Novanta minuti di difesa, prima ordinata cercando di ripartire e poi passiva, solo per contenere. Il muro del Napoli al Maradona è crollato solo al minuto 70, quando l’Arsenal con un sinistro potente e preciso di Odegaard ha trovato la strada per superare la barriera azzurra e battere Milinkovic Savic. Debutto con sconfitta in Champions League per la squadra di Allegri, troppo inferiore per qualità e organizzazione rispetto ai campioni della Premier League e vice campioni d’Europa.
Il ko non è, però, la cosa più difficile da digerire di una serata in cui il Maradona è tornato anche a contestare il presidente De Laurentiis. Se era prevedibile, infatti, che l’Arsenal esprimesse la sua superiorità sparsa un po’ in tutte le zone del campo, era lecito attendersi una via di mezzo tra l’approccio spavaldo dell’Inter al Bernabeu e il catenaccio anni Sessanta della ripresa degli uomini di Allegri.
Invece è successo quello che i nemici del tecnico toscano preconizzavano e che ora occuperà il dibattito per giorni. Il calcio di Allegri è all’altezza dei tempi e dell’Europa? E la striscia di tre sconfitte consecutive, che salda i ko con Como e Inter a quello con i Gunners, è il prodotto di un inizio stagione sfortunato nella scansione degli impegni o la spia di un disagio su cui De Laurentiis ha il dovere di intervenire?
L’atto d’accusa è nei numeri della partita: 26 tiri concessi agli inglesi di cui la metà in una ripresa in cui i partenopei non sono praticamente esistiti nella metà campo avversaria, non hanno creato il presupposto di pericolo (0,08 gol attesi contro i 2,18 dell’Arsenal) e hanno progressivamente abbassato un blocco che già partiva basso, rinunciando a qualsiasi ripartenza. Catenaccio e basta, oppure pullman davanti all’area di rigore. In queste condizioni, impossibile immaginare di sfangarla fino alla fine e, infatti, il gol dell’Arsenal è arrivato.
A difesa ci sono le precarietà di un organico forte ma che al momento ha anche diversi assenti per infortunio, cui si è aggiunto Alisson Santos che – parole di Allegri – mancherà per un po’. I tifosi imputano a De Laurentiis un mercato inesistente, finanziaria lacrime e sangue dopo gli investimenti del biennio di Conte. Allegri sapeva che rischi correva accettando la corte di ADL e sa anche di non avere margine di recriminazione per l’estate da spettatore al tavolo delle trattative. Non tutti gli avversari si chiameranno Arsenal, ma già contro Bologna e Fiorentina Max ha bisogno di vincere per vivere una (maxi) sosta senza fantasmi nella testa, ripensando anche allo spettacolo povero offerto nella prima notte europea al Maradona della sua avventura napoletana.
