Una famiglia di quattro persone che quest’estate trascorre una settimana di vacanza in Italia; si sposta in auto; ha un figlio al centro estivo per un mese; utilizza il condizionatore durante l’estate e mantiene le normali abitudini di consumo potrebbe arrivare a spendere tra 500 e 1.000 euro in più dell’anno scorso. Dal caro energia ai rincari dei carburanti, passando per vacanze, centri estivi, tempo libero e perfino le spese per gli animali domestici, il conto dei prossimi mesi rischia di pesare in modo significativo sui bilanci familiari. Secondo un’indagine realizzata da Facile.it e Consumerismo No Profit, chi partirà per le vacanze dovrà mettere in conto costi più elevati rispetto allo scorso anno, ma anche chi resterà in città non sarà immune dai rincari. Tra giugno e settembre una famiglia con uno o due figli potrebbe sostenere dai 1500 ai 3mila euro di costi extra, anche senza programmare viaggi.
Bollette e condizionatori: attenzione ai consumi estivi
La prima voce di spesa a influire è quella dell’energia elettrica. Le tensioni internazionali e il rialzo delle materie prime, a partire dal gas, hanno spinto verso l’alto anche le offerte elettriche a prezzo fisso, aumentate mediamente del 4% rispetto al 2025. E con il caldo aumenta l’uso dei condizionatori. Usare un climatizzatore dual split in classe A+ mediamente otto ore al giorno per tutta l’estate, può arrivare a costare fino a 146 euro l’anno in bolletta. Con apparecchi più efficienti, in classe A+++, la spesa può scendere a circa 74 euro, ma un utilizzo scorretto può far aumentare i consumi fino al 90%.
Vacanze più care tra alloggi, prestiti e assicurazioni
Le strutture ricettive continuano a rappresentare una delle principali voci di spesa: per una famiglia, una settimana in un B&B o in una casa vacanza può costare tra 800 e 1.800 euro, mentre per soggiornare in hotel o strutture di categoria superiore il conto supera facilmente i 2.000-2.500 euro. Le destinazioni balneari restano le più costose, ma rincari significativi si registrano anche nelle località di montagna, nelle città d’arte e nei borghi turistici, con aumenti medi compresi tra il 5% e il 10% e punte superiori al 15% nelle mete più richieste dell’alta stagione. E così cresce il numero di italiani che ricorre a un finanziamento. Nei primi cinque mesi del 2026 sono stati erogati prestiti per vacanze per circa 170 milioni di euro. Chi si è rivolto alle società di credito ha richiesto mediamente 5.400 euro, da restituire in circa 50 rate mensili da 132 euro. Un fenomeno che interessa soprattutto i più giovani: una richiesta su quattro proviene infatti da under 35. E a pesare sul bilancio complessivo delle famiglie è anche il ricorso, crescente (+13% rispetto al 2025) di polizze di viaggio. Per una copertura che includa assistenza medica, smarrimento bagagli e annullamento della vacanza, il costo parte da 38 euro per due settimane in Europa e arrivare a 61 euro per viaggi verso Stati Uniti, Canada e Caraibi. I rincari qui vanno dal 6% al 13% rispetto al 2025.
Trasporti più cari: carburanti, autostrade, voli e traghetti
C’è poi il pesante aumento dei carburanti. Rispetto a un anno fa la benzina è aumentata del 13% e il diesel del 26%. Milano-Bari andata e ritorno con un’auto a benzina arriva a costare 223 euro, circa 26 euro in più rispetto allo scorso anno. Se si viaggia con diesel la spesa sale a 194 euro, 40 euro in più del 2025. Anche i pedaggi autostradali sono aumentati, in media dell’1,5%, con punte vicine al 2% su alcune tratte.
E chi non si sposta in auto? Il conto più salato è per chi viaggia in aereo. Solo a maggio sono stati cancellati tra i 12mila e i 13 mila voli, che significa circa 2milioni di posti in meno disponibili. A pesare è soprattutto il costo del carburante per l’aviazione, aumentato dell’84% rispetto a febbraio 2026. Il rischio è che le tariffe aeree restino dunque elevate nei mesi estivi. Anche i traghetti registrano rincari importanti (9,7%) e una famiglia di quattro persone con auto al seguito può arrivare a spendere oltre 1.300 euro per raggiungere la Sardegna nel periodo di Ferragosto.
Centri estivi: fino a 700 euro al mese per ogni figlio
Per le famiglie con bambini, una delle spese più pesanti resta quella dei centri estivi. Al Nord servono mediamente 190 euro a settimana, 160 euro al Centro e 135 euro al Sud. In molti casi la spesa supera i 700 euro al mese per figlio. Nei centri pubblici il costo medio si aggira intorno ai 100 euro settimanali, con variazioni legate all’ISEE e ai servizi offerti.
Vacanze più care anche per gli animali domestici
L’estate pesa anche sul budget di chi viaggia con cani e gatti. Portare con sé un animale domestico può comportare una spesa aggiuntiva tra 100 e 400 euro a settimana, tra trasporti e supplementi richiesti dalle strutture ricettive. Chi invece si affida a pensioni specializzate o pet sitter deve mettere in conto costi che, per due settimane, possono facilmente superare i 500 euro.
Estate cara anche per chi resta in città: tra socialità e consumi il budget familiare aumenta
Anche restando in città, l’estate non significa necessariamente risparmio. Tra bollette, figli a casa da scuola e maggiore consumo di tempo libero fuori casa, molte famiglie possono arrivare a spendere anche 1.500–3.000 euro in più nel periodo estivo, con un impatto più forte sui redditi medio-bassi. A pesare sono soprattutto i servizi legati alla socialità. Una cena fuori per una famiglia può facilmente superare i 100 euro, mentre anche una semplice pizzeria arriva ormai oltre i 60. Il gelato artigianale si colloca spesso tra i 20 e i 28 euro al chilo, con prezzi ancora più alti nelle zone turistiche. Anche il tempo libero incide sempre di più: una giornata in un parco acquatico può arrivare a 40 euro a persona, e tra cinema, concerti e spettacoli i biglietti superano spesso i 50 euro. Il risultato è che anche restando in città il costo della “socialità estiva” diventa una voce di spesa significativa.
Carrello della spesa e mutui: i rincari che continuano tutto l’anno
L’estate non cancella le pressioni sulle spese quotidiane. A maggio 2026 il costo del cosiddetto carrello della spesa è aumentato del 2,3% su base annua. Rispetto a dieci anni fa, però, gli aumenti risultano molto più marcati: pane e pasta sono cresciuti fino al 70-90%, mentre l’olio extravergine d’oliva ha superato il 130%. Sul fronte della casa, infine, preoccupano i mutui variabili. La rata media di un finanziamento standard è già aumentata di circa 11 euro tra marzo e giugno e potrebbe arrivare a 626 euro entro fine anno, contro i 578 euro registrati a gennaio.
