Non piace a nessuno, anche se nella realtà non ha aggiunto impegni alle nazionali ma semplicemente trasformato inutili amichevoli in un torneo. E’ la competizione più odiata dai tifosi, ma anche quella su cui la Uefa sta investendo tantissimo in termini di montepremi, sviluppo del format, novità normative e ampliamento delle ricadute sportive su ranking e processi di qualificazione a Europeo e Mondiale. Ecco perché la Nations League è ormai parte integrante del calendario delle nazionali, impossibile da snobbare se non a rischio di farsi molto male.
Vale anche e soprattutto per l’Italia, uscita con le ossa rotte dalle ultime qualificazioni mondiali e ormai abituata a convivere con gli incubi quando si parla di gironi che portano ai grandi tornei. Ebbene, già da questa edizione e a maggior ragione dal 2028 bisogna mettersi in testa che la Nations League conta tanto, prenderla sottogamba sarebbe un suicidio e bisogna cercare di vincere il più possibile. Da subito, anche se gli azzurri sono al debutto di un nuovo ciclo tecnico e sono inseriti in un girone che vede la Francia super favorita e la coppia formata da Belgio e Turchia da affrontare con grande attenzione.
Nations League 2026/2027, ecco come funziona
La Nations League è arrivata alla quinta edizione e nel suo albo d’oro ci sono i nomi di Portogallo (2019 e 2025), Francia (2021) e Spagna (2023). E’ un torneo relativamente giovane, certamente di alto livello competitivo e già più volte riformato per adattarlo agli obiettivi di Nyon che ne vuole fare un appuntamento cui tifosi, federazioni e nazionali guardano con la voglia di appassionarsi.
Attualmente è diviso in quattro leghe (o serie) che dividono le 54 nazioni partecipanti usando come criteri i risultati delle edizioni precedenti. La Serie A è una specie di Europeo spalmato su dieci mesi di partite. E’ composta da quattro gironi e qualifica le prime due classificate di ciascun raggruppamento ai quarti di finale (sorteggio con prime contro seconde), porta d’accesso alla Final Four in programma nel giugno 2027. Dove? In una delle quattro nazioni che si saranno qualificate.
Le due migliori terze dei gironi, quelle con il ranking più alto, saranno salve e resteranno nella Serie A anche nel 2028. Le peggiori terze e le due migliori quarte (sempre per ranking) dovranno passare da playout in calendario a marzo 2027 per evitare di scivolare nella Serie B insieme alle due peggiori quarte. Retrocedere sarebbe un disastro, non solo a livello di immagine.
Quali vantaggi dà la Nations League nelle qualificazioni a Euro 2028
Vincere il più possibile, oltre a spalancare la strada per i quarti di finale o ad evitare la retrocessione, serve anche per migliorare il ranking Fifa che è la base di partenza per tutte le competizioni internazionali. La Uefa, però, sta valorizzando il più possibile la Nations League e in palio c’è anche la griglia di partenza dei sorteggi dei gironi eliminatori per l’Europeo 2028 che si disputerà nel Regno Unito e in Irlanda.
Come? Le teste di serie dei 12 gironi che garantiranno il pass europeo saranno le prime, seconde e terze dei gruppi della Serie A della Nations League. Arrivare quarti significa entrare nell’urna di Belfast (6 dicembre) nella seconda fascia con evidenti rischi di incrociare una big e mettere a rischio la qualificazione diretta che sarà garantita solo a chi vince il proprio girone e alle 8 migliori seconde (su 12). Le altre andranno agli spareggi dove entreranno di diritto anche alcune ripescate dalla Nations League che non abbiano ottenuto il diritto nel corso delle qualificazioni dirette.
Può sembrare uno scenario impossibile, ma non è così. Chi non ci crede si ricordi della traiettoria della Svezia che è andata al Mondiale in Stati Uniti, Canada e Messico pur avendo fatto 2 soli punti nel proprio girone (l’Italia 18 per finire dietro la Norvegia): gli svedesi sono stati ammessi ai playoff perché avevano vinto il proprio gruppo nella Serie C della precedente Nations League e poi hanno superato lo spareggio prendendosi il pass mondiale.
Come cambierà il format della Nations League dal 2028
Dopo la Final Four del 2027, la Nations League cambierà ancora formato prendendo ulteriore forza e potere nel processo di selezione delle nazionali per i grandi tornei internazionali. Si passerà dai quattro gironi con quattro squadre attuali a tre gruppi da sei con un calendario costruito come l’attuale prima fase della Champions League: 6 partite per ciascuna nazionale di cui andata e ritorno contro quella appartenente alla stessa fascia di sorteggio e altre 4 singole contro quelle che non sono dello stesso livello. Ai quarti di finale qualificate le tre vincenti, le seconde e le due migliori terze. I livelli saranno uno in meno perché sparirà la Serie D.
Nei piani della Uefa, il nuovo format sarà anche la base per il processo di selezioni delle europee da mandare al Mondiale 2030. Come? Le 36 nazionali che saranno rimaste in Serie A e Serie B verranno divise in tre gruppi da 12 con calendario modello Champions League: 6 partite contro 6 squadre (casa o fuori via sorteggio). Da definire i criteri di passaggio al Mondiale. Potrebbe esserci la qualificazione diretta per le prime 4 (12 in tutto) e playoff con dentro quinte, seste, settime, ottave e le migliori della seconda fascia oppure un altro format. Dipenderà anche dal numero di affiliate Uefa previste nel torneo del Centenario. Di sicuro, la Nations League conterà sempre di più.
