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Tensioni con la Russia: l’idea polacca (molto pericolosa) di minacciare Kaliningrad

Tensioni con la Russia: l’idea polacca (molto pericolosa) di minacciare Kaliningrad
15° Zawiszak Poland Army

La Polonia propone alla Nato di svolgere grandi manovre militari attorno all’exclave russa illudendosi di costringere la Russia a spostare truppe dal fronte ucraino

Mettere sempre più pressione alla Russia sembra essere diventata la strategia più in voga di questi tempi. Oltre ad accusare le forze di Mosca di ogni episodio passato per «guerra ibrida», che più di una volta si sono invece rivelati incidenti provocati da droni ucraini o provocazioni, ora gli alleati della Nato potrebbero fare un salto di qualità organizzando esercitazioni militari in prossimità dell’exclave russa di Kaliningrad nel tentativo, forse illusorio, certamente poco saggio, di spingere Mosca ad allentare la propria postura militare in Ucraina e a ritirare parte delle truppe prossime al fronte per rafforzare i confini del territorio circondato da Polonia e Lituania.

L’aggressività della Polonia verso la Russia

Tale progetto è stato svelato da Radosław Sikorski, vice primo ministro e ministro degli Esteri polacco che, intervenendo a Kiev a una tavola rotonda tenutasi l’undici settembre nell’ambito della conferenza «Yalta European Strategy» a Kiev, ha affermato che l’invasione russa dell’Ucraina ha portato il Cremlino ad abbassare le difese a Kaliningrad, mostrando di non avere sufficienti risorse per presidiarla come aveva fatto in passato. L’Alleanza Atlantica non deve certo intraprendere alcuna azione offensiva contro la zona russa, ma secondo Sikorski l’intensificazione delle esercitazioni costringerebbe la Russia a sottrarre forze al fronte ucraino.

Con tono un po’ troppo avventato, il ministro ha rilasciato frasi che gettano benzina sul fuoco: «Non dovremmo concepire il confronto con la Russia come qualcosa di limitato alla sola Ucraina», ha detto. «Appena tre giorni fa mi trovavo in una base militare polacca in Lettonia, dove abbiamo una compagnia di carri armati, e abbiamo osservato che dall’altra parte non ci sono truppe. Monitoriamo con attenzione la zona e sappiamo che nell’exclave di Kaliningrad c’è una presenza di truppe davvero esigua. Suggerisco di condurre esercitazioni così aggressive da parte nostra da rendere incerto Vladimir Putin sulle nostre intenzioni, costringendolo così a distogliere forze dall’Ucraina».

Le conseguenze delle parole del ministro polacco

A parte le parole inopportune, è evidente che un tale annuncio porterà il Cremlino a due possibili esiti: una ripercussione russa oppure, come è probabile, un grande bluff con relativa pessima figura per il governo polacco. L’exclave di Kaliningrad, lo ricordiamo, è un territorio ampio poco più di 15.000 km quadrati, appartenente alla Federazione Russa, affacciato sul Mar Baltico ma completamente separato geograficamente dal resto del paese, nel quale vivono un milione di persone.

Fino al 1945, apparteneva alla Germania ed era la capitale della Prussia Orientale, quindi la città passò all’Unione Sovietica e fu ribattezzata Kaliningrad nel 1946, con la popolazione tedesca che fu sostituita da cittadini sovietici.

Nel 1991, con la dissoluzione dell’Unione Sovietica e l’indipendenza della Lituania, la regione è rimasta isolata dal resto della Russia, ma ospita ancora il Quartier generale della flotta russa del Mar Baltico.

Secondo il rapporto 2023 del Centro per le Analisi Militari statunitense, prima della guerra in Ucraina le capacità militari di Kaliningrad erano state potenziate attraverso lo schieramento di diverse unità, tra le quali l’Undicesimo Corpo d’Armata con 18.000 effettivi.

Lo scorso settembre, mentre Russia e Bielorussia preparavano l’esercitazione militare congiunta Zapad 2025, il Ministero della Difesa lituano stimava che a Kaliningrad sarebbero state dislocate solo alcune migliaia di uomini per il solo periodo delle manovre militari.

Le dichiarazioni di Sikorski giungono mentre la Polonia si appresta a ospitare le prime esercitazioni militari della cosiddetta «Coalizione dei volenterosi», una campagna che vedrà arrivare sul posto forze britanniche e francesi. Parallelamente, nell’ambito dell’iniziativa nazionale Scudo Orientale (East Shield), dal valore di circa 2,6 miliardi di euro, l’esercito polacco sta portando avanti progetti per potenziare le infrastrutture difensive lungo gli oltre 800 km di confine del Paese con Kaliningrad e la Bielorussia.

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