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Zelensky in visita a Roma incontra Meloni e Mattarella, la premier: “Sempre al fianco di Kiev”

Zelensky in visita a Roma incontra Meloni e Mattarella, la premier: “Sempre al fianco di Kiev”

Prosegue il tour europeo di Zelensky, che oggi ha incontrato la premier italiana e il Presidente della Repubblica.

L’Italia “si è schierata senza se e senza ma, in questi anni, con la nazione aggredita”. Queste le parole della premier Giorgia Meloni, pronunciate ieri alla vigilia della visita odierna del Presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Il tour italiano del leader ucraino è cominciato oggi alle 15:30, con l’arrivo a Palazzo Chigi, dove ad attenderlo c’era la premier per le foto di rito; poi il bilaterale tra i due, cui ha fatto seguito un incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

L’incontro con Meloni

“Abbiamo fatto tutto quello che potevamo per dare una mano a un popolo che si sta difendendo e che difende anche noi. Ed è quello che continueremo a fare mentre lavoriamo per cercare di costruire un percorso di pace”, così si era espressa ieri la premier, confermando la posizione dell’Italia nei confronti della guerra russo-ucraina.

Oggi, invece, nella conferenza stampa seguita al termine del vertice con Zelensky, Giorgia Meloni ha ribadito di aver “fatto il punto sui negoziati”. Ribadendo che “l’Italia sarà sempre al fianco di Kiev”.

La posizione “dell’Italia e dell’Europa è rimasta sempre la stessa, al fianco di Kiev: è un dovere morale e una necessità strategica”, perché, secondo quanto riferito la premier, “in gioco è anche la sicurezza dell’Europa”.

La premier si è anche detta interessata a “rafforzare la cooperazione in materia difesa l’Italia è molto interessata a sviluppare una produzione congiunta soprattutto nel settore dei droni, su cui l’Ucraina in questi anni è diventata nazione guida”.

Infine, la Presidente del Consiglio ha confermato l’impegno italiano nel “promuovere in sede G7 e di Unione europea la pressione economica nei confronti della Federazione russa, che continua a non mostrare segnali concreti nel percorso negoziale”.

Il Presidente Zelensky ha invece voluto dire “grazie all’Italia” per “il vostro sostegno costante all’Ucraina e agli ucraini”. “Voglio ringraziarvi in particolare per il vostro rispetto verso il nostro Stato, verso la nostra indipendenza, la nostra integrità territoriale”.  

Il leader ucraino ha quindi voluto ringraziare personalmente la premier italiana: “Ti ringrazio, Giorgia, per le nostre relazioni, perché abbiamo costruito insieme queste relazioni tra di noi e tra i nostri popoli, insieme all’Italia, insieme ai nostri Paesi, e noi lavoriamo per garantire la sicurezza in tutti i sensi di questa parola”.

L’incontro con Mattarella

Dopo il vertice con Meloni, il Presidente Zelensky si è recato al Quirinale per conferire con il Presidente della Repubblica, in quello che è il quarto incontro tra il leader ucraino e Sergio Mattarella.

L’Ucraina in secondo piano

Dallo scoppio della guerra mediorientale la guerra in Ucraina è ormai chiaramente passata in secondo piano.

È lo stesso Zelensky ad ammetterlo, in un’intervista rilasciata martedì sera al canale tedesco Zdf: «Gli americani sono costantemente in contatto con l’Iran e non hanno tempo per l’Ucraina».

D’altra parte, la posizione degli Stati Uniti è ormai chiara da tempo in merito alla fine del conflitto tra Mosca e Kiev: l’Ucraina deve lasciare il Donbass alla Russia.

Lo ha riconfermato anche ieri un funzionario ucraino. Washington, ha spiegato, sta chiedendo all’Ucraina di «ritirarsi» dalle regioni del Donbass, ma Kiev continua a fare muro.

Mentre lo stallo diplomatico prosegue, Zelensky ammette che è probabile che «se la guerra [mediorientale, ndr] dura più a lungo, ci saranno meno armi per l’Ucraina».

Tale carenza di munizioni si fa già sentire per i missili intercettori dei sistemi Patriot, come riferito dal Presidente ucraino: «Attualmente la carenza di sistemi Patriot è talmente grave che la situazione non potrebbe essere peggiore».

Il conflitto mediorientale estende i suoi riverberi a tutto il mondo, l’Ucraina non fa eccezione.

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