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Guerra russo-ucraina, la svolta: Trump annuncia un cessate il fuoco energetico

Guerra russo-ucraina, la svolta: Trump annuncia un cessate il fuoco energetico
Donald Trump (Ansa)

Il presidente americano ha annunciato una tregua nella guerra russo-ucraina che dovrebbe riguardare le infrastrutture energetiche

Siamo a una svolta nella crisi ucraina? Donald Trump ha annunciato un cessate il fuoco tra Ucraina e Russia che riguarderà le infrastrutture energetiche dei due Paesi belligeranti. «Con effetto immediato, è in vigore un cessate il fuoco energetico nella guerra tra Russia e Ucraina. Entrambe le parti hanno concordato. Non infrangetelo!», ha dichiarato il presidente statunitense su Truth.

Poco prima, in un’intervista alla Abc, Volodymyr Zelensky si era detto aperto a una tregua con Mosca relativa alle infrastrutture energetiche. «Il primo passo è il cessate il fuoco, il cessate il fuoco energetico. Va bene, se vogliono un cessate il fuoco energetico, siamo aperti a questo. Non attaccateci. Non uccidete i nostri figli. Smetteremo di attaccare il vostro diesel. E penso che sia un accordo equo», aveva affermato.

Poco dopo l’annuncio di Trump, il presidente ucraino si è tuttavia mostrato sorpreso, dichiarando: «Se il presidente Trump ha negoziato l’accordo con Putin, vi preghiamo di comunicarci quando inizierà il cessate il fuoco. Siamo pronti e lo accetteremo».

La possibile svolta nella guerra russo-ucraina

Qualora dovesse essere confermata, la tregua energetica potrebbe avere delle significative implicazioni. Innanzitutto, non va trascurato che l’inverno si sta avvicinando. In secondo luogo, Trump punta notoriamente a ridurre il costo dell’energia a livello globale, per permettere ai prezzi di diesel e benzina, negli Stati Uniti, di scendere.

Si tratta di un tema assai urgente per il presidente americano, visto che il carburante sempre più caro sta danneggiando le prospettive del Partito repubblicano in vista delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. In particolare, l’amministrazione Trump ritiene che l’alto costo dell’energia a livello internazionale sia scaturito da tre fattori: la crisi di Hormuz (che sembrerebbe attualmente in via di parziale risoluzione), le tensioni nel Mar Rosso (che invece rischiano di aumentare a seguito dell’attacco condotto dagli Huthi ai danni dell’aeroporto di Riad) e i bombardamenti ucraini contro le raffinerie russe.

Ecco, è proprio per cercare di mettere mano a quest’ultimo fronte che Trump ha mediato la tregua energetica tra Mosca e Kiev. Ricordiamo che, negli ultimi giorni, si erano verificate notevoli tensioni tra il presidente americano e Zelensky.

Nelle scorse settimane, l’amministrazione Trump aveva chiesto invano al leader ucraino di interrompere i raid contro le raffinerie russe. Sempre più irritata con Kiev, la Casa Bianca, venerdì, aveva raggiunto un accordo con Vladimir Putin, sulla cui base lo zar consentirà l’accesso al mercato americano e globale di un totale di 4,8 milioni di tonnellate di diesel (scaglionando la fornitura in quattro fasi). L’intesa aveva fatto infuriare Zelensky che, sabato, aveva criticato Trump. Per tutta risposta, l’inquilino della Casa Bianca aveva replicato, auspicando un nuovo presidente per l’Ucraina.

A cosa mirano gli attori internazionali coinvolti

Adesso, se la tregua sarà confermata, i tre attori in gioco potrebbero conseguire ciascuno alcuni obiettivi. Trump potrebbe veder finalmente ridotto il costo globale dell’energia nella speranza di far sì che il Partito repubblicano possa trarne beneficio alle elezioni di metà mandato. Zelensky e Putin, dal canto loro, potrebbero ottenere una diminuzione della pressione militare sulle proprie infrastrutture energetiche: senza contare che un cessate il fuoco energetico potrebbe rappresentare, almeno in teoria, il primo passo verso una cessate il fuoco completo.

Ovviamente i tempi sono ancora prematuri per una valutazione completa. Ma sembra proprio che la guerra in Ucraina stia iniziando a entrare in una fase in cui, alla fin fine, potrebbero prevalere logiche legate alla Realpolitik. Il che chiamerebbe in causa gli interessi in gioco, la sostenibilità effettiva delle strategie assunte e la valutazione delle debolezze dei rispettivi belligeranti.

È questa la strada che, nel bene o nel male, Trump sta cercando d’imboccare, essendo sempre più convinto che soltanto così sia possibile arrivare a un accordo. Il che, se ci pensiamo, ricorda un po’ le dinamiche che finirono man mano col trasformare la Guerra dei Trent’anni da conflitto legato a una prospettiva confessionale a conflitto legato a una dimensione di realismo politico.

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