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Legalizzare le droghe leggere? Il niet di San Patrignano

Legalizzare le droghe leggere? Il niet di San Patrignano

Antonio Tinelli: “Siamo in frontiera da quarant’anni. È incredibile come la classe politica sta affrontando un tema così delicato” – Vota il sondaggio

E poi c’è anche chi, come il coordinatore di San Patrignano Antonio Tinelli, ha il coraggio di dire quello che nessuno in italia vuole più dire. Che la vituperata Giovanardi-Fini è una legge equilibrata, che non ha mai incontrato un detenuto, che fosse uno, finito dentro per semplice uso personale di hascisc e marijuana, che il dibattito di questi giorni appare agli occhi dei responsabili della comunità riminense, insieme, surreale e irresponsabile. E questo perché – spiega Tinelli – si può anche parlare di tutto in Italia, anche dell’uso dei derivati della cannabis a uso terapeutico o  di «alcuni punti correggibili del testo unico sulla droga» ma «senza scaricare sulla famiglie e sui nostri ragazzi, cioé quelli che soffrono, il peso di questo assurdo dibattito» e «senza far passare il concetto che è normale e accettabile che i nostri giovani si rifugino nella droga».

«Vede, di fronte al riaffacciarsi del tema giurassico della legalizzazione delle cosiddette droghe leggere – leggere in che senso? – la nostra reazione di uomini che stanno sulla frontiera da quarant’anni è quella dell’avvilimento» spiega. «È davvero incredibile la faciloneria con cui l’opinione pubblica e i nostri politici trattano un tema così delicato. Ma si rendono conto questi signori che, così facendo, mandano un messaggio devastante ai nostri figli? Ma come fanno a parlare di legalizzazione di queste sostanze se non hanno prima nemmeno nemmeno specificato chi e come dovrebbe metterle in commercio? Le farmacie? Le tabaccherie? I supermercati? Siamo davvero sconcertati» 

Non che Tinelli non sia disposto a riconoscere che la Giovanardi-Fini debba anche essere corretta, per esempio –  per quei tossicodipendenti che hanno subito una condanna definitiva –  aumentando il numero delle due uscite dal circuito carcerario possibili già oggi con il Testo unico sulla droga. Il punto, per San Patrignano, è un altro: «Così come non ci sono – che ci risulti – persone incarcerate per mero possesso di cannabinoidi  come ci vogliono far credere, non ci sono evidenze che vanno contro quella che è la nostra esperienza: tutti coloro che hanno problemi di droghe hanno quasi sempre iniziato con hascisc e marijuana».

Se poi gli si obietta che uno spinello non ha mai ucciso nessuno la sua risposta è netta: «Queste sostanze annullano la personalità. E guardi: tra i minorenni entrati a San Patrignano per il consumo di hascisc e marijuana era spesso evidente un deterioramento dei rapporti familiari e una grave demotivazione personale. Certo, siamo consapevoli che esistono differenze tra la marijuana e l’eroina per gli effetti chimici che producono. Ma ricordiamo che ci sono stati anche casi, come quello avvenuto pochi giorni fa all’ospedale di Sant’Orsola di Bologna: un minorenne ricoverato – ci hanno riferito i suoi familiari – dopo una sola assunzione di ashish. Sono temi importanti che non possono essere affrontati con tanta superficialità: lasciatecelo dire a noi che alla lotta alla droga abbiamo dedicato la vita». (PP)

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