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Temu, multa shock da 200 milioni dall’Unione Europea: cosa è stato trovato e cosa cambia per chi compra online

Temu, multa shock da 200 milioni dall’Unione Europea: cosa è stato trovato e cosa cambia per chi compra online

Temu colpita da una maxi multa da 200 milioni di euro dall’Unione Europea per presunte violazioni del Digital Services Act. Nel mirino prodotti non conformi, rischi per i consumatori e controlli ritenuti insufficienti dalla Commissione UE.

Temu finisce nel mirino dell’Unione Europea e questa volta la cifra è di quelle che fanno rumore. La Commissione Europea ha infatti inflitto alla piattaforma di e-commerce cinese una sanzione da 200 milioni di euro per presunte violazioni del Digital Services Act (DSA), il regolamento che impone ai grandi colossi digitali obblighi sempre più stringenti sulla sicurezza degli utenti e sul controllo dei contenuti e dei prodotti presenti sulle proprie piattaforme.

La decisione arriva dopo un’indagine durata quasi due anni e rappresenta uno dei casi più rilevanti dall’entrata in vigore della normativa europea sui servizi digitali. Al centro della contestazione non c’è soltanto la presenza di prodotti ritenuti illegali o non conformi, ma soprattutto il modo in cui Temu avrebbe gestito — secondo Bruxelles — i rischi sistemici collegati alla vendita di questi articoli ai consumatori europei.  

Perché l’UE ha multato Temu

Secondo la Commissione Europea, Temu non avrebbe identificato, analizzato e valutato con sufficiente accuratezza i rischi derivanti dalla presenza di prodotti illegali sulla piattaforma e i possibili danni per i consumatori dell’Unione Europea. Le autorità sostengono che gli utenti europei abbiano un’elevata probabilità di imbattersi in articoli non conformi alle normative comunitarie.  

Tra gli elementi che hanno pesato nell’indagine figurano anche alcuni test effettuati nell’ambito delle verifiche europee. Secondo quanto riportato dalla Commissione, una parte significativa dei caricabatterie analizzati non avrebbe superato i controlli di sicurezza di base, mentre alcuni giocattoli destinati ai bambini avrebbero mostrato rischi considerati da medi ad elevati, tra cui la presenza di sostanze chimiche oltre i limiti consentiti o potenziali pericoli di soffocamento legati a componenti staccabili.  

L’Europa contesta inoltre il fatto che la valutazione dei rischi presentata da Temu nel 2024 fosse basata su dati generali relativi all’intero settore dell’e-commerce e non su analisi specifiche della piattaforma stessa.  

Nel mirino anche algoritmi e promozioni

L’indagine non riguarda soltanto i prodotti venduti. Bruxelles ha puntato l’attenzione anche sul funzionamento della piattaforma, sostenendo che i sistemi di raccomandazione e alcuni programmi promozionali legati agli influencer potrebbero amplificare la diffusione di articoli problematici o non conformi.  

Si tratta di un aspetto centrale del Digital Services Act, che non si limita a valutare ciò che viene venduto online, ma analizza anche il modo in cui gli algoritmi possono influenzare la visibilità e la diffusione dei contenuti e dei prodotti.

La risposta di Temu

Temu ha contestato la decisione della Commissione Europea, definendo la sanzione sproporzionata. L’azienda sostiene che il provvedimento si riferisca alla propria prima valutazione dei rischi effettuata nel 2024 e che non rappresenti lo stato attuale dei sistemi di controllo e protezione adottati dalla piattaforma.

La società ha dichiarato di aver collaborato con le autorità europee durante tutto il procedimento e di aver già rafforzato i propri sistemi di governance, valutazione dei rischi e tutela degli utenti. Non è escluso che possa valutare ulteriori azioni o ricorsi contro la decisione.  

Cosa succede ora e cosa cambia per i consumatori

La multa non chiude il caso. La Commissione Europea ha concesso a Temu tempo fino al 28 agosto per presentare un piano di intervento che illustri le misure adottate per adeguarsi alle richieste del Digital Services Act. Le autorità europee analizzeranno la documentazione e decideranno successivamente se gli interventi saranno considerati sufficienti.  

Parallelamente proseguono altri filoni di indagine che riguardano il funzionamento della piattaforma, compresi possibili effetti legati alla progettazione del servizio e all’accesso ai dati da parte di ricercatori e autorità.  

Per chi acquista online il caso rappresenta un segnale chiaro: l’Unione Europea sta aumentando la pressione sui grandi marketplace internazionali e intende rendere più severi i controlli sulla sicurezza dei prodotti che finiscono nelle case dei consumatori. Un tema che riguarda non solo Temu, ma l’intero ecosistema dell’e-commerce globale, sempre più sotto osservazione da parte delle autorità europee.

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