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Garlasco, Sempio sbotta: «Sono il colpevole desiderato. L’ha uccisa Stasi»

Garlasco, Sempio sbotta: «Sono il colpevole desiderato. L’ha uccisa Stasi»

Andrea Sempio parla a Verissimo del caso Garlasco: rinvio a giudizio, social, «tifoserie» e la sua verità sull’omicidio di Chiara Poggi.

Il momento decisivo potrebbe essere vicino. E Andrea Sempio, oggi unico indagato in concorso per l’omicidio di Chiara Poggi, lo sa bene. E dunque si lascia andare a dichiarazioni piuttosto nette ed emotive quali «sono il colpevole desiderato» e «per me l’ha uccisa Alberto Stasi».

Intervistato a Verissimo su Canale 5, Sempio non ha nascosto di aspettarsi una richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Pavia. «Ci aspettiamo di arrivare a un’udienza preliminare – ha spiegato – e lì punteremo al proscioglimento. Non ci sembra che ci siano gli elementi per andare avanti a processo». Una posizione che riflette la linea difensiva del 37enne: tenterà di affrontare il passaggio giudiziario con fiducia, nella convinzione che il quadro indiziario non sia sufficiente a sostenere un processo vero e proprio.

Il momento più difficile per Sempio

Per Sempio si tratta della terza volta in cui viene coinvolto formalmente nelle indagini, ma questa, ammette, è la più pesante. «Il 2025 è stato l’anno più difficile – ha detto – spero sia l’ultima». A pesare non è soltanto il rischio giudiziario, ma anche il clima che si è creato attorno al caso. «Si sono formate delle tifoserie, c’è una parte che ce l’ha con me. Sono un colpevole desiderato. C’è gente che vuole festeggiare una mia condanna». Sono parole che fotografano un disagio profondo: quello di chi si sente sotto processo non solo nelle aule di giustizia, ma anche e soprattutto nel «tribunale dei social», forse un po’ meno garantista.

Sempio distingue nettamente tra due piani. «Questa storia segue due strade: una giuridica, abbastanza lineare, e una mediatica, con tifoserie schierate. È diventata una serie tv». Nella vita reale, racconta, non avverte ostilità. Online, invece, è sommerso da accuse e sospetti. «Quando escono notizie a me favorevoli, sui social si legge che c’è sotto qualcosa, che è tutto un trucco». Un clima che contribuisce a rendere per lui ancora più difficile sopportare una vicenda che dura ormai da oltre diciott’anni.

«Per me l’ha uccisa Stasi»

Come già accaduto in precedenza – quando era stato intervistato da Alessandro Sallusti a 10 Minuti -, Sempio non ha esitazioni sul responsabile dell’omicidio. «Io, ad oggi, credo Alberto Stasi. Le sentenze hanno stabilito questo e non ho le competenze per metterlo in dubbio: per me la verità è quella». Sulla possibilità di nuovi indagati, frena: «È una voce che è uscita dai giornali. Per ora non è entrato nessun altro. La mia accusa è in concorso con Stasi o con altri, vedremo se spunteranno questi altri».

Ha anche smentito con decisione ogni ipotesi di legame sentimentale con Chiara Poggi. «Ero molto amico di Marco, suo fratello. Lei l’ho incontrata qualche volta, ma solo per un saluto. Non c’è mai stato nulla, è un’altra delle tante cose montate per questa telenovela». Quanto al video in cui è ritratto e trovato sul computer dei Poggi, osserva che quel pc era utilizzato da tutta la famiglia: «Se è stato visto da Chiara o da qualcun altro, può essere».

Cosa riserba il futuro di Sempio

Alla fine mostra il lato più umano di se stesso: «Vorrei una famiglia, vorrei far vedere un nipotino ai miei. Forse però è stato un bene non essermi costruito una famiglia negli ultimi anni: ora ci sarebbero dentro anche loro». Sulla rottura con l’avvocato Lovati parla di una scelta sofferta: «Provo ancora affetto e stima per lui». Ma la battaglia, quella giudiziaria e non mediatica, Andrea Sempio la affronterà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, ed è ancora tutta da combattere.

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