Casa, figli, scuola… La dichiarazione dei redditi 2026 entra nel vivo con una serie di novità che cambiano il calcolo dell’Irpef e il perimetro delle detrazioni e l’accesso ai bonus. In attesa della precompilata a disposizione nella propria area riservata dell’Agenzia delle Entrate, è utile iniziare a farsi due conti. La pubblicazione del modello 730/2026, con nuovi righi e istruzioni parla chiaro: meno detrazioni automatiche per alcune categorie, stretta sui redditi oltre i 75mila euro, bonus casa rimodulati e nuovi incentivi per lavoro e scuola. Ecco cosa cambia davvero per i contribuenti.
Irpef 2026: tre scaglioni strutturali e più detrazioni per i redditi bassi
Diventa definitiva la riforma Irpef che ha ridotto da quattro a tre gli scaglioni di reddito. Il nuovo impianto, già sperimentato negli anni scorsi, entra stabilmente nel sistema fiscale e costituisce la base di calcolo della dichiarazione 2026. Contemporaneamente si rafforza la detrazione per i redditi da lavoro dipendente più bassi: per chi non supera i 15mila euro annui, lo sconto fiscale sale a 1.955 euro. E’ un intervento che può tradursi in un rimborso più consistente in busta paga o direttamente nel 730.
Taglio alle detrazioni oltre i 75mila euro: come funziona la “tagliola”
La novità più rilevante riguarda i contribuenti con redditi medio-alti. Per chi supera i 75mila euro, le spese detraibili non sono più riconosciute integralmente: scatta un meccanismo di calcolo che riduce progressivamente il beneficio. L’importo massimo su cui applicare le detrazioni viene determinato moltiplicando un “importo base”, che diminuisce all’aumentare del reddito, per un coefficiente legato al numero di figli a carico. L’importo base è pari a 14mila euro per redditi tra 75mila e 100mila euro e scende a 8mila euro oltre i 100mila euro. Il coefficiente varia in base alla composizione familiare: è più basso per chi non ha figli a carico e cresce fino ad arrivare al valore pieno in presenza di più di due figli o di almeno un figlio con disabilità.
Restano fuori dalla stretta alcune voci considerate essenziali come le spese sanitarie, investimenti in start-up e Pmi innovative, oneri su mutui e prestiti contratti entro il 31 dicembre 2024, premi assicurativi stipulati entro la stessa data e rate di lavori edilizi sostenuti fino al 2024. Per queste spese, dunque, non scatta la nuova limitazione.
Figli a carico: stop alle detrazioni oltre i 30 anni. E più stretto il perimetro per altri familiari a carico
Cambia anche il capitolo delle detrazioni per carichi di famiglia. Dalla dichiarazione dei redditi di quest’anno non sono ammesse detrazioni Irpef per i figli con più di 30 anni, a meno che non siano persone con disabilità. La detrazione, fino a massimo 950 euro e modulata in base al reddito del genitore, resta per i figli tra 21 e 30 anni. Nessun limite di età, invece, in presenza di disabilità accertata. Restano uguali i limiti di reddito che deve avere un figlio per considerarsi fiscalmente a carico: 2.840,51 euro annui, che salgono a 4mila euro fino ai 24 anni di età. Per i figli over 30 a carico restano comunque possibili le detrazioni per le spese sostenute nel loro interesse, come quelle sanitarie o universitarie.
Si restringe anche il perimetro degli “altri familiari” per cui è possibile beneficiare della detrazione fino a 750 euro. Da quest’anno spetta solo per gli ascendenti conviventi, quindi genitori e nonni che vivono con il contribuente. Escono dall’elenco fratelli, sorelle, suoceri, generi, nuore e altri parenti, almeno per quanto riguarda la detrazione per carichi di famiglia. Resta comunque la possibilità di fruire delle detrazioni per specifiche spese sostenute per questi familiari. Stop, inoltre, alle detrazioni per familiari residenti all’estero per i contribuenti non appartenenti all’Unione europea o allo Spazio economico europeo.
Bonus casa 2026: 50% solo per l’abitazione principale
Il sostegno fiscale si concentra sulla prima casa e si riduce sulle seconde abitazioni. Per le spese sostenute nel 2025 su ristrutturazioni, efficientamento energetico e interventi antisismici, la detrazione ordinaria scende al 36%. L’aliquota sale però al 50% quando i lavori riguardano l’abitazione principale del contribuente, cioè la casa di residenza.
Spese scolastiche: i limiti salgono
Tra le novità favorevoli ai contribuenti c’è l’aumento del tetto detraibile per le spese di istruzione: dal 2025 il limite massimo sale a mille euro per ciascun alunno o studente dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado.
Premi aziendali, mance e nuovi incentivi per il lavoro
Per i lavoratori dipendenti viene innalzato a 5mila euro il limite delle somme soggette a imposta sostitutiva nel caso di partecipazione agli utili d’impresa prevista da contratti collettivi che stabiliscano la distribuzione di almeno il 10% degli utili.
Nel settore turistico-alberghiero, la tassazione sostitutiva sulle mance si applica entro il limite del 30% del reddito annuo percepito, a condizione che il lavoratore non superi i 75mila euro di reddito complessivo.
Una novità importante riguarda i neoassunti a tempo indeterminato nel 2025: i rimborsi per affitto e manutenzione dell’alloggio concessi dal datore di lavoro non concorrono a formare reddito imponibile per i primi due anni, fino a un massimo di 5mila euro annui. Un incentivo pensato per favorire mobilità e occupazione stabile.
