Tra gli alveari silenziosi delle campagne italiane arse dal sole e le corsie illuminate dei supermercati vi è un filo invisibile che racconta la fragilità della nostra agricoltura. Il bilancio del 2025 scatta un’istantanea amara: un’estate torrida e senza piogge ha letteralmente paralizzato l’attività delle api, tagliando i raccolti nazionali a quota 31 mila tonnellate. A colmare il vuoto sulle tavole non è stata la pazienza dei produttori locali, ma un flusso continuo d’importazioni: oltre 26 mila tonnellate di miele estero (+18%) hanno varcato le frontiere, dimostrando come gli eventi climatici estremi stiano silenziosamente ridisegnando la geografia delle nostre dispense.
La situazione di mercato del miele per Conapi
In questo quadro, Conapi, la cooperativa di Monterenzio (Bologna) che riunisce oltre 600 apicoltori, 100.000 alveari e 5 miliardi di api in una filiera corta e controllata di miele convenzionale e biologico, la più grande d’Europa, chiude l’annata con un conferimento dei soci stimato oltre le 2.000 tonnellate, in linea con il 2025.
L’ultimo bilancio chiude con un fatturato di 24,5 milioni di euro nell’anno agricolo 2025-2026, dal 1° luglio 2025 al 30 giugno 2026, e nello stesso anno agricolo l’export sale del 20 per cento in volume e valore in Francia e Giappone, in particolare con i prodotti biologici della filiera italiana e Mielizia Bio nella distribuzione biologica di fascia alta francese, con Canada e Corea del Sud in apertura.
Sullo scaffale, in un mercato fermo a 157 milioni di euro (NielsenIQ, ultime 52 settimane al 23 agosto 2026, Totale Italia), Mielizia cresce del 2,8 per cento in valore e dell’8,6 per cento in confezioni, con lo Sportpocket da 100 grammi, pensato per lo sport e il fuori casa, oltre il più 40. Da oggi, il vasetto porta sul fronte la promessa «Dal fiore a te», con il bollino degli oltre 600 apicoltori e la dicitura 100 per cento italiano.
Come tutelare il miele italiano con un nuovo disciplinare
I dati sono stati presentati oggi a Milano, nell’ambito dell’incontro «Miele. Punto a capo», dalla direttrice generale Nicoletta Maffini, nell’anno in cui il decreto legislativo 207/2025, che recepisce la direttiva europea Breakfast, porta dal 14 giugno sul fronte del vasetto i Paesi di origine delle miscele con le percentuali. «Siamo grati per questo passo avanti, ma crediamo non sia ancora abbastanza», dice Maffini. Il decreto prevede alcune deroghe: dal quinto Paese in poi la percentuale può non comparire, e sotto i 30 grammi la Cina diventa «CN».
Conapi, che sui vasetti mette già la tabella nutrizionale, non obbligatoria per il miele, e un QR code per tracciare il lotto, auspica la rapida entrata in vigore del disciplinare Miele Qualità Certificata, il cui esame europeo si chiude il 14 ottobre.

