L’amministrazione Trump conferma il suo impegno contro l’estremismo di sinistra. Giovedì, si è tenuto, a Washington, un summit dedicato al tema, a cui hanno partecipato i rappresentanti di oltre 60 Paesi.
«I militanti di Antifa e i loro compagni si spostano da tutta Europa e dalle Americhe per partecipare agli attacchi reciproci. Per diffondere propaganda, materiale di addestramento e informazioni sugli obiettivi attraverso canali crittografati condivisi», ha dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio. «Si muovono attraverso reti clandestine di rifugi e finanziamenti che sostengono le loro operazioni tramite fondi transnazionali», ha aggiunto. «Siete qui perché i vostri leader politici vengono attaccati, accoltellati e uccisi a colpi d’arma da fuoco nelle vostre strade. Perché le vostre attività commerciali sono state bombardate. Perché le vostre ferrovie sono state sabotate. Perché i vostri agenti di polizia sono stati picchiati e colpiti. Siete qui perché tutto questo è reale, sta peggiorando, non può più essere negato né ignorato. È ora di sradicare questo male per sempre», ha proseguito, rivolgendosi agli astanti.
«Il terrorismo politico, di stampo transnazionale e di ispirazione estrema sinistra, non è più una preoccupazione di una singola nazione. Richiede una risposta che attinga ai punti di forza, sia individuali che congiunti, di ogni governo qui rappresentato oggi», ha dichiarato, dal canto suo, il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent. «La nostra campagna inizia dove inizia ogni altra campagna terroristica: nel suo sistema finanziario. E, su indicazione del presidente Trump, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti sta impiegando tutta la sua autorità per difendere l’integrità dei sistemi finanziari statunitensi e globali», ha continuato, per poi precisare: «Il fronte unito tra il marxismo internazionale e il movimento islamico radicale non deve necessariamente condividere la stessa visione ultima per avere lo stesso nemico immediato delle società libere e autogovernate». «Alcune di queste attività sono palesi: attentati dinamitardi, assassinii e violenze organizzate nelle nostre strade. Altre sono campagne più silenziose volte a sopprimere la libertà di parola, intimidire l’opposizione politica e sabotare le nostre istituzioni nazionali», ha proseguito.
Bessent ha anche annunciato che «su indicazione del presidente Trump, il Dipartimento del Tesoro sta intensificando le proprie attività per identificare le organizzazioni che abusano delle strutture di beneficenza e senza scopo di lucro, utilizzandole come veicoli per finanziamenti illeciti». «Individueremo i finanziamenti illeciti, per quanto abilmente celati. Smantelleremo le reti che sostengono il terrorismo politico, per quanto rispettabili siano le loro facciate. Perseguiremo coloro che favoriscono la violenza politica, per quanto distanti siano le loro giurisdizioni. E intensificheremo la nostra collaborazione con ogni nazione rappresentata in questa sala, per tutto il tempo necessario a questo lavoro», ha anche detto. «Antifa opera in decine di Paesi in tutto il mondo. Condividono reti comuni di finanziamento, organizzazione e scambio di informazioni. Pertanto, tutte le nostre agenzie di intelligence e le forze dell’ordine dovrebbero collaborare, coordinarsi e lavorare insieme per sradicare queste organizzazioni», ha anche affermato il vice capo dello staff della Casa Bianca, Stephen Miller.
Insomma, la strategia che l’amministrazione Trump ha intenzione di implementare è chiara. Innanzitutto, punta a scandagliare il mondo delle Ong, mettendo nel mirino quelle che si macchiano di finanziamenti illeciti e che foraggiano gruppi di estrema sinistra. In secondo luogo, auspica un coordinamento tra le agenzie di intelligence e le forze dell’ordine, a livello internazionale, per contrastare il fenomeno del terrorismo rosso. Ricordiamo che, a settembre, pochi giorni dopo l’assassinio di Charlie Kirk da parte di un estremista di sinistra, Donald Trump aveva designato gli Antifa come organizzazione terroristica interna. Due mesi dopo, Rubio aveva a sua volta designato quattro gruppi europei radicali come organizzazioni terroristiche internazionali. Il summit di ieri a Washington mira quindi a intensificare questo sforzo, creando una partnership globale che argini l’estremismo rosso e le sue condotte violente.
