Dopo Fabio Grosso, liquidato in una sera dalla Fiorentina poi riaffidata a Paolo Vanoli, che la sta facendo rinascere, ecco il Bologna. L’avventura di Domenico Tedesco sulla panchina del Bologna è terminata senza nemmeno aspettare la maxi sosta di settembre: divorzio ufficializzato e al suo posto Raffaele Palladino con un contratto lungo (30 giugno 2029), segno che il club di Saputo aveva voglia non solo di tamponare una falla ma anche di avviare subito un nuovo ciclo. Fino a prova contraria.
“Il Bologna FC 1909 comunica di avere sollevato dall’incarico di allenatore della Prima squadra Domenico Tedesco, cui va un sentito ringraziamento per il lavoro svolto con professionalità e competenza. A lui e ai suoi collaboratori il Club augura le migliori fortune professionali. La guida tecnica della squadra è affidata a Raffaele Palladino, che ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno 2029”, così la società ha annunciato la svolta. Tutto è maturato in un confronto lungo con Tedesco nel quale sono emerse tutte le criticità di un rapporto nato male e finito peggio.
Un solo punto nelle prime quattro giornate e un’assenza di gioco che ha preoccupato i vertici della società. Anche perché Tedesco nei colloqui avuti con i dirigenti non avrebbe dato la sensazione di avere in mano una soluzione nel medio e lungo periodo. Non è tutta colpa sua: il mercato ha progressivamente spogliato il Bologna dei suoi uomini migliori e dopo anni in cui la ricetta ha in qualche modo funzionato, grazie al lavoro del direttore sportivo Sartori, ora i nodi stanno venendo al pettine.
La novità, però, è che la Serie A è tornata ad essere un campionato che divora allenatori e progetti. Da qualche anno, almeno ad inizio stagione, la tendenza era concedere tempo e spazio a tutti per esprimersi. Ora due club della media borghesia hanno scelto la strada della terapia choc prima della maxi sosta di settembre, tre settimane utili perché assomigliano quasi a una mini estate in cui rifinire preparazione e lavoro tattico sul gruppo o su quello che ne rimane dopo le chiamate delle nazionali.
Anche per questo, il week end che precede la chiamata delle federazioni sarà delicatissimo per altri tecnici che ballano sul filo di un avvio di campionato difficile e senza risultati. Chi? Basta dare un’occhiata alla classifica per rendersi conto che Grosso e Tedesco potrebbero anche non restare gli unici nomi sull’elendo dei silurati.
