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Guerra in Ucraina: Francia e Regno Unito annunciano l’invio di truppe al termine della guerra, “no” di Roma

Guerra in Ucraina: Francia e Regno Unito annunciano l’invio di truppe al termine della guerra, “no” di Roma

Alla conferenza stampa dei Volenterosi Macron e Starmer tirano dritto: “Dispiegheremo truppe in Ucraina al termine della guerra”. Ma il processo di pace con Mosca è fermo.

Dall’ennesima riunione della Coalizione dei Volenterosi, tenutasi ieri a Parigi, sono usciti nuovi spunti e alcuni interessanti memorandum d’intesa sulla visione europea di ciò che accadrà finita la guerra. Facciamo uno spoiler: nessuno di essi andrà bene a Mosca.

Con l’attenzione internazionale spostata su altri teatri (Venezuela e Groenlandia su tutti), pare ormai essere passato in sordina il fatto che lo sforzo diplomatico americano sembra ormai essere in una fase di sostanziale stallo. Questo non impedisce però agli alleati di Kiev e allo stesso Volodymyr Zelensky di cimentarsi nella firma di accordi e memorandum che, molto probabilmente, non verranno mai implementati.

Le truppe francesi e britanniche saranno dispiegate in Ucraina

Dalla conferenza stampa tenutasi ieri a Parigi sono stati fatti numerosi annunci. Primo fra tutti, quello del premier britannico Keir Starmer, che ha ufficializzato «la firma di una dichiarazione di intenti sul dispiegamento di truppe in Ucraina in caso di accordo di pace».

Con esso, truppe «britanniche e francesi potranno operare all’interno dell’Ucraina, mettendone in sicurezza i mari e i cieli e rigenerando le forze armate ucraine per il futuro». Il tutto sotto l’egida americana, che non parteciperebbe con soldati sul campo ma «vigilerà» sul mantenimento della pace.

“No” di Italia e Germania

Al coro si è unito anche il Cancelliere tedesco Friedrich Merz, secondo il quale «dopo il cessate il fuoco la Germania accetterà responsabilità di sicurezza per l’Ucraina e per il continente».

Non è previsto però l’invio di militari tedeschi, una posizione condivisa anche da Roma, che in una nota diffusa da Palazzo Chigi ha salutato l’impegno affinché le garanzie di sicurezza siano «ispirate all’articolo 5 dell’Alleanza atlantica, come da tempo suggerito dall’Italia» e  ribadito però «l’esclusione dell’impiego di truppe italiane sul terreno».

Mosca non accetterà mai la presenza di truppe occidentali

Rimane un piccolo problema, manca il cessate il fuoco, e il suo raggiungimento non è neanche lontanamente vicino.

Si ripropone qui il problema di “fare i conti senza l’oste”. L’Europa fa progetti per il dopo pace senza però fare la pace. Mosca ha fin dal 2022 ribadito che la presenza di soldati occidentali in Ucraina era una delle ragioni principali per l’inizio dell’invasione dell’Ucraina.

Come quindi i leader europei e i negoziatori americani pensano di far mandar giù a Mosca un tale rospo non è dato sapere, visto che secondo Starmer le truppe franco-britanniche «costruiranno strutture protette per armi e attrezzature militari» in Ucraina, praticamente il materializzarsi dell’incubo securitario di Mosca.

Nessun limite all’esercito ucraino

Di più, secondo il Presidente francese Emmanuel Macron, dopo la fine della guerra Kiev manterrà un esercito gargantuesco di 800mila uomini. «Le Forze armate ucraine rimarranno la prima linea di deterrenza contro l’aggressione», ha dichiarato in conferenza stampa il Presidente francese.

Piccola postilla, a pagare questo esercito saranno i contribuenti europei, visto l’evidente impossibilità per Kiev di finanziare tali spese. A tal fine il comunicato rilasciato al termine dell’incontro parla di «pacchetti di difesa a lungo termine, sostegno al finanziamento dell’acquisto di armi e fornitura di sostegno pratico e tecnico all’Ucraina nella costruzione di fortificazioni difensive»

Inutile dire che le dimensioni dell’esercito erano un altro dei punti critici su cui Mosca pare non voler sentire ragioni, sostenendo una forte limitazione delle capacità di difesa di Kiev.

Nodo territoriale ancora da sciogliere

L’inviato speciale Steve Witkoff ha quindi chiarito i contenuti degli altri accordi in fase di elaborazione con Kiev. Tra essi “l’accordo di prosperità”, che l’inviato ha specificato coinvolgere il grande fondo d’investimento americano Blackrock.

Rimane ancora da risolvere invece il nodo territoriale, «continueremo le discussioni e speriamo di raggiungere un compromesso al riguardo», ha detto Witkoff in conferenza, mentre oggi sono previsti ulteriori incontri tra la delegazione americana e quella ucraina al riguardo.

La pace è ancora molto lontana

La verità è che la pace è ancora molto lontana. Ieri Zelensky ha dichiarato che il processo di pace “è completo al 90%”, dimenticandosi di specificare che lo è tra Stati Uniti e Ucraina, ovvero tra due alleati.

La Russia continua a rimanere alla porta, aspettando i risultati del dialogo tra Kiev e Washington. Se quattro anni di ripetute dichiarazioni e minacce non sono stati a vuoto, però, quanto stabilito tra europei e ucraini verrà rigettato in toto da Mosca.

Nel complesso non si può fare a meno di notare la mancanza di un dialogo sostanziale tra Russia e Stati Uniti, limitato a qualche incontro sporadico tra inviati speciali. Al di là dei proclami e dei piani che non verranno implementati, non c’è insomma nessuna pace in vista in Ucraina e la guerra continuerà ancora per molto tempo.

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