Il delitto di Garlasco non si è mai potuto esaurire con l’omicidio di Chiara Poggi (che pure rimane sempre il filone principale dal 2007 a oggi). A quanto pare, la Procura di Pavia, guidata da Fabio Napoleone, starebbe valutando di riaprire le indagini su un’altra morte rimasta senza risposta: quella di Giovanni Ferri, anziano trovato senza vita nel novembre 2010 in circostanze che la moglie contesta fin da quel tragico giorno.
Il fasciscolo introvabile sul suicidio
Secondo quanto rivelato da un inviato di Mattino Cinque nella puntata del 15 settembre, il procuratore Napoleone avrebbe già compiuto un primo passo concreto. Nel corso dell’estate, l’avvocato Fabrizio Gallo, che ha assunto gratuitamente la difesa di Gabriella Ferri, ha incontrato il magistrato. L’esito del colloquio è significativo: Napoleone non è riuscito a rintracciare il fascicolo relativo alla morte di Ferri e ne ha chiesto la ricostituzione. Nei prossimi giorni potrebbe presentare un’istanza ufficiale per la riapertura delle indagini.
Cosa non torna nella morte di Giovanni Ferri
Giovanni Ferri fu trovato morto il 22 novembre 2010 in un’intercapedine di via Molino, a Garlasco. Aveva 88 anni. Presentava un taglio alla gola e uno al polso sinistro, e stringeva un coltello nella mano sinistra. La morte fu archiviata come suicidio, senza che venisse aperta alcuna indagine, nonostante l’autopsia.
I dubbi, però, restano numerosi. Come avrebbe potuto l’anziano tenere il coltello nella mano sinistra e, al contempo, tagliarsi lo stesso polso? Perché avrebbe scelto uno spazio angusto, lontano dai percorsi a lui abituali? E soprattutto, perché sul muro accanto al corpo non fu trovata alcuna traccia di sangue?
«Non avrebbe mai fatto una cosa del genere», sostiene la moglie Gabriella, convinta che il marito sia stato ucciso. L’ipotesi investigativa che si fa strada è che Ferri possa essere stato assassinato altrove e il corpo spostato successivamente. Forse, si ipotizza, l’uomo aveva visto o sentito qualcosa di scomodo, legato proprio all’omicidio di Chiara Poggi.
Le morti sospette legate a Garlasco
Quella di Ferri non è l’unica vicenda oscura che pesa sul delitto di Garlasco. Nel 2012, a Vigevano, fu trovato morto il dottor Corrado Cavallini, medico di Ferri e della famiglia Sempio, deceduto per un’iniezione letale classificata anch’essa come suicidio. Il 30 marzo 2016 fu trovato impiccato Michele Bertani, amico d’infanzia di Andrea Sempio, che prima di morire aveva pubblicato sui social il testo di una canzone intitolata Verità. Nello stesso arco di anni, un 25enne morì per overdose da farmaci, un coetaneo venne trovato impiccato e il maresciallo Romeo Braj perse la vita per un colpo di pistola alla testa.
In totale, si parla di almeno dieci morti in circostanze sospette nell’arco di otto anni, in un comune di poco più di 12mila abitanti.
