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Aumenti pensioni 2027: quanto salgono da gennaio tra minime, assegno sociale e invalidità

Aumenti pensioni 2027: quanto salgono da gennaio tra minime, assegno sociale e invalidità
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Con l’inflazione in rialzo la rivalutazione si avvicina al 3%: ecco le cifre per fascia, ma non c’è un vero aumento del potere d’acquisto

Da gennaio 2027 gli assegni dei pensionati dovrebbero salire di circa il 3%, trascinati dall’aumento del costo della vita. Per molte pensioni significa da 30 a 60 euro lordi in più al mese. A settembre i prezzi al consumo sono infatti cresciuti del 4,2% su base annua, contro il 3,3% di agosto, ma quel dato non coincide con la percentuale usata per le pensioni, che le stime collocano ora tra il 2,9% e il 3%, con la possibilità di superare di poco quella soglia. La percentuale, però, è ancora provvisoria: quella ufficiale sarà fissata da un decreto del Ministero dell’Economia, atteso in autunno. Gli effetti riguarderanno milioni di pensionati, dalle pensioni medie alle minime, fino all’assegno sociale e all’invalidità civile.

Rivalutazione pensioni 2027: quando si saprà la percentuale ufficiale

Per adeguare gli assegni pensionistici si guarda ai prezzi medi dell’anno rilevati dall’indice FOI, quello delle famiglie, tabacchi esclusi. Le date da segnare sono due. Il 16 ottobre l’Istat pubblicherà i dati definitivi di settembre. Poi, verosimilmente a novembre, il Ministero dell’Economia indicherà con un decreto la percentuale provvisoria valida dal 1 gennaio 2027. Intanto, però, si possono già fare le prime simulazioni.

Aumento pensioni 2027 per fascia di importo: le simulazioni

Il meccanismo di rivalutazione favorisce gli assegni più bassi. L’adeguamento pieno vale fino a quattro volte il trattamento minimo, cioè fino a circa 2.447 euro al mese. Sulla quota tra quattro e cinque volte il minimo si riconosce il 90% dell’aumento, mentre oltre questa soglia si scende al 75%.
Con una rivalutazione del 3%, una pensione lorda di 1.000 euro crescerebbe di circa 30 euro al mese, una da 1.500 di 45 e una da 2.000 di 60. Per gli assegni più alti il calcolo si complica: con 2.500 euro l’aumento sarebbe di circa 75 euro, con 3.000 euro di circa 88. Se la percentuale si fermasse al 2,9%, i 1.000 euro diventerebbero 1.029 e i 2.000 euro salirebbero di circa 58 euro: tra i due scenari la differenza è di pochi euro.
Si tratta di cifre lorde: nel netto peseranno Irpef e addizionali, oltre a eventuali novità fiscali della prossima Legge di Bilancio.

Pensione minima, assegno sociale e invalidità civile: gli aumenti nel 2027

Per chi ha redditi più bassi gli aumenti in euro sono più contenuti. La pensione minima, oggi a 611,85 euro, passerebbe a circa 630 euro con il 3% (circa 629,59 con il 2,9%), oltre 18 euro in più al mese. Quest’anno molti pensionati hanno però anche un ulteriore aumento temporaneo, fino a dicembre 2026, dell’1,3%, che porta l’importo a circa 619,80 euro. Sarà la Legge di Bilancio 2027 a decidere se prorogare.
L’assegno sociale, oggi a 546,24 euro, salirebbe a circa 562,63 euro, quasi 16 euro in più. L’importo base dell’invalidità civile, 340,71 euro, arriverebbe a circa 350,93 euro, con un aumento di poco superiore ai 10 euro. Sono cifre di base: maggiorazioni sociali e altre integrazioni possono far crescere l’importo effettivamente incassato.

Inflazione e pensioni: perché la rivalutazione non fa crescere il potere d’acquisto

Non si tratta di un arricchimento. La rivalutazione serve a limitare i danni dell’inflazione, cioè a evitare che la pensione valga sempre meno rispetto ai prezzi. C’è poi una questione di tempi. Il carrello della spesa, la benzina e le bollette pesano subito sul bilancio familiare, mentre l’assegno si adegua solo a gennaio dell’anno dopo. Nel frattempo, è il pensionato ad anticipare i rincari di tasca propria. Gli aumenti in arrivo, dunque, restituiscono solo in parte, e in ritardo, ciò che l’inflazione ha già sottratto nel 2026.

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