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I treni del futuro? Saranno più sicuri, puntuali e tecnologici

I treni del futuro? Saranno più sicuri, puntuali e tecnologici
Courtesy of Gruppo Fs

La realtà virtuale a supporto della formazione dei macchinisti, droni in grado di migliorare le ispezioni all’interno dei cantieri, sensori capaci di prevenire i guasti e aiutare a gestire le emergenze. Ecco le innovazioni che aumenteranno l’efficienza a bordo.

da Berlino

InnoTrans, la biennale berlinese dedicata al futuro dei trasporti, è più intasata di una stazione all’ora di punta di un grande esodo: oltre 175 mila visitatori da 128 Paesi affollano i padiglioni della fiera e gli sterminati spazi esterni, dove sfilano locomotive, vagoni, primizie e visioni dei treni di domani.

Il tema ricorrente, coerente con questo tempo consegnato all’intelligenza artificiale, è l’automazione: il convoglio che si ripara, si fa pulire (da solerti robot spazzini), si pilota da solo. Più che affascinante, è stridente come una frenata improvvisa: la prospettiva sembra ridurre il fattore umano a un accessorio, a un elemento superfluo da marginalizzare o, persino, eliminare appena possibile.Il grande stand allestito dal Gruppo Fs, in compenso, sembra quasi una zona franca. Porta avanti una filosofia del tutto opposta: le innovazioni delle ferrovie italiane manterranno le persone al centro e ne miglioreranno l’efficienza operativa. Semplificheranno la vita ai lavoratori dell’azienda per aumentare il livello finale del servizio per i passeggeri e le merci. In estrema sintesi, nei prossimi anni avremo treni più puntuali e più sicuri.

Il simulatore dentro il casco

Il primo esempio è il visore per la realtà virtuale che, in un piccolo casco portatile, condensa i grandi e costosi simulatori di condotta ferroviaria. Sviluppato da Trenitalia con il contributo di FSTechnology e in collaborazione con Leonardo, trasporterà digitalmente migliaia di macchinisti nella cabina di guida, mettendo sotto il loro naso un banco di comando identico all’originale e, davanti agli occhi, la riproduzione del paesaggio nelle più disparate condizioni atmosferiche, temporali violenti e nevicate esagerate comprese.

Sarà un ambiente protetto per imparare a cimentarsi con le situazioni di pericolo, allenare i riflessi e le abilità per prendere decisioni in modo rapido, fino a riflettere sui propri errori senza che abbiano alcuna conseguenza pratica. Anziché valutare di sostituire il personale che guida, il Gruppo Fs si sta attrezzando per prepararlo al meglio. Per ora il sistema è un prototipo in via di sviluppo, piace a francesi, greci e spagnoli che ne hanno chiesto uno identico per sé.

L’ispettore della rete

Tino (forma strizzata di Train for inspection of railway lines, ovvero treno per l’ispezione delle linee ferroviarie) viaggia sì senza pilota, ma per una questione di buon senso: percorrerà per primo, al mattino presto, le tratte dell’alta velocità; tramite i suoi numerosi sensori, si accerterà che tutto sia in ordine, che non ci siano guasti da riparare o pericoli per la circolazione. È una sentinella e uno scudo: si prende i rischi sul suo corpo di lamiera.

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Tino, il Train for inspection of railway lines di Rfi

A InnoTrans, complici i suoi colori vivaci e la forma avveniristica, l’assenza di vetrate e l’abbondanza di telecamere sul davanti, Tino è stato tra i più fotografati. È un’intuizione di Rfi e potrebbe entrare in esercizio nel 2028. Intanto, scorrazza liberamente nel circuito ferroviario di prova di Bologna San Donato, un laboratorio su rotaia di oltre 5 chilometri dove il Gruppo Fs perfeziona le sue idee all’avanguardia.I 20 droni di Fs Engineering che, un volo dopo l’altro, digitalizzano con accuratezza le aree dei cantieri e seguono l’andamento dei lavori, sono già operativi. Possono svolgere ispezioni in aree difficili da analizzare, come ponti, viadotti e gallerie. Così i tempi di esecuzione si accorciano e l’aderenza al progetto originale è garantita.

La fiera di Berlino è lo specchio di una strategia precisa e in divenire: «In Fs siamo in una fase di grande trasformazione, con la definizione di un nuovo piano industriale entro la fine dell’anno, che avrà tra i suoi focus l’innovazione», conferma a Panorama Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato e direttore generale del Gruppo Fs.

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Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato e direttore generale del Gruppo Fs

«Ci concentreremo in particolare», aggiunge, «sugli investimenti in tecnologie a supporto dei processi manutentivi. Tutto questo con una priorità chiara, la sicurezza, che alimenta nel quotidiano tutte le nostre scelte e di chi lavora nei nostri cantieri. Ci occuperemo solo di ciò che è ferrovia, che è il nostro core business e svilupperemo solo progetti che vanno in questa direzione».

Il trasporto su merci evoluto

Accanto al traffico dei passeggeri, la rete ferroviaria è cruciale anche per le merci. In questo ambito, Fs Logistix, altra società del gruppo, ha raccontato a InnoTrans il suo smart train, che di nuovo non si guida da solo, ma fornisce informazioni preziose a chi deve occuparsi di portarlo da uno scalo all’altro.

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La cabina di controllo di un treno merci

La sfida vinta è stata quello di rendere tecnologico un lunghissimo pezzo di ferro che, in passato, non era connesso. Dare un linguaggio a ciò che era muto, innervandolo con un lessico di sensori, unità elettroniche e sistemi di comunicazione senza fili. Ora sa parlare al macchinista attraverso un tablet, dove scorrono dati utili alla manutenzione predittiva, le istruzioni su come agire per prevenire un guasto prima che si verifichi. Ancora più cruciale è il monitoraggio dell’impianto frenante, la segnalazione di anomalie, il rilevamento tempestivo di eventi riconducibili a un deragliamento. Lasciando sempre all’uomo il comando, la decisione finale da prendere, ma supportandolo affinché sia la più sensata.  «La tecnologia è una leva essenziale per rendere il trasporto ferroviario merci più efficiente, sicuro e competitivo», commenta Sabrina De Filippis, amministratore delegato e direttore generale di Fs Logistix.

«Con soluzioni già in fase di sperimentazione sui binari», spiega De Filippis, «trasformiamo dati, automazione e connettività in benefici concreti per la gestione dei convogli e per i clienti. Innovare la logistica significa supportare le filiere produttive e sostenere la competitività dell’industria europea». Quella stessa industria che, con le sue eccellenze nei trasporti, si è data appuntamento a Berlino per un viaggio su rotaia nel futuro. E dove l’Italia ha dimostrato di non essere rimasta indietro.

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