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Garlasco, né Sempio né Stasi: rispunta l’ipotesi del killer esterno

Garlasco, né Sempio né Stasi: rispunta l’ipotesi del killer esterno

A Garlasco riprende quota l’ipotesi di un killer esterno, mentre le nuove perizie e testimonianze sono favorevoli a Sempio e Stasi

Delitto e castigo. Potrebbero essere queste le tre parole che riassumono il caso di Garlasco, che corrispondono anche al titolo dell’immortale romanzo di Fëdor Dostoevskij. Se non fosse che la condanna a 16 anni ad Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi lascia più di qualche dubbio. In tal caso, sarebbe forse più opportuno parlare di «Castigo senza delitto», per citare un famoso racconto del secolo scorso di Ray Bradbury. Ma anche di «Delitto senza castigo», sempre dello stesso autore, perché se è vero che le indagini su Andrea Sempio porteranno, probabilmente, a un rinvio a giudizio (e non all’archiviazione), è altrettanto vero che gli indizi sul 37enne appaiono non sufficientemente forti per una condanna. E così, alla luce degli ultimi aggiornamenti, è rispuntata l’ipotesi di uno o più killer esterni, che Chiara conosceva poco o non conosceva affatto.

Cosa scagionerebbe Stasi e Sempio

A escludere Stasi sarebbe la perizia della dottoressa Cristina Cattaneo, depositata alla Procura di Pavia, che contiene i nuovi rilievi e le nuove tracce decisivi per decidere del destino di Sempio. Il documento, che sposta l’orario dell’omicidio almeno 30 minuti più avanti, escluderebbe la presenza di Stasi, che alle 10 era al pc di casa sua e lavorava alla tesi di laurea.

Situazione seria ma non disperata per Andrea Sempio, come confermato dal suo legale Liborio Cataliotti: «A oggi i dati reali emersi sono tranquillizzanti, sarebbe eccessivo dire che quelli in fieri ci terrorizzano, siamo curiosi, allertati, pronti, ci confronteremo. Mi riferisco agli unici dati probatori agli atti, la perizia depositata e il relativo verbale di udienza, gli altri sono a cavallo tra illazioni e violazioni del segreto istruttorio».

Potrebbe contribuire a scagionare il 37enne anche la testimonianza di una vicina di casa dei Poggi: «Sempio non lo vedevo mai qui». Nonostante fosse uno degli amici più intimi del fratello della vittima. La testimone ha aggiunto che «forse venivano a prendere Marco Poggi la sera».

L’ipotesi del killer di Garlasco

La pista del killer esterno, invece, riassurge alle glorie cronachistiche anche grazie a un’altra testimonianza, sempre di un vicino di casa della vittima. Quest’ultimo racconta di aver visto «un’auto ferma nella via di Chiara, saranno state le 22, erano in due». Alcuni movimenti strani avrebbero attirato la sua attenzione, così come la «portiera aperta lato passeggero». La vettura si sarebbe successivamente allontanata. Un terzo testimone ha menzionato invece «un uomo curvo sulla bici davanti al cancello dei Poggi» verso le 7:30 del mattino dell’omicidio, in ogni caso nettamente prima rispetto all’orario in cui Chiara sarebbe stata uccisa secondo la consulenza della dottoressa Cattaneo.

Ed ecco che prenderebbe forma l’idea di un agguato forse premeditato, con appostamenti e sopralluoghi che potrebbero persino coinvolgere più persone. Ad esempio, le indagini dei consulenti dei Poggi hanno registrato una nuova «impronta di piede nudo femminile, taglia 37-38 con alluce valgo» vicino alla porta a soffietto che conduce al seminterrato, dove si trovava il cadavere. Eppure, non appartiene alla vittima. In questo senso, i sospetti di Massimo Lovati, ex legale di Sempio, tornano estremamente attuali: «Chiara aveva scoperto qualcosa di grosso, per questo è stata uccisa. Il movente? Si trova all’interno della sua chiavetta Usb».

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