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Garlasco, la complessa situazione giuridica di Sempio e Stasi

Garlasco, la complessa situazione giuridica di Sempio e Stasi
A sinistra Alberto Stasi, a destra Andrea Sempio (Ansa)

La Procura di Pavia chiede il rinvio a giudizio di Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi. Ma Alberto Stasi è già condannato

Dopo che la Procura di Pavia ha chiesto il rinvio a giudizio di Andrea Sempio, ritenuto unico responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi, quello che sembra profilarsi è un iter giuridico molto lungo e complesso. 

Già, perché per quell’omicidio esiste già una sentenza: Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima, che nel 2015 fu ritenuto colpevole con rito abbreviato e condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione.

E qui sta il nodo della questione. La condanna di Stasi fu costruita su sette elementi probatori. Quegli stessi elementi, tuttavia, sono stati ora riesaminati nelle nuove indagini, che hanno portato alla richiesta di processo per Sempio. Insomma, si tratta di due percorsi giudiziari diversi, basati sulle stesse prove, ma che puntano in direzioni opposte.

I legali di Stasi, Antonio De Rensis e Giada Bocellari, si dichiarano pronti a depositare una richiesta di revisione della condanna presso la Corte d’Appello di Brescia, verosimilmente «a metà novembre». De Rensis, nello specifico, parla di «elementi che desteranno scalpore». Se i tempi saranno rispettati, i giudici potrebbero pronunciarsi sull’ammissibilità della richiesta nel giro di tre o quattro mesi, con un primo verdetto già a inizio 2027.

Le mosse della difesa di Sempio

È anche vero che la richiesta di revisione di Stasi potrebbe diventare un argomento nelle mani della difesa del nuovo imputato. Gli avvocati di Sempio, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, intendono chiedere infatti al giudice dell’udienza preliminare Luigi Riganti la sospensione del procedimento, in attesa di sapere cosa accadrà alla condanna già in vigore. Nel caso in cui l’istanza venisse respinta, annunciano già il ricorso a una questione di incostituzionalità.

Il principio su cui si fonda questa strategia è quello della «inconciliabilità di giudicati»: processare qualcuno per lo stesso reato per cui esiste già un condannato definitivo aprirebbe una contraddizione difficile da sanare. Se Sempio fosse riconosciuto colpevole, l’unica strada percorribile sarebbe quindi l’impugnazione del processo che ha portato alla condanna di Stasi, per rimediare a un eventuale errore giudiziario.

Perché Garlasco è un caso senza precedenti

Taccia e Cataliotti hanno definito la vicenda un «mostro giuridico», un’espressione che, in effetti, rende bene la complessità di quanto si sta delineando al momento. Un caso che potrebbe protrarsi per mesi (più probabilmente per anni), e che oggi, soprattutto a livello mediatico, non ha paragoni nel panorama giudiziario italiano.

Chiara Poggi fu uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. La condanna definitiva di Stasi arrivò il 12 dicembre 2015. Oggi, a quasi vent’anni dal delitto, si torna in aula con un nuovo imputato, una visione ben diversa del delitto (almeno per la Procura) e tante, tantissime domande ancora senza risposta.

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