Sembrerà sorprendente, ma la realtà è che quasi nove diplomati su dieci trovano lavoro. E non solo: più passa il tempo, più la quota sale. È quanto emerge da un’indagine condotta da ricercatori indipendenti dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e dell’Associazione Nestore (un istituto di promozione sociale con sede presso la Società Umanitaria), fondata sugli esiti occupazionali dei diplomati delle scuole di Plena Education, hub formativo attivo nelle discipline creative, manageriali e progettuali legate al Made in Italy, partecipato dal fondo Kyip Capital.
Lo studio ha coinvolto un campione di 1.765 diplomati del gruppo, relativi agli anni accademici 2018-19, 2020-21 e 2022-23, attraverso la somministrazione di un questionario.
I numeri degli occupati nel Made in Italy
A livello generale, il tasso di occupazione complessivo si attesta all’82 per cento. Un risultato che va letto con estrema attenzione: la percentuale include anche chi ha conseguito il diploma di recente e si trova pertanto ancora nella fase iniziale di ingresso nel mercato del lavoro. Tra i diplomati con almeno tre anni di anzianità dal titolo, la quota raggiunge addirittura il 96,8 per cento, avvicinandosi alla piena occupazione.
Persino i tempi di inserimento sono rapidi. Quasi il 42 per cento dei diplomati ha cominciato a lavorare già durante il corso o subito dopo il conseguimento del diploma. Ed entro i primi sei mesi, la percentuale complessiva supera il 75 per cento.
La coerenza tra studio e professione
Uno degli elementi più significativi, oltretutto, riguarda la corrispondenza tra ciò che si studia e ciò che si fa. Quasi un occupato su due, il 47,5 per cento, dichiara che la propria attività professionale è «fortemente congruente» con le competenze acquisite durante gli studi. Un segnale che indica un’offerta formativa sempre più calibrata sulle esigenze concrete delle imprese.
Sul versante contrattuale, il 36,3 per cento degli occupati ha un contratto a tempo indeterminato, mentre il 23 per cento lavora in autonomia come libero professionista o imprenditore. La grande maggioranza, il 72,3 per cento, è impiegata nel settore privato.
Dove lavorano gli studenti dopo il diploma
L’82,4 per cento dei diplomati occupati lavora in Italia. I principali poli attrattivi, nello specifico, sono Lazio, Veneto e Lombardia. Il restante 17,6 per cento, al contrario, ha trovato collocazione all’estero, a conferma della spendibilità internazionale delle competenze legate al Made in Italy.
La soddisfazione per il percorso formativo è alta: oltre il 72 per cento la ritiene «molto» o «abbastanza» utile per il proprio percorso professionale. Il 60,3 per cento consiglierebbe il corso frequentato.
L’importanza del Made in Italy nel trovare lavoro
«Questi risultati confermano quanto sia oggi strategico investire in una formazione altamente specializzata e strettamente connessa alle esigenze delle imprese», ha dichiarato Alessandro Montel, amministratore delegato di Plena Education. «Le filiere del Made in Italy rappresentano un motore di occupazione e crescita, ma richiedono competenze sempre più verticali, progettuali e immediatamente spendibili».
Il gruppo riunisce sette istituti di alta formazione distribuiti in diverse città italiane. I dati, nel loro insieme, restituiscono un quadro in cui la specializzazione nelle eccellenze produttive italiane continua a trovare riscontro nel mercato del lavoro. Con risultati rassicuranti per il settore che, soprattutto, migliorano nel tempo.
