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Midterm USA: Trump lancia la promessa shock di un bonus da 5.000 dollari a tutti i cittadini

Midterm USA: Trump lancia la promessa shock di un bonus da 5.000 dollari a tutti i cittadini
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A Dallas Trump promette 5.000 dollari a ogni adulto se il Partito Repubblicano vincerà le elezioni di Midterm. Ma pesano sondaggi e caro benzina

La campagna elettorale per le Midterm entra nel vivo. Ieri, Donald Trump ha tenuto un discorso durante la Convention del Partito repubblicano a Dallas: un evento politicamente significativo, visto che solitamente questo tipo di kermesse si tiene negli anni bisestili, quando, cioè, si vota per le elezioni presidenziali. “Queste sono le elezioni più importanti della vostra vita”, ha dichiarato il presidente americano. “Questi sono stati i due anni di maggior successo, dal punto di vista finanziario e sotto ogni altro aspetto”, ha continuato. “Fate finta che io sia candidato e andate a votare a novembre”, ha anche detto, sostenendo che, se i repubblicani non dovessero riuscire a mantenere la maggioranza nei due rami del Congresso, ciò comporterebbe “perdere il controllo dei confini, perdere i tagli alle tasse, perdere la sicurezza”. “Se i repubblicani conquisteranno la Camera dei rappresentanti e il Senato degli Stati Uniti, grazie al nostro straordinario successo economico… distribuirò un dividendo di 5.000 dollari a ogni cittadino adulto degli Stati Uniti d’America”, ha anche promesso, specificando che questo eventuale bonus dovrà però essere speso in territorio statunitense.

L’inquilino della Casa Bianca è poi andato all’attacco dell’Asinello, sostenendo che i democratici “ci hanno dato il confine peggiore e più pericoloso della Storia americana”. “Se consegniamo il futuro dell’America ai democratici di estrema sinistra, la nostra nazione impiegherà il prossimo decennio solo per rimettersi in piedi”, ha aggiunto, tacciando l’Asinello di aver causato l’aumento del costo dell’energia con “migliaia di miliardi di dollari di sprechi e truffe nel settore delle energie rinnovabili”. Trump ha poi assicurato che, nel prossimo mese e mezzo, terrà comizi in 35 collegi elettorali. “La guerra finirà subito dopo le elezioni perché non ce la faranno più a resistere, sono disperati e cercheranno di influenzare l’esito elettorale”, ha anche dichiarato, riferendosi al conflitto iraniano. Nel suo discorso, il presidente ha altresì ricordato la figura di Charlie Kirk, ucciso un anno fa da un estremista di sinistra. “Esattamente un anno fa, domani, un estremista di sinistra ha assassinato il mio grande amico conservatore, Charlie Kirk, perché Charlie Kirk diceva la verità”, ha affermato, seguito da una standing ovation da parte del pubblico.

La posta in gioco al Congresso tra carovita e rischio anatra zoppa

Insomma, la fase culminante della campagna elettorale è cominciata. I repubblicani hanno senz’altro dei problemi da affrontare. Secondo la media sondaggistica di Real Clear Politics dedicata alle intenzioni di voto generiche per il Congresso, i democratici sono attualmente avanti di 5,7 punti. In particolare, la principale vulnerabilità per il partito di Trump risiede nell’alto costo della benzina che, soprattutto a causa della guerra in Iran, è, al momento, superiore ai quattro dollari al gallone (prima del conflitto era inferiore ai tre dollari). Il presidente americano si gioca molto. Il 3 novembre si voterà infatti per rinnovare la totalità della Camera e un terzo del Senato. Ebbene, Trump ha bisogno che i repubblicani mantengano la maggioranza in entrambi i rami del Congresso per evitare di diventare una “anatra zoppa”.

Le insidie interne all’Asinello e la caccia ai colletti blu

Al contempo, il Partito democratico sa di non poter dormire sonni troppo tranquilli. La vittoria di vari candidati “socialisti” alle primarie parlamentari dem degli ultimi mesi potrebbe trasformarsi in un boomerang, non solo perché queste figure rischiano di alienare all’Asinello il voto dei moderati ma soprattutto perché, contrariamente a quanto ripete una certa vulgata, la loro base elettorale è prevalentemente bianca e benestante. In altre parole, a causa delle loro posizioni pro green e pro immigrazione, i candidati “socialisti” fanno fatica ad attrarre il voto di quei colletti blu di cui il Partito democratico ha estremo bisogno, se vuole riuscire a espugnare Camera e Senato a novembre. La partita delle Midterm resta, quindi, per ora, più aperta che mai.

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