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ELTI, Scannapieco guida le banche pubbliche europee nella partita sul nuovo bilancio Ue

ELTI, Scannapieco guida le banche pubbliche europee nella partita sul nuovo bilancio Ue

A Bruxelles ELTI discute il futuro bilancio Ue: Scannapieco chiede un quadro ambizioso per investimenti, competitività e territori

A Bruxelles non si è discusso soltanto di numeri, fondi e architetture finanziarie. Si è discusso, più profondamente, di quale Europa costruire nei prossimi anni, con quali strumenti, con quali priorità e soprattutto con quali attori chiamati a trasformare le grandi ambizioni comunitarie in investimenti reali, capaci di arrivare alle imprese, ai territori, alle infrastrutture, all’housing sociale, all’innovazione e alla competitività industriale.

È stato questo il cuore del primo evento pubblico della European Long-Term Investors Association, l’associazione che riunisce le principali banche promozionali nazionali e istituzioni finanziarie pubbliche europee, svoltosi a Bruxelles sotto la presidenza italiana di Cassa Depositi e Prestiti, guidata dall’amministratore delegato Dario Scannapieco.

L’incontro, dal titolo “The future Multiannual Financial Framework: Building a stronger Europe”, ha portato allo stesso tavolo istituzioni europee, banche pubbliche di sviluppo, operatori finanziari e policy maker per affrontare una delle partite decisive della prossima stagione comunitaria: il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione Europea, cioè il bilancio settennale che definirà priorità, risorse e capacità d’intervento dell’Europa per il periodo 2028-2034.

ELTI, Scannapieco guida le banche pubbliche europee nella partita sul nuovo bilancio Ue
ELTI, Scannapieco guida le banche pubbliche europee nella partita sul nuovo bilancio Ue

Scannapieco: «Serve un quadro ambizioso, prevedibile e continuo»

Nel panel dedicato al ruolo delle banche e degli istituti promozionali nazionali, Scannapieco ha insistito sulla necessità di rafforzare il ruolo di questi soggetti nell’attuazione degli strumenti finanziari europei, in particolare in una fase in cui l’Unione è chiamata a sostenere competitività, autonomia strategica, transizione verde e digitale, mobilitazione dei capitali privati e riduzione dei divari territoriali.

«Le banche e gli istituti promozionali nazionali sono pronte a operare come partner di lungo periodo della Commissione europea, come già dimostrato nell’ambito di InvestEU», ha dichiarato Scannapieco, sottolineando però che, per operare davvero su scala, è necessario un quadro «non solo ambizioso», ma anche capace di garantire «prevedibilità e continuità operativa di InvestEU», preservando al tempo stesso un’architettura aperta alle istituzioni con missione pubblica che abbiano superato il cosiddetto pillar assessment della Commissione europea.

Il punto politico e industriale è proprio qui: non basta disegnare grandi programmi europei, se poi la loro messa a terra non tiene conto delle specificità nazionali e territoriali. Secondo Scannapieco, infatti, l’efficacia degli strumenti europei dipende dalla capacità di adattare le priorità comuni alle economie locali, trasformando le linee guida dell’Unione in progetti concreti, bancabili, misurabili e ad alto impatto.

Il ruolo delle banche promozionali nazionali

Le banche e gli istituti promozionali nazionali rappresentano, in questa visione, un ponte tra Bruxelles e i territori. Sono soggetti pubblici, ma con competenze finanziarie, capacità di investimento e conoscenza diretta dei bisogni di cittadini, imprese e amministrazioni. Una funzione che diventa ancora più centrale in un contesto europeo segnato da sfide geopolitiche, industriali e fiscali sempre più complesse.

Nel corso dell’evento è emerso con forza il tema della cooperazione tra istituzioni europee e National Promotional Banks and Institutions, chiamate a svolgere un ruolo più incisivo nell’attuazione delle priorità di investimento dell’Unione. Il dibattito ha riguardato la necessità di migliorare il coordinamento tra strumenti europei e nazionali, semplificare i meccanismi di implementazione, sostenere le piccole e medie imprese, accompagnare innovazione, infrastrutture, transizione energetica e digitale, e rendere più coerente l’utilizzo dei fondi europei rispetto agli obiettivi di competitività e coesione.

