Con la bocciatura dei ricorsi da parte del Tar la corsa alla costruzione del nuovo stadio di MIlano prosegue senza intoppi. La decisione del Tribunale amministrativo regionale della Lombardia che ha bocciato i cinque ricorsi presentati, ritenendone quattro inammissibili e uno respinto nel merito, consente a Inter e Milan di proseguire secondo le tappe stabilite dopo l’accordo con il comune di Milano. Non va dimenticato che tutte le sentenze sono appellabili al Consiglio di Stato (entro il prossimo 6 aprile secondo le tempistiche ordinarie) mentre resta ancora la spada di Damocle dell’inchiesta per turbativa d’asta del Tribunale di Milano.
I prossimi passi
Tra fine ottobre e inizio novembre è attesa la presentazione del nuovo rendering disegnato dagli studi Foster + Partners e Manic mentre entro metà dicembre ci sarà la valutazione ambientale strategica , con l’attenzione rivolta all’impatto ambientale (1,5 milioni di metri cubi di terra da scavare e 126 mila metri cubi di macerie e decine di migliaia di viaggi di camion). Il progetto complessivo è di 2,3 miliardi di euro complessivi, di cui, tra le spese principali, circa 700 milioni per il nuovo impianto da 71.500 spettatori, con oltre 13mila posti premium, 400 milioni per hotel, centro commerciale e uffici e altri 400 milioni di oneri finanziari. Poi ci sarà il deposito del nuovo Piano di fattibilità, l’approvazione del piano attuativo (depositato lo scorso marzo) entro marzo 2027 e nel frattempo anche l’ok della Conferenza dei Servizi. Entro l’estate dell’anno prossimo dovrebbero partire i lavori, che dureranno quattro anni. Il nuovo stadio di Milano è realizzato in funzione degli Europei del 2032 e per arrivarci al meglio serve un’intera stagione da giocare: Inter e Milan puntano a disputare il campionato 2031-2032 nel nuovo impianto. San Siro ha appena compiuto cento anni e la costruzione del nuovo impianto sta dividendo la città e le tifoserie tra nostalgici e innovatori. Ma intanto già si pensa al nuovo stadio e al nome da dargli, qualcuno ha suggerito di chiamarlo stadio Mazzola quando ci gioca l’Inter e stadio Rivera quando è impegnato il Milan. Così da unire due icone del calcio italiano degli anni sessanta e settanta. Gianni Rivera al Festival dello Sport di Trento si è detto entusiasta: “Sarebbe il modo migliore per onorare il mio amico Sandro”.
