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INPS – Congedo per malattie gravi, come riscattarlo per la pensione: requisiti e costi

INPS – Congedo per malattie gravi, come riscattarlo per la pensione: requisiti e costi
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L’Inps spiega a chi spetta il riscatto fino a 24 mesi di contributi, come presentare la domanda e come si calcola la spesa

Per chi deve fermarsi dal lavoro per curarsi c’è la possibilità di non perdere i contributi utili per la pensione: riscattare i mesi di congedo. L’Inps, con la circolare n. 108 del 22 ottobre 2026, ha chiarito come procedere.

Congedo per malattie oncologiche e croniche: a chi spetta e cosa prevede

La legge riconosce ai dipendenti pubblici e privati con una malattia oncologica, invalidante o cronica, anche rara, e un’invalidità di almeno il 74% un congedo fino a 24 mesi complessivi, da usare in un’unica soluzione o a più riprese. Il lavoratore non perde il posto, ma resta senza stipendio e non può svolgere altre attività. Il congedo scatta solo dopo aver esaurito ferie, permessi e altri periodi di assenza già spettanti. I mesi di congedo, però, restano scoperti: non fanno anzianità e non pesano sulla pensione. Da qui l’utilità del riscatto.

Riscatto del congedo: quali periodi si possono recuperare

Il riscatto vale per il congedo realmente usato dal 9 agosto 2025 in poi, per un massimo di 24 mesi nell’arco di tutta la vita lavorativa. Quei mesi non devono essere già coperti da altri contributi, in nessuna cassa pensionistica, anche professionale o estera. Il riscatto non riduce i limiti di altre tutele simili, come il congedo per gravi motivi familiari o il riscatto delle interruzioni di lavoro. Possono chiederlo anche chi ha lasciato il servizio o chi già riceve la pensione, salvo eventuali scadenze previste dalla propria gestione. Inoltre, secondo l’Inps, il lavoratore può scegliere tra il riscatto e la prosecuzione volontaria, cioè il versamento dei contributi di propria iniziativa.

Come fare domanda all’Inps e quali documenti servono

La domanda va inviata solo online: dal portale Inps con Spid, Cie o Cns, tramite il Contact Center telefonico oppure con l’aiuto di un patronato. Può presentarla anche un superstite. Bisogna dimostrare che il congedo è stato concesso e goduto: di solito basta il provvedimento del datore di lavoro. Se non si trova più, l’azienda può rilasciare una dichiarazione successiva, accompagnata dai certificati medici e da riscontri sull’assenza dal lavoro.

Quanto costa il riscatto e come si calcola

I mesi di congedo vengono valutati con il sistema contributivo, quello in cui la pensione dipende dai contributi versati. Il costo si calcola applicando l’aliquota contributiva in vigore il giorno della domanda alla retribuzione degli ultimi dodici mesi su cui sono stati versati contributi, in proporzione ai mesi da riscattare. Da ricordare anche che la somma versata è deducibile dal reddito. Prima di decidere conviene confrontare la spesa con il vantaggio atteso: i contributi riscattati contano sia per maturare il diritto alla pensione sia per aumentarne l’importo. Un patronato può fare il calcolo sul singolo caso.

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