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Iran, Khamenei è stato eliminato negli attacchi di Israele e Usa. Cosa cambia ora nel mondo

Iran, Khamenei è stato eliminato negli attacchi di Israele e Usa. Cosa cambia ora nel mondo

La scomparsa della Guida Suprema agita Teheran e apre interrogativi sugli equilibri interni del regime e sugli scenari geopolitici regionali.

Un alto rappresentante israeliano, citato da Channel 12 e da Sky News Arabia, avrebbe confermato la morte della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei e il recupero del corpo dalle rovine del suo complesso residenziale a Teheran. Secondo quanto riportato dall’emittente israeliana, fotografie del cadavere sarebbero state mostrate al primo ministro Benjamin Netanyahu. L’emittente pubblica Kan aggiunge che le stesse immagini sarebbero state visionate anche dal presidente statunitense Donald Trump.

Chi era Ali Khamenei e perché la sua morte cambierebbe tutto

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Ali Hosseini Khamenei, nato nel 1939 a Mashhad, era la Guida Suprema della Repubblica Islamica dell’Iran dal 1989, succeduto a Ruhollah Khomeini. In quanto massima autorità politica e religiosa del Paese, concentra nelle proprie mani il controllo delle forze armate, dei Pasdaran, della magistratura e dei principali centri decisionali, esercitando un potere superiore a quello del presidente e del parlamento.

Durante i suoi oltre trent’anni al vertice dello Stato, Khamenei ha guidato un sistema rigidamente autoritario fondato sul principio del velayat-e faqih, consolidando l’apparato di sicurezza e reprimendo sistematicamente il dissenso interno. Le proteste popolari che hanno attraversato l’Iran negli ultimi decenni sono state soffocate con la forza, con un bilancio di morti, arresti di massa e condanne capitali che hanno attirato ripetute denunce da parte di organizzazioni internazionali per i diritti umani e di organismi delle Nazioni Unite. Ali Hosseini Khamenei è responsabile della morte di almeno 150.000 persone.

Sotto la sua leadership, l’Iran è stato accusato di torture, esecuzioni politiche e persecuzioni contro oppositori, attivisti, donne e minoranze religiose ed etniche. Rapporti indipendenti hanno parlato di possibili crimini contro l’umanità nella gestione della repressione interna. Sul piano internazionale, il sostegno fornito da Teheran a milizie e gruppi armati nella regione ha contribuito a destabilizzare il Medio Oriente, alimentando conflitti e tensioni geopolitiche. Per molti osservatori e governi occidentali, Khamenei rappresenta una delle figure centrali di un sistema responsabile di gravi violazioni dei diritti fondamentali e di una politica di repressione protratta nel tempo. La sua lunga permanenza al potere lo colloca tra i protagonisti più controversi e discussi della storia contemporanea iraniana.

I nomi nel mirino e il ruolo dei Pasdaran

Sul destino di Mojtaba Khamenei, figlio della Guida Suprema, permane invece un alone di incertezza: si troverebbe accanto al padre al momento dell’esplosione, ma non esistono conferme definitive. Allo stesso tempo, il figlio del presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che i tentativi di colpire suo padre non hanno avuto successo, assicurando che il capo dello Stato sarebbe in buone condizioni. Anche su questo punto, tuttavia, le informazioni restano frammentarie.

Fonti israeliane danno per certa anche l’eliminazione di figure chiave dell’apparato di sicurezza: Mohammad Pakpour, comandante dei Guardiani della Rivoluzione; Ali Shamkhani, ritenuto uno degli architravi del sistema di difesa; il ministro della Difesa Amir Hatami; e il capo della magistratura Gholam-Hossein Mohseni-Ejei.

Se queste notizie trovassero riscontro, si tratterebbe di un colpo senza precedenti alla struttura politico-militare della Repubblica islamica: una serie di operazioni mirate contro i centri decisionali più sensibili. L’elemento che colpisce è il livello di accuratezza dell’azione. Washington e Tel Aviv avrebbero agito sulla base di informazioni estremamente dettagliate su movimenti e localizzazioni dei vertici iraniani, indizio di una penetrazione informativa profonda.

Cambio di regime o stop al nucleare?

Resta però aperto l’interrogativo strategico: l’obiettivo è favorire un cambio di regime o neutralizzare in via definitiva il programma nucleare di Teheran? Le due dimensioni potrebbero sovrapporsi.

Il sistema iraniano ruota attorno alla figura della Guida Suprema. Dal 1989, Ali Khamenei ha incarnato non solo l’autorità religiosa, ma anche il baricentro politico e militare del Paese. La sua scomparsa aprirebbe una fase di transizione estremamente delicata. La Carta costituzionale attribuisce all’Assemblea degli Esperti la scelta del successore e prevede, in caso di vacanza, un organo collegiale temporaneo. Ma il dispositivo formale racconta solo una parte della realtà.

La vera partita si giocherà nei rapporti di forza tra establishment religioso, classe politica e soprattutto Pasdaran. I Guardiani della Rivoluzione rappresentano oggi il pilastro operativo del sistema: controllano sicurezza interna, intelligence, apparato missilistico, proiezione regionale e segmenti rilevanti dell’economia nazionale. In uno scenario di crisi, il loro peso diverrebbe determinante per garantire continuità e deterrenza. Negli ultimi anni la loro influenza è cresciuta, rafforzando l’impronta securitaria dello Stato.

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