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INPS, esenzione Irpef pensioni vittime del dovere: chi ne ha diritto e come fare domanda

INPS, esenzione Irpef pensioni vittime del dovere: chi ne ha diritto e come fare domanda

Platea più ampia e stop alla tassazione Irpef sui trattamenti pensionistici: benefici estesi anche a reversibilità e cumulo contributivo. L’agevolazione non è automatica: serve presentare richiesta per ottenere il beneficio e gli eventuali arretrati

Cambia il trattamento fiscale delle pensioni per le vittime del dovere, i soggetti equiparati e i loro familiari superstiti. L’Inps ha ufficialmente chiarito le nuove regole operative, introducendo un’esenzione totale dall’Irpef che vuol dire un aumento concreto dell’importo netto mensile percepito dai beneficiari. Platea più ampia e regole più chiare, ma resta obbligatorio fare domanda per ottenere l’agevolazione, che non è automatica.

Esenzione Irpef: l’Inps allarga la platea di chi ne ha diritto

La novità più rilevante riguarda chi può accedere al beneficio. Fino ad ora era necessario un collegamento diretto tra la singola pensione e l’evento lesivo o il decesso che aveva determinato il riconoscimento dello status. Con le nuove istruzioni operative, questo vincolo cade: basta possedere la qualifica riconosciuta dalle autorità competenti, indipendentemente dal tipo di prestazione pensionistica percepita. L’esenzione copre tutti i trattamenti erogati dall’Inps, incluse le pensioni liquidate tramite cumulo dei contributi, totalizzazione o Gestione Separata. Rientrano sia le pensioni di nuova liquidazione sia quelle già in pagamento, che verranno progressivamente adeguate al nuovo regime. Per i familiari superstiti, la pensione di reversibilità continua a beneficiare dell’esenzione finché sussistono i requisiti di legge. Attenzione però: se il beneficiario acquisisce un diritto pensionistico autonomo, il regime agevolato non si trasferisce automaticamente al nuovo trattamento.

Chi sono le vittime del dovere

Sono considerati vittime del dovere gli operatori di polizia, delle forze dell’ordine e i dipendenti pubblici che hanno perso la vita o riportato un’invalidità permanente durante attività di servizio, come operazioni di ordine pubblico, soccorso o contrasto ai reati. Sono equiparati a questa categoria anche coloro che, in missione o in servizio, hanno contratto infermità permanentemente invalidanti, anche se la morte è avvenuta in un momento successivo. La legge estende inoltre questo riconoscimento ai cittadini comuni che abbiano subito morte o invalidità a causa di azioni terroristiche, criminalità organizzata o esposizione a sostanze tossiche.

Cosa cambia per i beneficiari: effetti fiscali e arretrati

L’effetto più immediato della riforma dal punto di vista pratico è l’azzeramento della tassazione IRPEF sulle pensioni interessate, quindi un incremento dell’importo netto percepito mensilmente. Chi era già in trattamento riceverà dall’Inps il rimborso delle ritenute eventualmente già applicate a partire dal 2026. Per gli anni precedenti, invece, le richieste di rimborso vanno presentate direttamente all’Agenzia delle Entrate, seguendo le ordinarie procedure fiscali.

Come fare domanda per l’esenzione IRPEF sulle pensioni

L’esenzione non scatta in automatico: occorre presentare una domanda di ricostituzione documentale del trattamento pensionistico. Le procedure informatiche dell’Inps sono ancora in corso di aggiornamento, ma è già possibile presentare l’istanza. Il modulo da cercare si chiama “Ricostituzione per motivi documentali esenzione fiscale vittime del dovere”. Basta accedere al portale Inps seguendo questo percorso: Area riservata; Pensione e Previdenza; Domanda di pensione; Aree tematiche; Domanda Pensione; Ricostituzione, Ratei, Certificazioni, APE Sociale e Beneficio precoci; Accedi all’area tematica; Variazione pensione e infine Ricostituzione per motivi documentali esenzione fiscale vittime del dovere. Per accedere è necessario disporre delle credenziali SPID, CIE, CNS o eIDAS. Nella richiesta bisogna autocertificare il proprio status di vittima del dovere, soggetto equiparato o familiare superstite e indicare gli estremi del provvedimento che lo certifica. L’Inps provvederà poi alle verifiche incrociate con le amministrazioni competenti. Chi preferisce farsi assistere può rivolgersi a un patronato.

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