Sarà dura ma si può fare. Nella vigilia del week end che vedrà la Formula 1 sul Gran Premio di Suzuka, in Giappone, per il terzo appuntamento della stagione Charles Leclerc lancia un segnale di ottimismo. Il pilota monegasco è consapevole che in questo momento le Mercedes sono più avanti delle Ferrari, ma a Maranello stanno lavorando per migliorare la macchina e la stagione è ancora molto lunga. Lontani ma non troppo, questo è stato comunque il primo verdetto emerso dalle gare in Australia e in Cina dove le Rosse sono state le uniche a dimostrare di poter insidiare le “frecce d’argento”.
A Suzuka per vincere
Ma in Giappone si scriverà un’altra storia e anche se Russell e Antonelli partono favorite il team di Maranello punta senza mezzi termini alla prima vittoria della stagione, un successo che nel 2025 non è mai arrivato. “Siamo ancora molto all’inizio della stagione, quindi sì, credo sia possibile battere la Mercedes – ha detto Charles Leclerc nella conferenza stampa Fia che ha aperto il weekend di Suzuka – certo, è una sfida enorme. L’ottimizzazione della power unit è probabilmente la più grande differenza tra noi e Mercedes al momento. Poi c’è anche la potenza pura, per la quale ora siamo sotto rispetto a loro. Invece, a livello di telaio, la Ferrari è una vettura piuttosto forte e questa è probabilmente la nostra forza finora”. Sarà un lavoro lungo e duro, ma a ogni gara possono emergere novità. “Questo campionato sarà tutto basato sugli aggiornamenti che ogni team porterà. Siamo in una posizione accettabile, ma ovviamente non siamo qui solo per fare podi: vogliamo vincere le gare, il che al momento sembra molto difficile perché la Mercedes è a un livello molto alto. Ma le persone in fabbrica stanno lavorando sodo per portare aggiornamenti. So che ci sono diverse cose in arrivo presto. Se questo farà la differenza o meno, non lo so e sono abbastanza sicuro che nemmeno gli altri siano in vacanza, quindi sarà dura. Sono molti anni che lavoriamo con il team per cercare di tornare al vertice. È stato un buon passo avanti quest’anno, ma non siamo ancora dove vorremmo essere. Spero che il nostro momento arrivi presto perché sì, è passato molto tempo da quando ho iniziato e, ovviamente, il tempo è passato. Sto facendo del mio meglio e spero che il nostro momento arrivi quest’anno o il prima possibile”.
Il duello
Ottimista ma non arrogante, Leclerc sa perfettamente quali sono le forze in questo momento. “Non credo che siamo così vicini alla Mercedes come la gente potrebbe pensare, nelle prime gare vediamo molti duelli tra le auto, il che è in realtà piuttosto bello, ma non appena sei un po’ sotto il livello ottimale, con queste vetture perdi molto tempo sul giro. Quindi la nostra unica possibilità di stare con loro è infastidirli nei primi giri, ma non appena hanno aria libera allora mostrano il loro vero passo, come nell’ultima gara, e penso che ci siano ancora quei quattro o cinque decimi che abbiamo visto in queste prime due gare. È ancora un vantaggio significativo. Battere la Mercedes a Suzuka? Non vedo caratteristiche che possano cambiare drasticamente ciò che abbiamo visto nelle prime due gare, quindi al momento direi di no. Però vediamo”.
Nuove regole e sorpassi
Ma con le nuove regole Leclerc ammette di divertirsi: “Onestamente, ero molto scettico all’inizio dell’anno e dopo i test avevo delle aspettative particolari che non erano molto buone riguardo alle gare. Sono rimasto positivamente sorpreso. Almeno per noi davanti, è stato molto più bello di quanto pensassi. Sicuramente ci sono alcuni sorpassi artificiali. Tuttavia, ci sono anche molti sorpassi che sono effettivamente al limite e dove ti ritrovi in uno stato simile della batteria nello stesso momento per circostanze diverse, il che lo rende davvero divertente”.
I margini di crescita
Una Ferrari più veloce serve soprattutto nelle prove: “Penso che per le qualifiche ci siano ancora dei cambiamenti da fare per assicurarci di poter spingere al massimo, qualunque sia il limite dell’auto al momento si è trattato più di gestire tutto correttamente in qualifica piuttosto che poter dare la vera spinta al massimo a cui eravamo abituati in Q3 negli anni passati. Quello che amo di questo sport è quando arrivi in Q3, hai la massima pressione addosso per dare il meglio in quel momento e provi a fare un giro che non hai mai fatto prima. Al momento questo non è possibile perché ogni volta che provi qualcosa che non hai mai fatto prima, l’auto cerca solo di adattarsi e ti fa perdere più di quanto guadagni. C’è bisogno di alcuni affinamenti: in Cina, con quel piccolo rilascio dell’acceleratore, credo all’uscita della curva 9, è cambiata tutta l’erogazione dell’energia e ho perso mezzo secondo su un rettilineo”.

