La cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, oltre a segnare l’inizio dei Giochi, tra poche ore diventerà anche il centro della diplomazia. Ecco quindi che, nella tribuna d’onore, oltre al premier, Giorgia Meloni, e al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, saranno presenti una cinquantina di leader mondiali, da capi di Stato a primi ministri, fino a re e principi. Il protocollo, già fonte di malumori, prevede che i posti siano assegnati in ordine alfabetico, mentre a chiudere la fila saranno i due Stati che ospiteranno le prossime Olimpiadi invernali.
La delegazione americana
Tra gli ospiti più attesi i rappresentanti americani: il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, e il segretario di Stato, Marco Rubio. I due, già arrivati ieri, sono stati accolti all’aeroporto di Malpensa dall’ambasciatoredegli Usa a Roma, Tilman Fertitta. E il dispiegamento di mezzi per scortarli è imponente: 45 auto per Vance e 30 per Rubio. Il vicepresidente americano ha subito fatto visita alla squadra di hockey degli Stati Uniti che si trova allo Sheraton di Gallarate, per poi vedere nel pomeriggio, insieme a Rubio, la sfida tra la squadra femminile americana e quella della Repubblica Ceca. La giornata di ieri si è conclusa con la cena di benvenuto dei Giochi presso la Fabbrica del Vapore di Milano che, tra gli ospiti, ha visto la presenza di Mattarella, seduto proprio di fronte a Vance. Guardando alla giornata di oggi, il vicepresidente americano, prima della cerimonia inaugurale, vedrà il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, presso la Prefettura di Milano. E non sono esclusi altri bilaterali.
I leader del continente europeo
Tra coloro che assisteranno alla cerimonia, sono certe le presenze di 14 presidenti della Repubblica, tra cui quelli di Germania, Finlandia, Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia, Albania, Slovacchia, Bosnia, Slovenia, Bulgaria, Estonia, Lettonia. Tra l’altro a partecipare, dopo le tensioni con il governo italiano sulla tragedia di Crans-Montana, sarà anche il presidente svizzero, Guy Parmelin. A guardare lo spettacolo saranno anche i primi ministri dei Paesi Bassi, della Finlandia, della Grecia, dell’Austria, delle tre repubbliche baltiche e della Serbia. Ed è certa anche la presenza del cancelliere tedesco, Friedrich Merz.
I reali
È lunga pure la lista delle teste coronate. Alla cerimonia ci saranno infatti la principessa Anna del Regno Unito; il re Carlo Gustavo XVI e la regina Silvia di Svezia; il principe Alberto di Monaco; il re dei Paesi Bassi, Willem-Alexander e la figlia, la principessa Amalia; la principessa Elisabetta del Belgio, i reali di Norvegia, re Harald e la regina Sonja; il granduca di Lussemburgo, Guglielmo V. Ed è ancora possibile l’arrivo dei principi di Galles, William e Kate.
Il caso di Spagna e Francia
Nonostante sembri essere confermata dalla Spagna la presenza del re Felipe VI, a dare forfait potrebbe essere il premier spagnolo, Pedro Sánchez. A indispettire Madrid sarebbe infatti l’incognita sulla partecipazione di Israele verso cui il leader spagnolo aveva già espresso la sua marcata opposizione. E non è dato sapere nemmeno la scelta finale del capo dell’Eliseo, Emmanuel Macron: non gradirebbe di essere seduto accanto a Vance, come prevede il protocollo olimpico. Infatti, negli ultimi due posti della fila, dovrebbero esserci i rappresentanti dei Paesi in cui si svolgeranno le prossime due edizioni dei Giochi olimpici invernali: Francia 2030 e Salt Lake City-Utah 2034.
Gli altri leader
Oltre ai vertici di Europa e Stati Uniti, a sedersi in tribuna d’onore saranno anche il segretario generale dell’Onu, António Guterres; l’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani; la consigliera di Stato della Cina, Shen Yiqina; il principe della Giordania, Faisal Bin Al Hussein; la regina consorte di Thailandia, Suthida Tidjai.
