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Tucker Carlson prepara il suo partito? La fronda Maga contro Trump guarda già al 2028

Tucker Carlson prepara il suo partito? La fronda Maga contro Trump guarda già al 2028
DULUTH, GEORGIA – OCTOBER 23: Republican presidential nominee, former U.S. President Donald Trump watches as Political Commentator Tucker Carlson delivers remarks during a Turning Point Action campaign rally at the Gas South Arena on October 23, 2024 in Duluth, Georgia. Trump is campaigning across Georgia today as he and Democratic presidential nominee, U.S. Vice President Kamala Harris attempt to win over swing state voters. (Photo by Anna Moneymaker/Getty Images)

Il giornalista riunisce nel Maine alcuni dei trumpisti più critici verso il presidente e pubblica un manifesto in dieci punti. Dietro le mosse di Carlson potrebbe esserci la nascita di un terzo partito, ma anche una strategia per pesare sulla successione repubblicana e favorire JD Vance

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Tucker Carlson punta a fondare un proprio partito? A inizio agosto, il noto giornalista ha riunito, nella sua tenuta in Maine, vari esponenti del mondo Maga che sono entrati in conflitto con Donald Trump: da Marjorie Taylor Greene a Thomas Massie, passando per Joe Kent. “Abbiamo detto basta guerre all’estero e lo pensavamo davvero, e abbiamo sostenuto Donald Trump perché aveva fatto quella promessa. Ma ci ha traditi tutti. Il movimento è iniziato”, ha commentato la stessa Greene. Non solo. Carlson ha anche pubblicato una sorta di manifesto che contiene una sua visione in dieci punti per l’America.

Era fine giugno quando il giornalista annunciò il suo addio al Partito repubblicano. Nei mesi precedenti era del resto arrivato ai ferri corti con Trump soprattutto a causa della guerra in Iran. Pochi giorni dopo, Carlson lasciò esplicitamente intendere che avrebbe potuto contribuire alla fondazione di un partito alternativo tanto ai repubblicani quanto ai democratici. Adesso, con la recente riunione nel Maine e la pubblicazione del manifesto, torna a prendere quota l’ipotesi che il giornalista possa decidere di compiere un simile passo. Che cosa dobbiamo aspettarci?

È abbastanza evidente che, qualora scegliesse di creare un terzo partito, Carlson si rivolgerebbe principalmente ai trumpisti delusi. Per quanto il presidente americano mantenga ancora una forte presa sulla base Maga, alcuni dei suoi elementi più isolazionisti e antisistema potrebbero seguire Carlson. Non solo. Le dure critiche del giornalista a Israele potrebbero aiutarlo a pescare qualche voto anche tra gli elettori di estrema sinistra. Resterebbe, in caso, da capire quale sarebbe il suo obiettivo ultimo.

Notoriamente gli esponenti di terzi partiti non hanno chances concrete di arrivare alla Casa Bianca. Carlson potrebbe allora muoversi per due ragioni. La prima sarebbe quella di fungere da elemento di disturbo per azzoppare i repubblicani nel 2028. Potrebbe, in altre parole, cercare di ritagliarsi il ruolo che fu di Ross Perot: il miliardario che, candidatosi da indipendente alle elezioni presidenziali del 1992, impedì de facto a George H. W. Bush di essere riconfermato alla Casa Bianca.

La seconda ragione alla base delle manovre di Carlson potrebbe invece essere più sottile e machiavellica. Non è un mistero che il giornalista intrattiene storici legami con JD Vance (fu del resto tra coloro che convinse Trump a sceglierlo come running mate nel 2024). Ora, è arcinoto come il vicepresidente sia sempre stato scettico sulla guerra in Iran. Inoltre, le sue dure critiche al governo israeliano puntano a dare voce all’ala dei Maga meno propensa al conflitto in corso. Lo stesso Carlson, nelle scorse settimane, ha continuato a spendere parole tutto sommato positive per l’attuale numero due della Casa Bianca. Ebbene, non è escludibile che il giornalista voglia attrarre il voto dei trumpisti delusi per farlo poi convogliare, a tempo debito, su Vance e ostacolare così la corsa di Marco Rubio verso la nomination presidenziale repubblicana. Fantapolitica? Forse sì. O forse no.

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