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Ucraina, droni e Mediterraneo: la guerra si sposta fuori dai confini

Ucraina, droni e Mediterraneo: la guerra si sposta fuori dai confini

Dopo mesi di accuse, emerge che fu Kiev a colpire la petroliera Qendil nel Mediterraneo. Oltre duecento soldati a Misurata, così la guerra con Mosca sfrutta la divisione tra Tripolitania e Cirenaica.


Dopo la distruzione del gasdotto North Stream2 ecco la conferma di un’altra azione deliberata delle forze ucraine al di fuori del loro territorio. La memoria torna all’attacco della petroliera Qendil, nave ritenuta appartenere alla flotta ombra russa (sebbene battesse bandiera omanita), avvenuto il 19 dicembre 2025. Si trattava di una nave che trasportava petrolio greggio e gas in violazione delle sanzioni occidentali imposte dopo l’invasione dell’Ucraina, così il Servizio di sicurezza ucraino (Ssu) ha diffuso un video che dimostra l’operazione. Queste azioni avvengono con una certa frequenza nel Mar Baltico come nel Mar Nero, ma è stata la prima condotta nel Mediterraneo, seguita dalla distruzione della metaniera Arctic Metagaz che trasportava 60.000 tonnellate di gas naturale russo liquefatto. Sette Stati membri dell’Unione europea, guidati dall’Italia, avevano protestato per il potenziale disastro ambientale che tali attacchi avrebbero potuto causare. Rispondendo ad accuse incrociate, il Cremlino aveva attribuito all’Ucraina di aver distrutto la Metagaz, sostenendo che fosse stata attaccata dalla Libia con un drone navale. Kiev non ha né confermato né smentito ufficialmente la responsabilità dell’attacco. Il 2 aprile è però arrivata una notizia importante: la radio francese Rfi ha annunciato che l’Ucraina mantiene siti di lancio per droni nella regione costiera libica di Zawiya dallo scorso novembre, specificando che ci sarebbero di stanza oltre 200 militari schierati tra Zawiya e Misurata. E che qui condividono le caserme con forze provenienti da paesi occidentali che sostengono il Primo ministro Abdul Hamid Dbeibeh, il cui governo controlla la parte occidentale del paese, inclusa la capitale Tripoli. Mentre i loro avversari, i ribelli guidati dal Maresciallo Khalifa Haftar, controllano le regioni orientali con il supporto russo. A colpire la Metagaz sarebbe stato un drone di tipo Magura, una imbarcazione senza equipaggio adibita al trasporto di circa 300 kg di esplosivo che ha un raggio d’azione di 800km. L’unico tipo in mano alle forze di Kiev che poteva raggiungere la nave mentre navigava a quasi 300km dalla costa libica. L’agenzia Associated Press, citando fonti anonime all’interno dell’esercito libico, ha pubblicato le stesse informazioni di Rfi il 7 aprile e finalmente Igor Lutsenko, noto politico e ufficiale militare ucraino, ha confermato la presenza di suoi commilitoni in Libia indicando l’esistenza di un accordo bilaterale tra il governo libico e quello ucraino. La vicenda potrebbe essere stata il risultato dell’unico incontro diplomatico riconosciuto tra rappresentanti di Libia e Ucraina che si era svolto a Tripoli nel 2023 tra il capo dell’ufficio del Ministro della difesa libico, Jibril Al-Shteiwi, e l’addetto militare dell’ambasciata ucraina Andriy Bayuk, quando entrambi i rappresentanti affermarono che i rispettivi governi avrebbero cooperato in materia di sicurezza. Una traccia sul fatto che la Libia stesse ricevendo e ospitando droni navali ucraini arrivò però nell’agosto scorso con una dichiarazione del procuratore generale libico Al-Siddiq Ahmed Al-Sour, il quale sosteneva che tali armamenti stessero entrando in Libia dall’Algeria provenienti da Niger, Mali e Burkina Faso, paesi sono coinvolti in conflitti in cui si ritiene che i droni ucraini vengano usati per armare gruppi che si oppongono ai governi sostenuti da Mosca. Sul fronte della Nato, è stato accertato che la Russia stesse intensificando la mappatura satellitare del Nord Africa e dell’Africa occidentale per facilitare alcune operazioni militari, mentre il governo ucraino rese noto di voler mantenere o ampliare la sua presenza nel Mediterraneo in quanto area cruciale per i trasporti logistici russi. In questo caos geopolitico si inserisce Londra, che ha inviato nella Manica navi da guerra per intercettare quelle della flotta ombra russa che tentassero di non passare dal Bosforo per consegnare il loro carico.

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