Ad aprire i lavori pubblici è stato un messaggio di benvenuto consegnato, a nome del vicepresidente esecutivo della Commissione europea Stéphane Séjourné, da Estelle Göger, Deputy Head of Cabinet della Commissione europea. Il keynote address è stato affidato a Kerstin Jorna, direttore generale per il Mercato interno, industria, imprenditoria e Pmi della Commissione europea, che ha richiamato l’importanza di rafforzare il mercato unico e la base industriale europea per sostenere la competitività di lungo periodo.

Il riconoscimento pubblico di Stefan Wintels

Nel corso dell’evento è arrivato anche un riconoscimento pubblico significativo al ruolo di Scannapieco alla guida di ELTI. Stefan Wintels, Ceo di KfW, la banca pubblica tedesca di sviluppo, ha ringraziato apertamente Scannapieco per il modo in cui sta guidando l’associazione, con parole nette: «Thank you for your leadership».

Un passaggio non solo formale, perché è arrivato da una delle principali istituzioni finanziarie pubbliche europee e in un momento in cui il coordinamento tra banche promozionali nazionali assume un valore strategico crescente. Il ringraziamento di Wintels conferma il peso della presidenza italiana di ELTI e la centralità di CDP nel dialogo europeo sul futuro degli investimenti pubblici e privati.

CDP, secondo partner esecutivo della Commissione dopo la Bei

Il ruolo di CDP, del resto, è ormai strutturale nell’attuazione dei programmi europei. Negli ultimi anni il gruppo si è affermato come uno dei principali attuatori italiani degli strumenti comunitari, operando nelle diverse modalità di gestione della Commissione europea — diretta, indiretta e condivisa — e lavorando alla combinazione tra risorse proprie e fondi europei a fondo perduto.

Un esempio arriva dal programma Connecting Europe Facility nel settore dei trasporti, dove CDP, in qualità di partner esecutivo della Commissione europea, ha contribuito all’assegnazione di oltre 240 milioni di euro di contributi a favore di 14 promotori, sostenendo lo sviluppo di infrastrutture per carburanti alternativi con l’installazione di quasi 11.000 punti di ricarica elettrica in 23 Paesi dell’Unione europea.

Ancora più rilevante è la posizione raggiunta nell’ambito di InvestEU, dove CDP è il secondo partner esecutivo della Commissione europea dopo il gruppo Bei, con circa 1,3 miliardi di euro di garanzie in gestione. Di queste, circa 1 miliardo risulta già approvato e oltre 700 milioni già contrattualizzati, con operazioni di finanziamento e investimento per circa 1,2 miliardi di euro in settori strategici come innovazione, digitalizzazione delle imprese, infrastrutture e housing sociale.

Tra le iniziative citate figurano il nuovo campus dell’Università Statale di Milano nel distretto MIND, gli investimenti nel Fondo Nazionale per l’Abitare per l’housing accessibile, gli interventi nel ciclo idrico, nelle interconnessioni ferroviarie e il sostegno alle start-up attraverso CDP Venture Capital.

Investimenti, territori e competitività

Accanto all’attività finanziaria, CDP svolge anche un ruolo di advisory partner della Commissione europea, gestendo risorse per l’assistenza tecnica alla pubblica amministrazione e supportando la definizione di progetti bancabili. Ad oggi sono stati avviati circa 170 incarichi a favore di oltre 70 enti pubblici, contribuendo all’attivazione di investimenti per circa 28 miliardi di euro.

È proprio questa capacità di accompagnare i promotori lungo tutte le fasi di sviluppo dei progetti — dalla candidatura alla strutturazione, dal mix tra contributi, prestiti, garanzie ed equity fino al rafforzamento dell’ammissibilità e della bancabilità — a rendere il modello delle banche promozionali nazionali uno degli strumenti più concreti per trasformare il prossimo bilancio europeo in crescita reale.

Nel dibattito sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale, la proposta della Commissione europea guarda a un’Europa più competitiva, più autonoma e più capace di mobilitare investimenti privati. Ma perché questa visione non resti soltanto un disegno istituzionale, serviranno attori in grado di portarla sul terreno. Il messaggio uscito da Bruxelles è chiaro: le banche pubbliche di sviluppo europee sono pronte a farlo, a condizione che l’Unione costruisca un quadro stabile, continuo, ambizioso e aperto.

E la presidenza italiana di ELTI, guidata da Scannapieco, si colloca esattamente in questo passaggio: non come semplice ruolo di rappresentanza, ma come snodo politico-finanziario in una fase in cui l’Europa deve decidere se limitarsi ad amministrare le proprie risorse o usarle per costruire davvero la propria sovranità economica.

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