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Trump vuole rivoluzionare la Marina Usa con nuove corazzate nucleari. Ma la Cina avverte: costano troppo e rischiano di arrivare tardi

Trump vuole rivoluzionare la Marina Usa con nuove corazzate nucleari. Ma la Cina avverte: costano troppo e rischiano di arrivare tardi

Gli analisti cinesi esaminano il progetto americano di creare nuove supernavi nucleari da combattimento. Tra costi e tempi fuori controllo ed armi non ancora sperimentate


Missioni sempre più lunghe e più pericolose, problemi tecnici sulle portaerei e guai psicologici del personale di bordo che resta in mare per molti mesi. Infine, avarie gravi su un cacciatorpediniere in navigazione nel Mar Cinese Meridionale. Se per la Marina statunitense, la più potente del mondo, non è certo un periodo facile, da Washington e dal Pentagono emergono nuove strategie e un’evoluzione della flotta che pare nascere direttamente dall’amministrazione Trump, che tempo fa lanciò la proposta di una corazzata con il suo nome. Progetti che Pechino valuta con attenzione e che, come sempre avviene tra possibili nemici, commenta con atteggiamento critico. In questo caso si parla di una classe di navi con capacità di grande potenza di fuoco prodotta da moderne armi ad alta tecnologia e ampie stive per le munizioni, quindi in grado di operare in autonomia e di resistere anche a danni gravi durante il combattimento. Inoltre, utilizzando la propulsione nucleare, le corazzate Trump potrebbero eseguire missioni molto lunghe senza necessità di rifornimento. Si tratta, evidentemente, di prestazioni ambiziose che prevedono uno sviluppo decennale e costi estremamente elevati. Se c’è una cosa che possiamo invidiare agli orientali è la saggezza, così a proposito della “classe Trump” è interessante sapere che cosa ne pensano gli analisti militari di Pechino. In un articolo apparso due mesi fa su China National Defense News, appaiono alcuni spunti iniziali su come il principale rivale globale degli Stati Uniti ne stia valutando intenti e dichiarazioni. Osservando che una nave fatta come vorrebbe l’amministrazione Trump potrebbe offrire vantaggi quali la capacità delle grandi unità di continuare a svolgere determinate missioni di combattimento anche in caso di disturbo delle comunicazioni e una maggiore resistenza ai danni dello scafo rispetto alle navi di piccole o medie dimensioni. Ma soprattutto, si osserva che avendo a bordo un reattore nucleare, potrebbe trasportare anche armi con l’atomo. L’analisi cinese è in linea con molte delle valutazioni occidentali ed anche permeata di scetticismo sull’aspetto finanziario: per la costruzione di 15 navi da battaglia della classe Trump tra il 2028 e il 2056, i costi ammonterebbero a 275 miliardi di dollari, con la prima unità della classe che da sola ne costerebbe quasi 25. Il rapporto afferma che tale cifra è superiore del 55% rispetto a quello di navi con motori diesel-elettrici a causa del passaggio alla propulsione nucleare, dimostrando una certa competenza in materia di energia nucleare. Infine, l’analisi considera che lo smantellamento a fine vita operativa e lo smaltimento delle scorie nucleari al termine del servizio operativo non sono inclusi nella stima. I cinesi fanno notare che a oggi mancherebbe la maturità tecnologica, ovvero sottolineano le criticità maggiori, quelle che causano ritardi e aumenti dei costi. Secondo gli americani le corazzate di Classe Trump dovrebbero essere equipaggiate con cannoni di nuovo tipo (detti a rotaia), poter lanciare missili ipersonici e colpi a energia concentrata come i laser. Ma la storia recente insegna che taluni programmi statunitensi ebbero problemi di integrazione dei sistemi d’arma, come il caccia torpediniere missilistico stealth di classe Zumwalt e le navi da combattimento litoraneo “Lcs”. Soprattutto, stando ai cinesi, i cantieri americani starebbero anche registrando ritardi medi di cinque anni, con tempi di consegna per singola unità passati dai circa sei anni dei primi anni Duemila agli attuali undici. E per questo l’analisi conclude osservando che l’assemblaggio di navi da battaglia a propulsione nucleare può rallentare la costruzione di altre portaerei e sottomarini e il ritardo inciderebbe sugli equilibri navali nell’area Asia-Pacifico. Arrivando a prevedere un ruolo di minor rilievo per le navi da combattimento di superficie e, di conseguenza, l’idea che la corazzata di classe Trump potrebbe essere varata quando ormai non servirebbe più. Il tempo ci dirà chi aveva ragione.

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