta resta comunque socchiusa, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani che non esclude di rivedere le accise, assicurando che l’importante non è fare in fretta ma fare bene.

Le alternative

Accantonata per il momento l’ipotesi delle accise mobili, il governo continua a studiare nuovi interventi per alleggerire il peso dei rincari.

La strada che sembra prevalere è quella dei sussidi mirati, con l’idea più concreta che vede l’estensione della carta “Dedicata a te”, da 500 euro annui, alle famiglie con ISEE fino a 15.000 euro, già usata per la spesa alimentare di base.

La linea indicata dal ministro Urso è quella di interventi selettivi, valutando misure compensative per famiglie a basso reddito, autotrasporto e imprese.

Sul fronte europeo, si guarda al Consiglio UE del 19-20 marzo, perché da Bruxelles potrebbe arrivare una cornice comune sulla sicurezza energetica e sul contenimento dei prezzi.

Per i lavoratori dipendenti, intanto, esiste già uno strumento: nel 2026 le aziende possono erogare buoni carburante fino a 1.000 euro annui completamente esentasse.

Il ministro Salvini non ha comunque escluso una tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere, sul modello di quella bancaria, una proposta che viene però definita come “extrema ratio” dallo stesso ministro dei Trasporti.

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