Da anni fa di tutto per tenere bassi i nostri stipendi. E invece il suo cresce a dismisura. Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, è da sempre la regina dell’austerity. Vuol tenere tutti i cittadini europei a stecchetto. Predica rigore monetario. Nel frattempo però – si è appena scoperto – lei si mette in tasca ogni anno 726 mila euro, in pratica 60 mila euro al mese, oltre 2 mila al giorno. Nota per aver affossato la Grecia ai tempi della Troika e il resto del continente negli anni successivi, Madame Bce non conosce l’economia, se non nel senso di far fare economia agli altri. Mentre lei, tailleur Chanel e foulard Hermès d’ordinanza, evidentemente a fare economia non ci pensa proprio. Tanto a pagare siamo noi.
Non è meraviglioso? In pratica: i cittadini europei dovrebbero risparmiare su tutto, ma proprio su tutto. Tranne sulla paga che danno a lei che ci chiede di risparmiare. E la cosa più grave è che, alla faccia della tanto sbandierata trasparenza delle istituzioni, questo stipendio d’oro è stato rigorosamente tenuto nascosto. Nei documenti ufficiali, infatti, risultava una retribuzione dimezzata: “solo” 466 mila euro (oltre 38 mila euro al mese). Quella cifra, per altro aumentata nell’ultimo anno (da 445 mila a 466 mila, +4,7 per cento), aveva già fatto discutere: non è troppo per la regina dell’austerità, si erano chiesti in molti? Ora un’inchiesta del Financial Times rivela che la vera retribuzione di Madame Lagarde è ben il doppio di quella nota: 726 mila euro l’anno, per l’appunto. Ma facendo i conti su tutti gli otto anni di mandato, la regina dell’austerità arriverà a prendere anche di più: 6,5 milioni di euro, cioè 810 mila euro ogni 12 mesi. Poi, per consolarsi di tutto questo tirar la cinghia – ricorda ancora il Ft – avrà una pensioncina da 178 mila euro, 15 mila euro al mese. Cioè oltre venti volte la minima di quei pensionati italiani che ha contribuito ad affamare.
Sento già l’obiezione dei soliti colleghi con la cravatta dritta e i pensieri storti: Giordano, non fare il populista, è giusto che chi ha incarichi di responsabilità abbia anche una giusta retribuzione. D’accordo, si capisce: ma 60mila euro al mese è davvero una “giusta” retribuzione? O, piuttosto, è una retribuzione da vergogna? Tanto per avere un’idea, Jerome Powell, il presidente della Federal Reserve, dunque colui che ricopre negli Stati Uniti lo stesso incarico che ricopre la Lagarde in Europa, guadagna 172.720 euro l’anno, quattro volte di meno. C’è qualcuno nel mondo disposto a pensare che la Lagarde valga quattro volte più di Powell?
Come dicevamo, madame Bce è priva di qualsiasi solida formazione economica. Nata a Parigi, si è laureata in legge e ha cominciato la sua carriera come stagista presso un deputato Usa che diventerà un pezzo grosso dell’amministrazione Clinton. Da sempre, evidentemente, le piace frequentare i potenti. È entrata in politica nel 2005, direttamente dalle porte dei ministeri nel governo francese: prima Commercio estero, poi Agricoltura, infine l’Economia. In quest’ultimo incarico si distinse per aver permesso che 400 milioni dei contribuenti si dissolvessero (dev’essere un vizio, il suo) nelle tasche dell’imprenditore Bernard Tapie. Fu indagata e condannata per negligenza. Ottimo, no? Essendo negligente e non capendo niente di economia hanno pensato bene di premiarla, nominandola direttore del Fondo monetario internazionale.
Memorabile, in quel periodo, una sua lettera all’allora presidente Sarkozy: «Usami per il tempo che ti serve», scriveva. «Usami»: il verbo la dice lunga sul rapporto di Christine con i potenti, e forse anche sul motivo per cui continua a imperversare nonostante i suoi disastri. Debole con i forti, forte con i deboli: lo sanno bene i poveri greci. Da presidente del Fondo monetario, infatti, non ha esitato a massacrarli, con politiche di austerity folli, come ebbe a riconoscere anche lei stessa, ovviamente fuori tempo massimo. Dice di essere vegetariana, epperò quando si tratta dei cittadini comuni ama la macelleria.
Un insuccesso dopo l’altro, però, la sua carriera non si è fermata. E nel 2019 è diventata presidente della Bce. Molti avevano dubbi proprio perché dicevano: non è che mettiamo a capo della Banca centrale una che non capisce nulla di economia? Lei ha fatto di tutto per dar loro ragione. In piena pandemia, nel marzo 2020, ha parlato e ha scatenato il panico sui mercati. In piena crisi bellica e energetica, ha parlato e ha scatenato il panico sui mercati. «Da giovane facevo nuoto sincronizzato e ho imparato a sorridere», racconta. Peccato che non abbia imparato anche a tenere la bocca chiusa (tranne che sulla sua maxi retribuzione). Nell’ottobre scorso è andata (forse per la prima volta in vita sua) in un mercato rionale, a Firenze, e ha scoperto, alla buon’ora, che «i prezzi delle verdure sono alti». Meglio tardi che mai, si capisce. Ma ci viene un dubbio: non è che ora pretenderà un altro aumento (solo per lei, ovviamente) per comprare gli asparagi?
