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SpaceX diventa gestore di telefonia mobile, ecco come Musk vuole cambiare il settore delle telecomunicazioni

SpaceX diventa gestore di telefonia mobile, ecco come Musk vuole cambiare il settore delle telecomunicazioni
A SpaceX logo is displayed on the Hyperloop during the Hyperloop Pod Competition at the Hyperloop Test Track in Hawthorne, California, USA, 21 July 2019. The Hyperloop Competition, sponsored by SpaceX, is held to develop and test aspects of the Hyperloop transportation concept and is comprised of 21 student teams from more than 50 countries. ANSA

Licenze da 8 miliardi, 15mila satelliti autorizzati e una rete ibrida per coprire anche dove non arriva nessun segnale: SpaceX sfida i big della telefonia Usa. Ma la partita è appena cominciata

SpaceX diventerà presto un gestore telefonico e, come tutto ciò che riguarda Elon Musk, lo farà a modo suo.

L’azienda del magnate di origine sudafricana ha infatti annunciato l’acquisizione di un portafoglio di licenze da 8 miliardi di dollari per frequenze a bassa banda da Grain Management, colosso degli investimenti specializzata nelle infrastrutture di comunicazione.

È l’inizio di un processo che porterà SpaceX ha competere con i giganti della telefonia mobile americana: AT&T, Verizon e T-Mobile, ma potrebbe anche essere il prodromo di una rivoluzione del settore della telefonia mobile.

L’annuncio di SpaceX

L’accordo annunciato prevede l’acquisto dell’intero portafoglio di licenze di spettro a banda bassa da 800 MHz da Grain Management, una società di private equity specializzata in infrastrutture di comunicazione.

Non a caso, tale spettro copre quasi l’intera popolazione degli Stati Uniti e ha una caratteristica tecnica fondamentale: le frequenze a banda bassa penetrano facilmente le pareti degli edifici, gli alberi e gli ostacoli fisici, risolvendo quella che finora era la principale limitazione tecnica del segnale satellitare, che fatica a raggiungere gli ambienti interni.

Lo stesso Musk non ha nascosto l’importanza strategica dell’acquisizione. In una dichiarazione riportata dai media, il CEO di SpaceX ha spiegato che l’accordo “permetterà a SpaceX di fornire connettività ad alta larghezza di banda direttamente dai satelliti ai telefoni”,

Questo vuol dire che il cliente sarà “in grado di guardare video ovunque sul tuo telefono”. L’acquisto è stato definito come “l’ultimo tassello critico del puzzle” per offrire una copertura telefonica completa negli Stati Uniti, eliminando le zone morte e portando il segnale anche dove le reti tradizionali non arrivano.

La strategia di Musk

La strategia di SpaceX non è però quella di replicare il modello dei tradizionali operatori mobili, bensì di costruire un’unica rete ibrida che combini satelliti e infrastruttura terrestre.

Si potrà così offrire connettività sia all’aperto, tramite satellite, sia negli ambienti chiusi, grazie allo spettro a banda bassa appena acquisito, coprendo anche le aree dove oggi non arriva alcun segnale cellulare.

A rendere possibile tutto questo concorre anche la recente approvazione della FCC (Federal Communications Commission), che il 6 ottobre ha dato il via libera al lancio e all’operatività di 15.000 satelliti di nuova generazione per Starlink Mobile, con una capacità di banda oltre 100 volte superiore rispetto alla costellazione attuale.

La FCC ha inoltre eliminato l’obbligo di stipulare accordi di affitto dello spettro con operatori terrestri, aprendo di fatto la strada a una competizione diretta con AT&T, T-Mobile e Verizon.

Ma la strada è ancora lunga per SpaceX

La reazione dei mercati è stata immediata e brutale. Nelle contrattazioni after-hours del 9 ottobre, i titoli dei tre principali operatori statunitensi hanno registrato un vero e proprio tracollo: T-Mobile ha perso fino al 7,6%, Verizon è scesa del 7% e AT&T ha ceduto il 7,75%.

Gli investitori temono che l’ingresso di SpaceX possa scatenare una guerra dei prezzi in un mercato già saturo, erodendo i margini degli operatori storici. Tuttavia, nonostante l’entusiasmo e la portata dell’annuncio, gli ostacoli sul cammino di SpaceX restano considerevoli.

Innanzitutto, l’acquisizione dello spettro deve ancora ottenere l’approvazione definitiva della FCC, e le frequenze acquisite non potranno essere utilizzate commercialmente prima della chiusura della fase avanzata dell’accordo con EchoStar, prevista per il 30 novembre 2027.

In secondo luogo, SpaceX non possiede ancora satelliti in orbita adatti a questo scopo: i lanci della nuova generazione inizieranno solo alla fine del 2027, e metà della costellazione dovrà essere operativa entro l’ottobre 2032, con il completamento entro il 2035.

La quantità di spettro a disposizione di SpaceX, inoltre, è nettamente inferiore a quella dei concorrenti: circa 79 MHz contro i circa 300 MHz detenuti da ciascuno dei tre grandi gestori.

A questo si aggiunge che nessuno dei tre operatori si è detto disponibile a stipulare un accordo MVNO con Starlink Mobile, il che renderebbe molto più difficile per SpaceX offrire un servizio competitivo senza una rete terrestre capillare.

SpaceX ha quindi dalla sua la visione, la tecnologia satellitare e la capacità di investimento. Ma trasformare Starlink Mobile in un vero operatore telefonico leader negli Stati Uniti richiederà ancora tempo.

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