Home » Attualità » Cronaca » Malore per sei hostess sul volo Roma-Philadelphia: atterraggio d’emergenza per American Airlines

Malore per sei hostess sul volo Roma-Philadelphia: atterraggio d’emergenza per American Airlines

Malore per sei hostess sul volo Roma-Philadelphia: atterraggio d’emergenza per American Airlines
Chicago, IL, USA – July 17, 2017: American Airlines fleet of airplanes with passengers at O’Hare Airport passing through corridor.

Un Boeing 787-9 di American Airlines è stato dirottato a Dublino dopo la comparsa di vertigini e malesseri tra l’equipaggio. La compagnia conferma un «odore sgradevole» a bordo, ma le cause dell’episodio devono ancora essere accertate

Un odore insolito percepito a bordo, sei assistenti di volo colpiti da vertigini e malesseri e la decisione di interrompere la traversata dell’Atlantico. Il volo American Airlines AA719, partito da Roma Fiumicino e diretto a Philadelphia, è stato costretto a deviare verso l’aeroporto di Dublino dopo che gran parte dell’equipaggio di cabina si è sentita male.

L’episodio è avvenuto sabato 25 luglio. Il Boeing 787-9 Dreamliner era decollato da Roma intorno alle 12.40 e avrebbe dovuto raggiungere Philadelphia dopo circa nove ore di viaggio. Quando l’aereo si trovava già sull’Atlantico, i piloti hanno comunicato ai controllori un’emergenza medica e hanno modificato la rotta, dirigendosi verso l’Irlanda.

Sei assistenti di volo colpiti da vertigini e malesseri

Secondo le prime ricostruzioni, sei dei nove assistenti di volo presenti sul Boeing avrebbero manifestato sintomi come vertigini, nausea e una sensazione generale di malessere. A bordo si trovavano complessivamente 281 passeggeri e dodici membri dell’equipaggio, tra i quali nove assistenti di volo e tre piloti.

American Airlines ha confermato che il dirottamento è stato deciso in seguito alla segnalazione di un «odore sgradevole a bordo». Dopo l’atterraggio, avvenuto senza conseguenze, l’aereo è stato raggiunto dai paramedici. Gli assistenti di volo coinvolti e un passeggero sono stati sottoposti ad accertamenti e successivamente dimessi, senza necessità di ricovero.

La compagnia ha inoltre offerto una sistemazione in hotel ai viaggiatori rimasti bloccati a Dublino e ha provveduto a riprenotarli su voli in partenza il giorno successivo.

Che cosa ha provocato il malore

La causa dell’episodio non è stata ancora determinata. Al momento, l’unico elemento confermato dalla compagnia è la presenza dell’odore anomalo: non ci sono comunicazioni ufficiali che permettano di parlare di intossicazione, perdita di pressione o contaminazione dell’aria.

Il fatto che i sintomi siano comparsi quasi contemporaneamente in diversi membri dell’equipaggio ha inevitabilmente concentrato l’attenzione sul sistema di ventilazione e sulla qualità dell’aria in cabina. Si tratta, tuttavia, soltanto di una delle ipotesi che dovranno essere verificate attraverso le ispezioni tecniche sull’aeromobile.

Gli episodi nei quali vengono segnalati vapori, fumi o odori anomali possono avere origini differenti. Tra i possibili problemi tecnici figurano guasti alle guarnizioni, ai sistemi di ventilazione o ai componenti che fanno circolare l’aria. Saranno ora gli accertamenti a chiarire l’origine dell’odore e l’eventuale legame con i malesseri accusati dall’equipaggio.

Il sistema di ventilazione del Boeing 787

Nel caso del volo AA719 esiste inoltre un particolare tecnico importante. A differenza della maggior parte degli aerei di linea, il Boeing 787 non utilizza normalmente l’aria compressa prelevata dai motori, la cosiddetta “bleed air”, per alimentare la ventilazione e la pressurizzazione della cabina.

Il Dreamliner utilizza compressori elettrici che aspirano aria dall’esterno della fusoliera e la introducono nel sistema di condizionamento. Questa architettura riduce il rischio di alcune contaminazioni legate direttamente ai motori, ma non esclude altri possibili problemi nell’impianto di ventilazione, nei compressori, nei componenti elettrici o nei sistemi di ricircolo.

Per questo motivo sarebbe prematuro parlare di una perdita di olio dai motori o di un vero e proprio “fume event”. Le verifiche dovranno stabilire innanzitutto da dove provenisse l’odore e se esista una relazione diretta con i sintomi accusati dall’equipaggio.

Anche la concentrazione dei malori tra gli assistenti di volo rappresenta un elemento da approfondire. Il personale di cabina si muove lungo tutto l’aereo e trascorre parte del viaggio nelle aree di servizio e nelle cucine. La distribuzione dei sintomi potrebbe quindi aiutare i tecnici a individuare l’origine dell’odore, senza però essere sufficiente, da sola, a indicarne la causa.

I diritti dei passeggeri del volo American Airlines

Poiché il volo era partito da Roma, si applicano le norme europee sulla tutela dei passeggeri anche se American Airlines è una compagnia statunitense. I viaggiatori hanno diritto all’assistenza durante l’attesa e al trasferimento verso la destinazione finale attraverso un volo alternativo.

L’eventuale compensazione economica non è invece automatica. Dipenderà dalla durata effettiva del ritardo con cui ogni passeggero ha raggiunto Philadelphia e, soprattutto, dalla causa accertata del dirottamento. La normativa europea esclude infatti l’indennizzo quando la compagnia dimostra che il disservizio è stato provocato da circostanze eccezionali, pur mantenendo gli obblighi di assistenza e riprotezione.

L’atterraggio a Dublino si è concluso senza feriti e le persone visitate non hanno avuto bisogno di essere ricoverate. Resta ora da comprendere che cosa abbia provocato l’odore segnalato in cabina e perché abbia causato malesseri in una parte così consistente dell’equipaggio.

© Riproduzione Riservata