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Vertice Trump-Xi: ecco quali sono i principali dossier sul tavolo

Vertice Trump-Xi: ecco quali sono i principali dossier sul tavolo
Xi Jinping e Donald Trump (Ansa)

Trump riceverà oggi Xi alla Casa Bianca. Da Taiwan al commercio, passando per l’Intelligenza artificiale: sono molti i temi da discutere

Si registra grande attesa per l’incontro previsto oggi, alla Casa Bianca, tra Donald Trump e Xi Jinping. I due leader non si incontrano dallo scorso maggio, quando il presidente cinese ricevette l’omologo statunitense a Pechino. Ecco quali saranno i principali dossier sul tavolo.

La questione Taiwan

Secondo Reuters, Xi, in cambio di un aiuto sulla crisi iraniana, cercherà di convincere Trump a bloccare le vendite di armamenti a Taiwan. In particolare, il presidente cinese tenterà di far aderire l’inquilino della Casa Bianca alla versione che Pechino storicamente dà del comunicato congiunto sino-americano del 1982. In quel documento, Washington si impegnava a ridurre gradualmente la vendita di armi a Taipei. Tuttavia, l’allora presidente statunitense, Ronald Reagan, stabilì che tale riduzione fosse subordinata a una risoluzione pacifica della questione taiwanese.

Ora, non è un mistero che, negli ultimi anni, la Repubblica popolare abbia aumentato la propria pressione militare sull’isola. Trump, a dicembre, aveva annunciato la vendita di un pacchetto di armi a Taipei dal valore di circa undici miliardi di dollari. Il che aveva notevolmente irritato Pechino. Pochi giorni fa, un funzionario americano ha fatto sapere che il presidente statunitense deciderà prossimamente sul destino di un’ulteriore vendita di armamenti all’isola.

La sfida dell’intelligenza artificiale

L’IA rappresenta notoriamente uno degli ambiti in cui si registra maggiore competizione tra Washington e Pechino. Per questa ragione, tale dossier sarà al centro del vertice odierno. Sia Trump che Xi hanno respinto la narrazione apocalittica che, in materia di Intelligenza artificiale, è stata recentemente alimentata da Anthropic.

Inoltre, il segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, ha reso noto di aver proposto alla Repubblica popolare l’istituzione di un «sistema di notifica» che punti ad arginare eventuali rischi posti dall’IA sul fronte della sicurezza nazionale. L’idea, mutatis mutandis, è quella di creare uno strumento analogo a quello della «linea rossa» ai tempi della Guerra Fredda.

I nodi legati al commercio

In vista del vertice odierno, Stati Uniti e Cina hanno concordato di avviare delle discussioni per ridurre i dazi su prodotti considerati non strategici (come quelli a bassa tecnologia). Ci si attende inoltre che, oggi, Trump chieda a Xi sia di aumentare gli acquisti di generi agricoli statunitensi sia di prorogare di sei mesi la tregua commerciale che i due presidenti avevano stipulato quasi un anno fa in Corea del Sud. La Casa Bianca farà probabilmente anche pressioni affinché la Cina riduca le restrizioni all’export di minerali critici.

La Repubblica popolare, dal canto suo, è irritata per i paletti imposti da Washington all’import di prodotti tecnologici cinesi. Non solo. Trump tenterà oggi di convincere Xi ad aderire alle nuove sanzioni che gli americani hanno imposto a Teheran: sanzioni a cui, almeno finora, Pechino ha guardato con estrema irritazione. Non dimentichiamo infatti che la Cina risulta il principale acquirente di greggio iraniano. E che, come anche gli stessi Stati Uniti, sta subendo notevoli problemi a causa dell’alto costo dell’energia, provocato dalla crisi mediorientale. 

I dossier geopolitici di Trump e Xi

Xi oggi punterà a far leva sulle difficoltà in cui versa l’amministrazione Trump. In particolare, il presidente americano sta facendo fatica a gestire la crisi iraniana. Inoltre, Washington guarda con preoccupazione al fatto che, il mese scorso, Pechino abbia aumentato le proprie esportazioni commerciali. Dall’altra parte, però, Xi ha le sue vulnerabilità. La Repubblica popolare continua a non riuscire a stimolare la domanda interna. Si trova poi ancora a gestire una pericolosa crisi immobiliare, mentre i dati sulla disoccupazione giovanile destano alcune preoccupazioni.

Infine, Pechino ha visto scemare la propria influenza sull’Emisfero occidentale, dopo che l’amministrazione Trump ha non solo spinto Panama a uscire dalla Belt and Road Initiative ma anche ordinato la cattura di Nicolas Maduro a gennaio. Xi guarda infine con apprensione all’accordo appena firmato da Washington, Copenaghen e Nuuk sulla Groenlandia. Si tratta infatti di un’intesa volta chiaramente ad arginare l’influenza cinese sull’Artico.

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