Che in Italia dovesse svolgersi un’esercitazione della Nato era noto da mesi. Altro che segreto scoperto e denunciato da Avs, bastava una visita al sito internet ufficiale dell’Alleanza Atlantica per scoprire «Steadfast Noon», letteralmente mezzogiorno immobile, ovvero le manovre annuali di deterrenza nucleare che cominceranno martedì 13 ottobre.
Si tratterà di un’attività di addestramento di routine che serve per dimostrare e mantenere la prontezza operativa delle Forze Armate e provare procedure che contribuiscono alla deterrenza e alla capacità di difesa dell’Alleanza e, per citare le parole del Segretario Rutte, «ci aiuta a garantire una capacità sicura, protetta, efficace e credibile per preservare la pace, prevenire la coercizione e scoraggiare le aggressioni. Invia inoltre un chiaro messaggio di unità e determinazione».
Solo Bonelli non era a conoscenza dell’esercitazione Nato
L’evento coinvolgerà 17 nazioni e durante le manovre non saranno utilizzate armi reali, poiché le attività sono finalizzate soltanto a verificare procedure, il coordinamento tra i partecipanti e a verificare gli standard di sicurezza applicati. Nulla di segreto ma neppure di inedito: l’Italia aveva ospitato questa l’esercitazione già sei volte tra il 2010 e il 2023. Dunque l’allarme sollevato dall’onorevole Bonelli, che ha appreso dell’evento dal Notam (bollettino per gli aero naviganti emesso dall’Ente Nazionale Assistenza al Volo), peraltro noto dal 20 agosto, è inesistente.
Lo sapevano anche i piloti sportivi, ma lui avrebbe voluto saperlo in Parlamento direttamente dal ministro della Difesa Guido Crosetto. Comunque tutto si concluderà il 20 ottobre.
Secondo Bonelli, saremmo «nel pieno di una crisi internazionale che spinge il mondo verso il riarmo» e l’Italia dovrebbe aderire al trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari, chiedendo anche agli americani di togliere le testate dal nostro territorio.
Peccato che di crisi internazionali ce ne siano parecchie e che senza quelle testate si indebolirebbe molto la deterrenza dell’intera Nato. Accadrà che unità aeree e navali delle 17 nazioni partecipanti incroceranno cielo e Mar Tirreno in aree e orari ben definiti, e il tutto è disponibile da agosto, al fine di informare tutti gli operatori che conducono attività civili in quelle aree.
Perché è importante rimanere aggiornati sulle tecnologie
In pratica, nel cielo sono stati disegnati dei «corridoi» che collegano le aree di esercitazione con le basi militari dalle quali decolleranno i velivoli, che saranno Aviano, Ghedi, Gioia del Colle, Amendola e Trapani Birgi. In particolare, nei giorni 13 e 14 ottobre dalle 11 alle 16; il 16 e 20 ottobre dalle 10 alle 15. Seppure il nostro Paese non sia più il confine con il blocco sovietico, come prima del 1989, resta uno scenario unico e costituisce comunque il confine est dell’Europa occidentale, nonché una nazione distesa sul Mediterraneo.
E oltre il messaggio pacifista di Avs, esiste una realtà innegabile: quanto a Difesa occorre tenersi allenati e aggiornati, altrimenti si diventa inefficaci in breve tempo. Per qualche giorno, quindi, nei nostri cieli opereranno caccia di quinta generazione, droni, velivoli rifornitori, bombardieri e ricognitori, saranno messi alla prova centri radar, tempi di reazione e capacità di riposizionamento rapide delle unità navali a protezione di città e infrastrutture.
Ciò che è davvero triste è che ci siano italiano che vorrebbero che il loro Paese avesse un ruolo militare del tutto irrilevante e che non comprendono quale importanza abbia essere tecnologicamente e militarmente aggiornati.
Mentre scrivo, a Torino si inaugura lo stabilimento Leonardo, nel quale sarà fabbricata una parte del nuovo caccia di sesta generazione Gcap, che fa dell’Italia una nazione tra le più avanzate nel settore. Chissà se lo scopre Bonelli…
