Da una parte, le amministrazioni che vogliono creare più spazi verdi sul proprio territorio. Dall’altra, imprese che devono acquisire crediti ambientali… C’è un nuovo progetto che fa incontrare queste esigenze e fa spuntare boschi in città. Con una strategia in cui l’ente pubblico non spende, le società raggiungono gli obiettivi e l’occupazione cresce.
Fare soldi con gli alberi non è un’idea particolarmente originale: li pianti, li lasci crescere e poi li tagli e vendi la legna. Si fa così da secoli e si chiama selvicoltura. Un po’ più strano è veder nascere un’azienda, con alle spalle due soci belli grossi, che vuole piantare alberi per farne dei boschi in città. E non qualche alberello: milioni. Il bello è che intende pure guadagnarci.
È uno degli effetti positivi del riscaldamento globale. Per abbattere le emissioni di anidride carbonica, la CO², e ridurre l’inquinamento una delle strade da seguire è aumentare la quantità di alberi sul Pianeta: l’articolo 5 dell’accordo di Parigi del 2015, per esempio, impegna i 195 Paesi firmatari ad azzerare la deforestazione, responsabile del 14 per cento di CO² immessa dall’uomo nell’atmosfera, a espandere le aree boschive e a gestire in modo «climaticamente intelligente» di quelle esistenti. Del resto, un terzo dell’anidride carbonica prodotta dall’uomo viene assorbita dalle foreste. Non è l’unica soluzione, certo, ma più alberi ci sono, meglio è.
In Italia ne abbiamo parecchi, circa 12 miliardi, ma non abbastanza nelle città, dove sono utili non solo per assorbire CO² e particolato, ma anche per rinfrescare l’ambiente e ridurre l’inquinamento acustico. Di conseguenza creare boschi urbani è diventata un’attività socialmente utile. E in prospettiva anche profittevole.
Con queste premesse il 19 giugno scorso Snam e Fondazione Cassa depositi e prestiti hanno annunciato l’avvio di una collaborazione «per lo sviluppo e la realizzazione di progetti di riduzione e assorbimento delle emissioni di CO², attraverso interventi di rimboschimento e creazione di aree verdi sul territorio italiano». L’accordo si è concretizzato il 9 novembre con la nascita di Arbolia, società controllata al 51 per cento da Snam e al 49 dalla Fondazione Cdp.
Una piccola start-up con grandi ambizioni: piantare 3 milioni di alberi entro il 2030. Ma con quali competenze un’impresa che trasporta gas nei suoi tubi e che di recente ha allargato il suo raggio di azione all’idrogeno si dovrebbe occupare di piantumazioni? E un ente che raccoglie il risparmio postale degli italiani? La Snam sostiene di aver maturato una notevole esperienza in iniziative di ripristino ambientale connesse ai propri progetti infrastrutturali: negli ultimi 10 anni ha piantato circa un milione di alberi e ha effettuato cure colturali lungo oltre 1.300 chilometri. La Cdp invece investe da anni in progetti «green» e porta in dote la sua capacità di curare i rapporti con le istituzioni. Per entrambe la sostenibilità ambientale è entrata a pieno titolo nei piani strategici.
In concreto Arbolia nasce con l’obiettivo di unire due diverse esigenze: quella delle amministrazioni pubbliche di realizzare progetti di rimboschimento urbano senza gravare sulle casse comunali; e quella delle aziende di ridurre la propria impronta ecologica o di lasciare qualcosa di bello sul proprio territorio e per i propri dipendenti. Le aziende finanziano i progetti e i sindaci vedono le loro città diventare più verdi senza spendere soldi del proprio bilancio. La caratteristica di Arbolia è di essere focalizzata sull’Italia: non fa come tante altre organizzazioni che raccolgono fondi per piantare alberi nei Paesi in via di sviluppo, dove un rimboschimento è relativamente più semplice. Al contrario, la società realizza progetti a chilometro zero. Il che la rende particolarmente interessante perché gli alberi che pianta li possiamo vedere e toccare con mano, non sono lontani migliaia di chilometri. In pratica, la società individua le aree appropriate, di solito con un’estensione di almeno un paio di ettari, realizza il progetto scegliendo le piante più adatte al territorio e poi cura la manutenzione del bosco per i primi due anni.
Non è il personale della Arbolia a occuparsi direttamente della piantumazione e della manutenzione. Su ogni progetto lavorano almeno 3-4 imprese: lo studio di progettazione; il vivaio dal quale si acquistano le piante; l’impresa del verde per effettuare la messa a dimora di alberi (5-10 addetti in base alle dimensioni del progetto); l’azienda che cura la manutenzione nel tempo (può essere la stessa che pianta o una diversa). Quindi c’è anche una ricaduta economica positiva sul territorio, oltre a quella ambientale.
I primi interventi di Arbolia sono stati avviati a Parma: nella città emiliana la società ha chiuso due accordi per piantare quattromila alberi in due aree periferiche, il Cinghio Sud e la zona adiacente al centro commerciale Eurosia. Il primo è stato finanziato dall’azienda tedesca Max Streicher che ha la sede italiana vicino al nuovo bosco urbano, il secondo verrà sostenuto dalla Impresa Tre Colli di Fidenza.
In ogni progetto verranno messe a terra tra le 10 e le 30 specie di piante diverse. Secondo le stime di Arbolia l’intervento consentirà di assorbire circa 335 di tonnellate di CO² l’anno e 1.200 chilogrammi di PM10, contribuendo così a migliorare la qualità dell’aria. A oggi Arbolia ha firmato protocolli di intesa per progetti analoghi con Taranto, Massa, Sabaudia, Treviso, Udine. «Con la firma del protocollo d’intesa con Arbolia» ha dichiarato il sindaco di Udine Pietro Fontanini «intendiamo realizzare in città due veri boschi urbani, uno sul terreno dell’ex Caserma Piave e l’altro dove sorgeva Cascina Mauroner, andando così a recuperare queste aree della città che sono state abbandonate per decenni».Altri accordi in via di definizione riguardano Rovigo, Torino e Lecce.
Un aspetto innovativo di questa iniziativa targata Fondazione Cdp e Snam riguarda la natura societaria di Arbolia: si tratta di una società benefit, una forma giuridica introdotta nel 2016 in Italia, secondo Paese al mondo ad averlo fatto dopo gli Stati Uniti. Una società benefit è un’azienda che si dà l’obiettivo di avere un impatto positivo verso la società e l’ambiente, oltre a realizzare un profitto. Un doppio vantaggio, insomma. Come i boschi in città. n
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