Colpo di scena negli Stati Uniti. Ma forse neanche troppo. A quanto pare, nella patria della politica urlata, la sobrietà e la moderazione hanno fatto breccia. E, nella classifica che vede i personaggi più fidati secondo gli americani, sono emersi dei dati che all’apparenza quasi divertono, fanno sorridere, ma in realtà sono molto significativi dell’attuale stato d’animo dei cittadini. Il personaggio più apprezzato dagli americani è infatti Papa Leone XIV, il primo pontefice a stelle e strisce della storia. Al secondo posto c’è Stephen Colbert, illustre comico e conduttore televisivo. Piuttosto lontani Donald Trump, il presidente in carica, e Marco Rubio, segretario di Stato.
Attenzione, perché parliamo di un’indagine estremamente seria, e come tale va trattata. Il sondaggio è stato condotto dalla televisione NBC di New York tra la fine di febbraio e i primi di marzo 2026, sottoponendo agli intervistati 14 personalità e istituzioni diverse.
Una società spaccata (e forse spacciata)
I risultati fotografano una società profondamente divisa. I giudizi negativi hanno travolto non solo i politici, sia repubblicani sia democratici, ma anche i partiti stessi e le istituzioni. Qui parliamo evidentemente di qualcosa di molto più profondo all’interno della politica americana, di un qualcosa davvero allarmante. Una sfiducia vera e propria nella politica e nelle istituzioni. Nello specifico, Trump ha ottenuto un saldo negativo di 12 punti, pur riuscendo a raccogliere qualche consenso. Male anche Rubio e il governatore della California Gavin Newsom (democratico), il che dimostra come la polarizzazione non risparmi nessuno schieramento.
Capitolo a parte merita l’Ice (Immigration and Customs Enforcement), l’agenzia per il controllo dell’immigrazione. Bocciata dal 56 per cento degli intervistati, approvata dal 38 per cento. Sull’intelligenza artificiale, poi, la fiducia è ai minimi: la maggioranza ritiene che i rischi superino di gran lunga le opportunità.
Perché Leone XIV batte la politica
Discorso opposto invece per Leone XIV, che raccoglie la quasi totalità dei consensi. Solo l’8 per cento degli intervistati esprime un giudizio negativo sul pontefice. Tutti gli altri lo guardano con favore, con ammirazione. È un risultato che dice poco sulla teologia, in realtà, ma molto sullo stato della politica americana, almeno agli occhi dei cittadini. Quando un Papa e un comico risultano più affidabili del governo, il messaggio è abbastanza chiaro. Gli americani non hanno smesso di cercare qualcuno di cui fidarsi. Hanno solo cambiato indirizzo. La scelta del comico, forse, può essere una provocazione. Quella del Papa, no. È un segnale di ricerca di stabilità, sobrietà, moderazione. Un’immagine di sé che Leone XIV offre quotidianamente.
