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Trump inaugura il Board of Peace: “Non è mai esistito niente di più potente e prestigioso”

Trump inaugura il Board of Peace: “Non è mai esistito niente di più potente e prestigioso”

Al Donald J. Trump Institute of Peace va in scena la prima riunione formale del Board of Peace, l’organizzazione internazionale voluta dal Presidente americano per guidare il post-guerra a Gaza

In quel di Washington DC si è appena conclusa la prima riunione formale del Board of Peace, l’organo internazionale voluto e creato dal Presidente americano Donald Trump.

Dalla sala del Donald J. Trump Institute of Peace (così rinominato alla fine di dicembre), il tycoon ha salutato l’inizio di «un grande giorno», annunciando al contempo l’impegno degli Stati Uniti a allocare 10 miliardi nella ricostruzione di Gaza.

Gli obiettivi del Board of Peace

L’obiettivo «è una parola semplice da dire ma difficile da produrre: la pace». «Non penso sia mai esistito un Board più potente e prestigioso di questo», ha continuato Trump, asserendo che ora è giunto il momento di «lavorare insieme per assicurare il futuro del popolo di Gaza, del Medio Oriente e del mondo».

«Sono perlopiù leader e persone altamente rispettabili, provenienti soprattutto da paesi mediorientali», che sono stati «anche molto generosi con i fondi, così come gli Stati Uniti. Non c’è niente di più importante della pace».

Non sono mancati però i commenti sull’Iran, dove Trump ha ribadito che «o troviamo un accordo o succederanno brutte cose», dando una tempistica di 10 giorni per il raggiungimento di un accordo.

Cinque Paesi contribuiranno alla missione di peacekeeping della International Stabilization Force, come ha annunciato Trump. Trattasi dell’Indonesia, del Kosovo, Albania, Kazakistan e Marocco, mentre l’Egitto e la Giordania addestreranno 5000 poliziotti palestinesi.

E stato quindi il turno del segretario Marco Rubio, che ha voluto precisare come la guerra di Gaza «non poteva essere risolta attraverso le istituzioni internazionali classiche», da qui la necessità di creare un organo apposito con il supporto della maggior parte dei Paesi della regione.

I delegati presenti

Alla riunione di oggi hanno partecipato più di 35 capi di Stato o rappresentanti. tra cui Javier Milei (Argentina), Prabowo Subianto (Indonesia), To Lam (Vietnam), Hun Manet (Cambogia) e Viktor Orbàn (Ungheria). Presente anche il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar per Israele (ministro degli Esteri), oltre a delegati da Arabia Saudita, Egitto, Emirati, Qatar, Giordania, Bahrein e altri.

Tra gli europei, hanno aderito al Board l’Ungheria, Bulgaria, Bielorussia e Albania. L’Italia, così come Romania, Svizzera e Grecia, è presente come osservatore, con la delegazione italiana che è stata guidata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Presenti alla riunione anche il capo del Comitato tecnocratico palestinese Ali Sha’at, l’Alto rappresentante per Gaza Nickolay Mladenov e gli inviati speciali americani Steve Witkoff e Jared Kushner (genero di Trump).

Molti hanno invece rifiutato l’invito, tra cui Francia, Regno Unito, Spagna, Germania e Svezia, esprimendo timori che il Board possa indebolire il ruolo dell’ONU. Preoccupazione solo in parte rassicurata dalle parole di Trump, che vede il Board “lavorare al fianco delle Nazioni Unite” ma “potenzialmente diventare più grande di esso”.

Come funziona il Board

Nella pratica, il Board of Peace è strutturato come un’organizzazione internazionale con Donald Trump come chairman senza limiti di mandato, una carica a vita dunque.

Secondo lo statuto, ogni paese membro serve per un periodo triennale ma può ottenere un ruolo permanente versando contributi aggiuntivi sostanziosi, e l’adesione e la permanenza dipendono dal chairman.

Il Board convocherà riunioni almeno una volta all’anno o quando il presidente lo ritiene opportuno, e coordinerà finanziamenti, supervisione della ricostruzione e forze internazionali, ma al di là di queste attività basate sugli impegni volontari degli Stati membri e delle istituzioni coinvolte, non avrà, almeno per il momento, poteri coercitivi.

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