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Erika Cavallini torna alla MFW con la direzione creativa di Fabrizio Corbo

Erika Cavallini torna alla MFW con la direzione creativa di Fabrizio Corbo

La nuova collezione Forget me not racconta la storia d’amore tra i contrasti; da un lato miscela atmosfere acquatiche e dall’altro costrizioni mannish.

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Erika Cavallini torna alla MFW con la direzione creativa di Fabrizio Corbo

Entra nel vivo il nuovo capitolo di Erika Cavallini. Il marchio femminile sceglie la Milan Women’s Fashion Week per presentare il lavoro di Fabrizio Corbo nel ruolo di direttore creativo. La relazione tra Corbo e il marchio di Abraham Industries è di lungo corso, il designer, infatti, arriva, una prima volta nel 2016, dopo aver collaborato con Max Mara Fashion Group, per poi passare al ruolo di womenswear ed embroidery designer in Dolce&Gabbana, a quello di Senior Fashion Designer in MSGM e alla fondazione del marchio CORBO, fino allo scorso anno quando rientra nel gruppo di Santarcangelo di Romagna. “Il primo anno l’abbiamo passato focalizzandoci sul prodotto e mettendo le basi per un’immagine coerente, confrontandoci direttamente con il pubblico. Una fase di rodaggio preziosa per calibrare l’offerta e presentarci ufficialmente durante la settimana della moda donna a Milano”. Una strategia attenta per posizionarsi nel mercato contemporary in un momento come quello attuale, il segmento premium ha bisogno di nuove identità. “Il contesto è complesso: da un lato il lusso sta vivendo una fase di rallentamento, dall’altro l’ultra fast fashion compete su volumi e prezzo in modo aggressivo”, ha sottolineato Tiziano Sgarbi, presidente e Ceo di Abraham Industries, gruppo cui fanno capo anche i marchi Liviana Conti, Semicouture e Circus Hotel, “Noi non siamo né l’uno né l’altro. Con Erika Cavallini e con gli altri marchi del gruppo lavoriamo in una fascia contemporary che punta sulla qualità, sull’identità e sulla coerenza di prodotto. La nostra forza è una filiera prevalentemente italiana, tempi di sviluppo controllati e una produzione che privilegia il valore rispetto alla quantità. Credo che oggi il consumatore sia più selettivo: cerca capi che durino, che abbiano un contenuto creativo riconoscibile e un prezzo giustificato. Il nostro posizionamento è quello di offrire un prodotto autentico, con una struttura industriale solida alle spalle, senza inseguire né la logica dell’iper-lusso né quella della velocità estrema”. In questo scenario si inserisce quindi Forget me not, la collezione autunno/inverno 2026/2027 che unisce elementi romantici a tradizioni sartoriali, “abbiamo immaginato una love story impossibile, quella tra una sirena e un marinaio, cogliendo le atmosfera dei due modi e traducendole in un guardaroba autentico e accattivante”, prosegue il direttore creativo, “il risultato è un cocktail tra fluido e strutturato, tra femminile e maschile: mondi diversi che messi a confronto si completano. Abbiamo studiato la costruzione dei capi nei minimi dettagli per creare una storia contemporanea e un guardaroba che restituisce un’immagine femminile molto attuale. La nostra donna è sognatrice, sicura e romantica”. Con queste premesse Erika Cavallini rivendica il suo ruolo nel panorama fashion a partire dal palcoscenico milanese. “Il ritorno di Erika Cavallini alla fashion week con la direzione creativa di Fabrizio Corbo rappresenta per noi un passaggio coerente con il percorso di riposizionamento del brand”, ha concluso Sgarbi, “I mercati di riferimento restano l’Italia e l’Europa, in particolare Francia, Belgio e Spagna, dove il marchio ha una distribuzione consolidata e una clientela che riconosce il valore del prodotto e della ricerca. Parallelamente guardiamo con attenzione agli Stati Uniti, che rimangono un mercato strategico per il segmento contemporary. La crescita, però, non è solo geografica: riguarda anche il canale. Stiamo lavorando per rafforzare la presenza nei department store selezionati e per sviluppare ulteriormente il canale digitale, mantenendo una distribuzione controllata”.

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